Frasi e citazioni nichilistiche di Emil Cioran

Selezione di frasi nichilistiche e citazioni pessimistiche di Emil Cioran (Răşinari 1911 - Parigi 1995), filosofo e aforista rumeno, residente in Francia dal 1941 fino alla morte con lo status di apolide per rinuncia volontaria alla cittadinanza.
Le seguenti riflessioni di Cioran sono tratte dalla raccolta di interviste intitolata Un apolide metafisico (Entretiens, 1995) e dai suoi saggi (pubblicati in Italia dall'editore Adelphi): Al culmine della disperazione (Pe culmile disperãrii, 1934); Sommario di decomposizione (Précis de décomposition, 1949); La tentazione di esistere (La tentation d'exister, 1956); Storia e utopia (Histoire et utopie, 1960); La caduta nel tempo (La Chute dans le temps, 1964); Il funesto demiurgo (Le mauvais démiurge, 1969). Su Aforismario trovi anche una grande raccolta di aforismi di Emil Cioran tratti dai suoi libri di genere prettamente aforistico. [I link sono in fondo alla pagina].
Ha scritto Cioran: "Il mio compito è quello di strappare la gente al suo sonno di sempre, pur sapendo che commetto un crimine, e che sarebbe mille volte meglio lasciarla dormire, visto che, se pure si svegliasse, non avrei niente da proporle". (Emil Cioran, Quaderni, 1957/72 - postumo 1997).
Per smettere di tormentarsi, bisogna lasciarsi andare a un disinteresse
 profondo, smettere di preoccuparsi del quaggiù o del lassù,
cadere nel menefreghismo dei morti. (Emil Cioran)
Al culmine della disperazione
Pe culmile disperãrii, 1934 - Selezione Aforismario

L'insonnia è una vertiginosa lucidità che riuscirebbe a trasformare il paradiso stesso in un luogo di tortura. 

Al culmine della disperazione, solo la passione dell'assurdo può rischiarare di una luce demoniaca il caos.

Non c'è nulla che giustifichi il fatto di vivere.

Un'esistenza che non nasconda una grande follia è priva di valore.

Una lacrima ha radici più profonde di un sorriso. 

Sono felici solo coloro che non pensano mai, vale a dire coloro che pensano giusto il poco che basta per vivere. 

Il lavoro è una maledizione che l'uomo ha trasformato in piacere.

Non solo la vita non ha alcun senso, ma non può averne uno.

La sola cosa che possa salvare l’uomo è l’amore. E se molti hanno finito per trasformare in banalità questa asserzione, è perché non hanno mai amato veramente. 

Tutti hanno lo stesso difetto: aspettano di vivere, giacché non hanno il coraggio di ogni istante.

Vorrei perdere la ragione a un unico patto: essere sicuro di diventare un pazzo allegro, brioso ed eternamente di buon umore, senza problemi né ossessioni, che ride senza motivo dalla mattina alla sera.

Sommario di decomposizione
Précis de décomposition, 1949 - Selezione Aforismario

Forche, galere, penitenziari prosperano solo all'ombra di una fede − di quel bisogno di credere che ha infestato per sempre lo spirito. Il diavolo appare assai scialbo rispetto a colui che dispone di una verità, della sua verità.

L'abbondanza delle soluzioni agli aspetti dell'esistenza è pari solo alla loro futilità.

Non vi è nobiltà se non nella negazione dell'esistenza, in un sorriso che sovrasta paesaggi annientati.

Date uno scopo preciso alla vita e perderà all'istante il suo fascino. L'incertezza dei suoi fini la rende superiore alla morte; un briciolo di esattezza la abbasserebbe alla trivialità delle tombe.

La vita si crea nel delirio e si disfà nella noia.

Colui che che non ha mai concepito il proprio annullamento, che non ha pensato di ricorrere alla corda, alla pallottola, al veleno o al mare, è un forzato spregevole o un verme che striscia sulla carogna cosmica.

La vera morte non è la putredine, ma il disgusto per qualsiasi irradiazione; la ripulsa per tutto ciò che sboccia sotto il calore dell'illusione.

A parte alcuni esempi di malinconia esaustiva e alcuni suicidi fuori dal comune, gli uomini non sono che fantocci imbottiti di globuli rossi per generare la storia e le sue smorfie.

Dovunque una cosa respiri vi è un'infermità in più: non c'è palpito che non confermi lo svantaggio di essere.

Il pessimismo è la crudeltà dei vinti che non possono perdonare alla vita di aver ingannato le loro attese.

Non c'è salvezza fuori del suicidio.

La tentazione di esistere
La tentation d'exister, 1956 - Selezione Aforismario

La liberazione, se realmente ci sta a cuore, deve procedere da noi stessi: a nulla serve cercarla altrove, in un sistema già fatto o in qualche dottrina orientale.

Soffrire: il solo modo d'acquisire la sensazione d'esistere.

La Verità? Un incaponirsi da adolescenti o un sintomo di senilità.

L'esperienza del vuoto è la tentazione mistica del non credente, la sua possibilità di preghiera, il suo momento di pienezza.

C'è solo una cosa peggiore della noia: la paura della noia.

Pensare significa smettere di venerare, significa levarsi contro il mistero e proclamarne il fallimento.

La plebe vuol essere stordita da invettive, minacce e rivelazioni, da discorsi roboanti: ama gli imbonitori.

Il delicato che ragiona non può misurarsi con il beota che prega.

