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Frasi e citazioni sulla Clausura

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sulla clausura, dal latino claudĕre «chiudere», regola che disciplina l’ingresso o l’uscita nelle case religiose; in particolare: la parte del convento nella quale i religiosi vivono, e dove è proibito entrare a tutti per le comunità di donne, e alle sole donne per quelle degli uomini. In senso figurato, il termine "clausura" indica uno stile di vita molto ritirata, appartata, con contatti sociali assai limitati.
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Suora di Clausura
L’amore è la più benefica, universale e santa di tutte le forze naturali,
per la quale l’uomo può evadere dalla clausura dell’io per donarsi,
e diventare fonte viva e luminosa di altre vite nel mondo. (Carlo Gnocchi)

Non fidatevi né della stretta clausura, né della penitenza che fate. Nemmeno vi assicuri la vostra costante occupazione nelle cose di Dio, nel, continuo esercizio dell’orazione e nel ritiro assoluto dal mondo, che vi pare anzi di odiare. Tutto questo è buono; ma non deve bastare a farvi smettere di temere. Ripetete invece quel che dice il salmo, e ricordatelo spesso: Beatus vir qui timet Dominum! [2]
Teresa d’Avila, Il castello interiore, 1588

Non vi è clausura tanto stretta che al demonio possa essere inaccessibile, né deserto così sperduto che egli non sappia rintracciare.
Teresa d’Avila, ibidem

Al culmine di un percorso d'iniziazione in cui l'originaria e sempre spontanea vocazione è stata passata al vaglio di un lungo «tirocinio», di una severa verifica, le giovani donne decise a farsi spose di Cristo si sono, certo, ritirate dal mondo. Ma dal mondo non sono fuggite. Nessuna calcolata fuga
Marco Beck, prefazione a Pasquale Maffeo, Voci dal chiostro, 2013

Nell'orizzonte del chiostro la felicità scaturisce proprio dallo stupore: uno stupore che si apre incondizionatamente alla contemplazione e all'adorazione del Dio Trinitario, in un mistico incontro d'amore. E quella felicità, quella gioia, quella pace - anticipatrici della beatitudine celeste senza fine - non rimangono doni autoreferenziali, trattenuti con arido egoismo all'interno dei rispettivi horti conclusi. Ma s'irradiano oltre i loro fisicamente invalicabili perimetri.
Marco Beck, ibidem

In un normale convento di clausura non si vive a mezz'aria fra la Terra e il Cielo. Ma - con i piedi ben piantati sui pavimenti delle celle, del coro, del refettorio e di ogni altro ambiente - ci s'impegna giorno e notte per la «manutenzione» di un ponte di preghiera, d'intercessione, gettato fra l'umanità e il Regno dei Cieli. Privilegiando finalità che il mondo secolarizzato ignora (quando non irride sprezzantemente), come la riparazione dei peccati, la conversione degli increduli e degli indifferenti, il sollievo invocato per chi soffre di infermità fisiche o di afflizioni morali.
Marco Beck, prefazione a Pasquale Maffeo, Voci dal chiostro, 2013

«Ogni volta che fui tra gli uomini ne tornai meno uomo» scrive, come ognuno sa, l'anonimo autore della Imitazione di Cristo. Considerazione ammirevole, ma che sarebbe comprensibile in bocca a un antico eremita nella Tebaide. Appare tuttavia sagace nella penna sapiente di un benedettino, costretto a dividere la sua clausura con tre o quattro dozzine di confratelli.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

Una religiosa è un'anima che si chiude in monastero come il soldato in trincea per combattere. Tu, dunque, devi pensare che sei al Carmelo per la difesa delle anime contro gli assalti del nemico infernale. Non ti accorare, perciò, nella lotta interiore che subisci e che cresce dentro di te, invece della pace e della quiete che sognavi. Ricordati che questo è l'ufficio dell'anima consacrata a Dio benedetto: combattere e vincere.
Giuseppina Catanea (Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso) [1]

Forse occorre una forza d'animo ancor più grande per resistere alla solitudine che alla miseria; la miseria avvilisce, la clausura deprava. È forse meglio vivere nell'abiezione che nella follia. 
Denis Diderot, La religiosa, 1796 (postumo)

Oggi non si può più essere uomini restando chiusi nei confini angusti della propria tradizione. In questa clausura, infatti, possono crescere solo individui ignoranti e perciò intolleranti, perché non hanno mai assaporato il relativismo della propria cultura, della propria fede, delle proprie convinzioni, delle proprie persuasioni.
Umberto Galimberti, I miti del nostro tempo, 2009

