Citazioni Errate - P

Elenco di frasi false, citazioni errate o di dubbia attribuzione che circolano sul web, che cominciano con la lettera P. Se hai qualche precisazione da fare per migliorare questa sezione, oppure desideri segnalare una citazione che hai trovato sul web e sulla cui autenticità hai dei dubbi, contatta pure Aforismario.
Qualunque frase priva di fonti bibliografiche certe, su internet la potrete trovare
attribuita nel 99% dei casi a: Oscar Wilde, Jim Morrison o Albert Einstein
e per il restante 1% a un altro autore sbagliato. (Aforismario)
Peccare di silenzio, quando bisognerebbe protestare, fa di un uomo un codardo. 
In inglese: To sin by silence, when we should protest, makes cowards out of men.
Questa citazione è spesso attribuita ad Abraham Lincoln (anche in lingua inglese); si tratta invece di due versi della poesia Protest (pubblicata in Poems of Problems, 1914) della poetessa statunitense Ella Wheeler Wilcox.

Per andare sempre d’accordo con tutti, basta non averci niente a che fare.
Questa frase si trova spesso attribuita a Charles Bukowski, ma si tratta invece di un aforisma di Giovanni Soriano tratto dal libro Finché c'è vita non c'è speranza (2010). Questo è un tipico caso in cui si usa il nome di un personaggio famoso per dare maggior risonanza a un aforisma e, magari, ottenere maggiori consensi sui social network.

Per capire chi vi comanda, basta scoprire chi non vi è permesso criticare.
In francese: Pour savoir qui vous dirige vraiment il suffit de regarder ceux que vous ne pouvez pas critiquer.
In inglese: To learn who rules over you, simply find out who you are not allowed to criticize.
Questa frase è generalmente attribuita a Voltaire, ma si tratta di un'affermazione dell'americano Kevin Alfred Strom (attivista neo-nazista), riportata in un suo programma politico del 1993 intitolato All America must know the terror that is upon us. La frase originale è: "To determine the true rulers of any society, all you must do is ask yourself this question: Who is it that I am not permitted to criticize?" (Per individuare i veri governanti di ogni società, tutto quello che dovete fare è porvi questa domanda: chi è che non mi è permesso criticare?).

Per ogni minuto che passi arrabbiato perdi sessanta secondi di felicità.
Vedi: "Ogni minuto che passi arrabbiato perdi sessanta secondi di felicità".

"Perché scrivi solo cose tristi?". "Perché quando sono felice esco".
Questo botta e risposta, si trova su internet attribuito ora a Luigi Tenco ora a Bruno Lauzi (entrambi autori di canzoni spesso malinconiche), senza che nessuno riesca ad attribuirlo con certezza  all'uno o all'altro. Ebbene, la frase è di Bruno Lauzi, ed è stata pronunciata dialogando con Alberto Lupo nello spettacolo musicale Senza rete andato in onda sulla RAI nel 1975. Ecco la trascrizione delle parole di Lauzi: "C'è qualcuno che dice: 'Ma questo è triste, fa le cose così...'; ho la fama di essere uno triste, invece sono una persona molto allegra. Il problema è semplice: quando io scrivo canzoni in genere sono triste perché quando sono allegro esco! Che sto a fare a casa?".

Perdonare è liberare un prigioniero e scoprire che quel prigioniero eri tu.
In inglese: To forgive is to set a prisoner free and discover that the prisoner was you.
L'origine di questa frase, secondo quanto riportato in molti siti italiani, si troverebbe nelle "Sacre Scritture". Eppure, basterebbe aver soltanto sfogliato qualche volta la Bibbia per rendersi conto che non è una frase tipica delle "Sacre Scritture". In realtà si tratta di una citazione (su Christianity Today, 1983) del teologo americano di origine olandese Lewis Benedictus Smedes (1921-2002).

Perfino Dio ha un inferno, è il suo amore per gli uomini.
Questa frase è spesso attribuita allo scrittore brasiliano Paulo Coelho, e in effetti essa si trova nel suo libro Il diavolo e la signorina Prym (2000). Ma la frase è un'evidente citazione da Così parlò Zarathustra (1883-85) di Friedrich Nietzsche, essendo riportata tra virgolette nel libro di Coelho e, per giunta, preceduta dalla frase: "Un filosofo tedesco ha detto:...". La frase originale di Nietzsche è la seguente: Also sprach der Teufel einst zu mir: "auch Gott hat seine Hölle: das ist seine Liebe zu den Menschen." (Così una volta mi parlò il diavolo: “Anche Iddio ha il suo inferno: è il suo amore per gli uomini”).