Per alcuni la felicità è una sensazione cosi insolita che appena la provano, si allarmano e s'interrogano su questo nuovo stato; nulla di simile nel loro passato: è la prima volta che si avventurano fuori della sicurezza del peggio.
Utopia, ricordiamocelo, significa da nessuna parte. (Emil Cioran)
Storia e utopia
Histoire et utopie, 1960 - Selezione Aforismario

Si diventa tolleranti soltanto nella misura in cui si perde di vigore, si cade amabilmente nell'infanzia, e si è troppo stanchi per tormentare gli altri con l'amore o con l'odio. 

Tutto si può soffocare nell'uomo, salvo il bisogno di assoluto, che sopravvivrebbe alla distruzione dei templi e perfino alla scomparsa della religione sulla terra. 

L'ambizione è una droga che fa di colui che vi si dedica un demente in potenza. 

Per raggiungere non tanto la felicità quanto l'equilibrio, dovremmo liquidare una buona parte dei nostri simili, praticare quotidianamente il massacro, sull'esempio dei nostri fortunatissimi avi.

Utopia, ricordiamocelo, significa da nessuna parte.

L'utopia è un miscuglio di razionalismo puerile e di angelismo secolarizzato.

Perfino respirare sarebbe un supplizio senza il ricordo o il presentimento del paradiso, oggetto supremo − e tuttavia inconscio − dei nostri desideri.

Dato che il male è inseparabile dall'atto, le nostre imprese si rivolgono necessariamente contro qualcuno o qualche cosa; al limite, contro noi stessi.

Volete costruire una società in cui gli uomini non si nocciano più reciprocamente? Lasciateci entrare soltanto degli abulici.

La storia non è forse, in ultima istanza, il risultato della nostra paura della noia, di quella paura che ci farà sempre prediligere il piccante e la novità del disastro, e preferire qualsiasi disgrazia al ristagno?

La caduta nel tempo
La Chute dans le temps, 1964 - Selezione Aforismario

Promossi al rango di incurabili, siamo materia dolente, carne urlante, ossa rose da grida, e i nostri stessi silenzi non sono che lamenti strozzati.

L'animale più immondo vive, in un certo senso, meglio di noi. Senza andare a cercare nelle fogne ricette di saggezza, come non riconoscere i vantaggi che ha su di noi un ratto, proprio perché è un ratto e nient'altro?

La vera vertigine è l'assenza della follia. 

Nessuno si rimette dal male di nascere, piaga capitale se mai ve ne furono. 

A tal punto il dubbio su di sé travaglia gli esseri che questi, per porvi rimedio, hanno inventato l'amore, tacito patto fra due infelici per sopravvalutarsi, per incensarsi spudoratamente. 

Colui che non ha mai invidiato il vegetale ha solo sfiorato il dramma umano.

Il paradiso è assenza dell'uomo.

Sapere che si è mortali significa in realtà morire due volte, anzi, tutte le volte che si sa di dover morire.

Vi è qualcosa di sacro in ogni essere che non sa di esistere, in ogni forma di vita indenne da coscienza.
La sola funzione della memoria è di aiutarci a rimpiangere. (Emil Cioran)
Il funesto demiurgo
Le mauvais démiurge, 1969 - Selezione Aforismario

Frivolo e incongruente, dilettante in tutto, avrò conosciuto a fondo soltanto l'inconveniente di essere nato.

Che cos'è un "contemporaneo"? Uno che ci piacerebbe ammazzare, senza sapere bene come.

La cosa più difficile al mondo è mettersi al diapason dell'essere, e afferrarne il tono.

La sola funzione della memoria è di aiutarci a rimpiangere.

Soffrire è produrre conoscenza.

Concepire un pensiero, un solo e unico pensiero − ma che mandasse in frantumi l'universo.

Lei, chi è? − Io sono uno straniero per la polizia, per Dio, per me stesso.

Chiunque non sia morto giovane merita di morire.

Siamo tutti in fondo a un inferno, dove ogni attimo è un miracolo.

Per smettere di tormentarsi, bisogna lasciarsi andare a un disinteresse profondo, smettere di preoccuparsi del quaggiù o del lassù, cadere nel menefreghismo dei morti.

Un apolide metafisico
Entretiens, 1995 - Selezione Aforismario

Il cristianesimo è spacciato, ma anche la storia lo è. L'umanità ha imboccato una brutta strada. 
(Intervista con François Bondy, 1970)

Un libro che lascia il lettore uguale a com'era prima di leggerlo è un libro fallito.
(Intervista con Fernando Savater, 1977)

La storia è l'antidoto all'utopia.
(Intervista con Fernando Savater, 1977)

Non appena accetti di esistere, devi accettare la prostituzione.
(Intervista con Jean-François Duval, 1979)

Il vantaggio dell'aforisma è che non si ha bisogno di fornire prove. Si tira un aforisma come si tira uno schiaffo.
(Intervista con Léo Gillet, 1982)

L'uomo non è niente, o comunque ben poca cosa. ma volendo essere tutto, si è perduto per mancanza di modestia.
(Intervista con Luis Jorge Jalfen, 1982)

La storia universale non è che un ripetersi di catastrofi, in attesa della catastrofe definitiva.
(Intervista con J. L. Almira, 1983)

Gli individui − ma anche le nazioni − hanno bisogno di una certa megalomania. Quando non ci si crede eccezionali, importanti, insostituibili, si è perduti.
(Intervista con François Fejtõ, 1986)

Le radici del dubbio sono profonde quanto quelle della certezza. Il dubbio però è più raro, raro come la lucidità e la vertigine che l'accompagna.
(Intervista con Sylvie Jaudeau, 1990)

Forse la vita è proprio questo, senza volere usare paroloni, il fare cose alle quali si aderisce senza crederci.
(Intervista con Michael Jakob, 1990)

Note
Vedi anche: Aforismi di Emil Cioran

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