Piantare un albero, fare un figlio e scrivere un libro.
In inglese: Plant a tree, have a child and write a book
In spagnolo: Plantar un árbol, tener un hijo y escribir un libro.
In francese: Planter un arbre, avoir un enfant et écrire un livre.
Questa frase, diffusissima sul web e citata in centinaia di libri, conosciuta in molte lingue e in tante versioni differenti l'una dall'altra, è attribuita ad almeno una decina di fonti diverse. Cominciamo, innanzitutto ad elencare soltanto alcune delle tante forme in cui la frase è citata in italiano:
  • Nella vita bisogna fare tre cose: fare un figlio, scrivere un libro, piantare un albero.
  • Nella vita ogni persona, per realizzarsi, deve fare un figlio, o piantare un albero, o scrivere un libro.
  • Ogni uomo prima di morire deve mettere al mondo un figlio, scrivere un libro, costruire una casa e piantare un albero.
  • Ogni uomo prima di morire dovrebbe procreare un figlio, scrivere un libro e piantare un albero.
  • Se non si vuole vivere inutilmente, bisogna fare un figlio, oppure scrivere un libro o piantare un albero.
  • Un uomo, per sentirsi completamente realizzato, dovrebbe nella sua vita poter compiere tre cose: fare un figlio, scrivere un libro, piantare un albero.
Già il fatto che della medesima frase esistano tante differenti versioni, indica che non esiste un autore conosciuto e verificabile di essa. E infatti questa massima è attribuita, tra gli altri, a: Confucio, Pitagora, José Martí, Compay Segundo; oppure è indicata come: detto dell'antica Grecia, detto Zen, proverbio arabo, proverbio cinese, proverbio latino-americano. Secondo quanto scrive lo scrittore Carlo Dossi in Note azzurre (1870/1907), ma senza citare alcuna fonte: "Bacone dice che, quattro sono i doveri d'ogni Uomo - cioè piantare un albero - fabbricare una casa - scrivere un libro - e generare un altro uomo". Ma se l'autore è sconosciuto, esiste tuttavia una fonte originaria da cui diversi autori possono aver attinto per dare origine alla massima, e questa fonte è il libro dei libri: la Bibbia. Nel Deuteronomio (VI-V sec a.e.c.) vi è un brano in cui Dio stesso consiglia a coloro che dovevano recarsi in battaglia, e dunque col rischio di non tornare vivi, di inaugurare la propria casa, cogliere il frutto del proprio vigneto e sposare la propria donna: "Voi oggi siete prossimi a dar battaglia ai vostri nemici; il vostro cuore non venga meno; non temete, non vi smarrite e non vi spaventate dinanzi a loro, perché il Signore vostro Dio cammina con voi per combattere per voi contro i vostri nemici e per salvarvi. I capi diranno al popolo: C'è qualcuno che abbia costruito una casa nuova e non l'abbia ancora inaugurata? Vada, torni a casa, perché non muoia in battaglia e altri inauguri la casa. C'è qualcuno che abbia piantato una vigna e non ne abbia ancora goduto il frutto? Vada, torni a casa, perché non muoia in battaglia e altri ne goda il frutto. C'è qualcuno che si sia fidanzato con una donna e non l'abbia ancora sposata? Vada, torni a casa, perché non muoia in battaglia e altri la sposi". L'intero brano si trova riassunto nel Talmud, testo sacro dell'ebraismo: "Un uomo dovrebbe costruire una casa, piantare un vigneto e quindi sposare una moglie" [frase non verificata da Aforismario]. È probabile che il "costruire una casa", essendo oggi improponibile per la maggior parte delle persone, sia stato sostituito in epoca moderna con "scrivere un libro", per cui oggi si consiglia, prima di morire, di fare un figlio, piantare un albero, scrivere un libro.

Più conosco gli uomini, più amo gli animali.
In inglese: The more I know men, the more I love animals.
In francese: Plus je connais les hommes, plus j'aime les animaux.
Questa celebre citazione è attribuita a diversi autori: da Socrate a Platone, dall'immancabile Oscar Wilde a Brigitte Bardot; secondo alcune fonti la frase sarebbe da attribuire a Federico II di Prussia (1712-1786). In realtà non v'è certezza sull'autore che per primo ha espresso questo pensiero. Una frase molto simile è attribuita a Madame de Sévigné (1626-1696): "Quanto più conosco gli uomini, tanto più amo i cani". Celebri variazioni della stessa sono quella di Totò in Totò, Peppino e... la malafemmina (1956): "Più conosco gli uomini, più amo le bestie"; e quella di Roberto Gervaso in L'amore è eterno finché dura (2004): "Più conosco gli uomini, più amo le donne". A proposito di questo detto, è interessante riportare qui una riflessione del grande etologo Konrad Lorenz tratta da L'aggressività (1963): "Un misantropo sentimentale ha foggiato l'aforisma spesso ripetuto a pappagallo: «Da quando conosco gli uomini, amo gli animali.» Io affermo al contrario: chi veramente conosce gli animali, inclusi quelli superiori e a noi più vicini, e ha un po' di comprensione per il divenire filogenetico, è per ciò in grado di comprendere appieno l'unicità dell'uomo".

Politici e pannolini dovrebbero essere cambiati spesso, e per lo stesso motivo.
Questa divertente battuta è attribuita a diversi autori: Benjamin Franklin, George Bernard Shaw, Mark Twain.  In portoghese la citazione è generalmente attribuita allo scrittore José Maria Eça de Queirós (1845-1900): "Os políticos e as fraldas devem ser mudados frequentemente e pela mesma razão". Purtroppo, però, non si ha alcuna certezza su chi sia il vero autore di questa citazione, che resta dunque anonima. Qui di seguito altre versioni della stessa frase: "Politici e pannolini hanno una cosa in comune: entrambi vanno cambiati regolarmente, e per la stessa ragione" (in inglese: "Politicians and diapers have one thing in common. They should both be changed regularly and for the same reason"; in spagnolo: "Los políticos y los pañales tienen en común. Ambos deben ser cambiados con regularidad, y por la misma razón"). Oppure: "I politici sono come i pannolini. Dovrebbero essere cambiati spesso, e per la stessa ragione". O ancora: "Politici e neonati hanno una cosa in comune: entrambi vanno cambiati regolarmente, e per la stessa ragione". Un'ultima curiosità: la frase è citata da Robin Williams nel film L'uomo dell'anno (2006): "E ricordatevi, signore e signori, una vecchia frase di un anonimo che dice così: «I politici somigliano ai pannolini: bisogna cambiarli spesso e per lo stesso motivo». Ricordatelo alle prossime elezioni".

Preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione. Perché la tua coscienza è quello che tu sei, la tua reputazione è ciò che gli altri pensano di te. E quello che gli altri pensano di te è problema loro.
In inglese: Be more concerned with your character than your reputation, because your character is what you really are, while your reputation is merely what others think you are.
Questa riflessione è attribuita, in lingua italiana, a Charlie Chaplin, mentre in lingua inglese a Dale Carnegie e ancora più spesso a John Wooden. Non esiste però alcuna conferma sulla vera paternità della frase, il cui autore, fino a prova contraria, rimane sconosciuto. Detto tra parentesi, la frase sembra l'estrema sintesi di un concetto elaborato in maniera approfondita già nell'Ottocento da Arthur Schopenhauer in Parerga e paralipomena (in particolare, in: Aforismi per una vita saggia; Di ciò che uno rappresenta).

Prima di diagnosticarti una depressione o una scarsa autostima, accertati di non essere, in realtà, circondato da stronzi.
In inglese: Before you diagnose yourself with depression or low self-esteem, first make sure that you are not, in fact, just surrounded by assholes.
Questa citazione è attribuita, sia in italiano sia in lingua originale inglese, allo scrittore statunitense William Gibson. Ma come ha accertato Quoteinvestigator, in realtà si tratta di un pensiero pubblicato su Twitter nel 2010 da un'utente di nome Notorious d.e.b. @debihope. La frase è da tutti attribuita al ben più noto scrittore perché da questi retwittata, pur senza, correttamente, attribuirsene la paternità.

Prima tu prendi un drink, poi il drink ne prende un altro, e infine il drink prende te. 
In inglese: First you take a drink, then the drink takes a drink, then the drink takes you.
Questa citazione è generalmente attribuita, persino in lingua inglese, a Francis Scott Fitzgerald (1896-1940), ma si tratta di un vecchio detto di origine orientale (cinese o giapponese). Di sicuro, la paternità della frase non è attribuibile allo scrittore americano, poiché essa era già citata prima che Scott Fitzgerald nascesse; ad esempio, sul The Pennsylvania School Journal del 1887 si legge: "Was a keen Japanese mind that stated it thus: First the man takes a drink ; then the drink takes a drink; then the drink takes the man" (Una mente acuta giapponese ha affermato: "Prima l'uomo prende un drink; poi la bevanda prende un drink; poi la bevanda prende l'uomo").

Può forse una distanza materiale separarci davvero dagli amici? Se desideri essere accanto a qualcuno che ami, non ci sei forse già?
Questa citazione è attribuita su molti siti web a Richard Bach, ma si tratta di una traduzione infedele di una sua frase presente in Nessun luogo è lontano (There's No Such Place As Far Away, 1976): "Can miles truly separate us from friends? If you want to be with Rae, aren't you already there?" (Può forse | una distanza materiale separarci | davvero dagli amici? Se tu desideri essere | da Rae, non ci sei forse già?). Il medesimo concetto è stato ripreso dallo scrittore italiano Enrico Brizzi nel libro Jack Frusciante è uscito dal gruppo (1994), nel quale scrive: "Nessun posto è lontano. Se desiderate essere accanto a qualcuno che amate forse non ci siete già?".

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