L’amore è la più benefica, universale e santa di tutte le forze naturali, per la quale l’uomo può evadere dalla clausura dell’io per donarsi, e diventare fonte viva e luminosa di altre vite nel mondo.
Carlo Gnocchi [1]

Il saggio nel mondo è più grande e più eroico del saggio in clausura.
Victor Hugo, Filosofia della prosa, 1846/47

Giovanette di 15. o poco più anni che non hanno ancora incominciato a vivere, né sanno che sia vita, si chiudono in un monastero, professano un metodo, una regola di esistenza, il cui unico scopo diretto e immediato si è d’impedire la vita. E questo è ciò che si procaccia con tutti i mezzi. Clausura strettissima, finestre disposte in modo che non se ne possa vedere persona, a costo della perdita dell’aria e della luce, che sono le sostanze più vitali all’uomo, e che servono anche, e sono necessarie alla comodità giornaliera delle sue azioni, e di cui gode liberamente tutta la natura, tutti gli animali, le piante, e i sassi. Macerazioni, perdite di sonno, digiuni, silenzio: tutte cose che unite insieme nocciono alla salute, cioè al ben essere, cioè alla perfezione dell’esistenza, cioè sono contrarie alla vita. Oltreché escludendo assolutamente l’attività, escludono la vita, poiché il moto e l’attività è ciò che distingue il vivo dal morto: e la vita consiste nell’azione; laddove lo scopo diretto della vita monastica anacoretica ec. è l’inazione, e il guardarsi dal fare, l’impedirsi di fare. [...] questo raziocinio, e la risoluzione che ne segue, e la vita che le tien dietro, sono assolutamente e dirittamente nello spirito del Cristianesimo, e inerenti alla sua perfezione. Lo scopo di essa e dell’essenza del Cristianesimo, si è il fare che l’esistenza non s’impieghi, non serva ad altro che a premunirsi contro l’esistenza: e secondo essa il migliore, anzi l’unico vero e perfetto impiego dell’esistenza si è l’annullarla quanto è possibile all’ente; e non solo l’esistenza non dev’essere il primo scopo dell’esistenza nell’uomo (come lo è in tutte le altre cose o create, o anche possibili), ma anzi il detto scopo dev’essere la nonesistenza. Assolutamente nell’idea caratteristica del Cristianesimo, l’esistenza ripugna e contraddice per sua natura a se stessa.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817-1832 (postumo 1898-1900)

Il femminismo mi si è presentato come lo sbocco possibile tra le alternative simboliche della condizione femminile, la prostituzione e la clausura: riuscire a vivere senza vendere il proprio corpo e senza rinunciarvi. Senza perdersi e senza mettersi in salvo.
Carla Lonzi [1]

Non sono celibi coloro che indossano abiti monastici e si rinchiudono dietro muri spessi e massicci cancelli di ferro, ma coloro i cui cuori e menti sono celibi, sia che si trovino nei chiostri o nei mercati pubblici.
Mikha'il Nu'ayma, Il libro di Mirdad, 1948

La clausura è sinonimo di accidia e non va rispettata.
Claudio Puglisi Santoro (Aforismi inediti su Aforismario)

La domenica, così come avviene per molti religiosi, è un giorno “sacro” anche per il misantropo, che in questo, ancor più che in tutti gli altri giorni della settimana, osserva un’assoluta e rigorosa clausura. Questo perché se già vedere gente per strada non è uno spettacolo piacevole, essere attorniati da intere famiglie, che usano uscire di casa soprattutto la domenica con frotte d’insopportabili marmocchi e cagnolini al seguito, è qualcosa che supera le umane capacità di chi, per indole, preferirebbe trascorrere un’intera giornata a osservare le lumache che strisciano nel proprio giardino piuttosto che subire, anche per un minuto, la vista di una sola famiglia.
Giovanni Soriano, L'inconveniente umano, 2022

La clausura, apparentemente, è una separazione dal mondo, ma in verità è un «rientro» in esso in maniera diversa e più vera, come il cuore, che esternamente non si vede, ma è essenziale perché l'organismo viva 
Anonima (Benedettine Adoratrici), citato in Pasquale Maffeo, Voci dal chiostro, 2013

Nessuna di noi è nata con la vocazione, ma sono convinta che nel profondo dell'anima di ognuna di noi c'è una piccola fiammella, che è possibile ravvivare, giorno per giorno. Solo il suo calore può farci accettare questa vita, questa quotidiana penitenza a cui il Signore ci ha destinate. 
Madre superiora (Suzy Kendall), in Storia di una monaca di clausura, 1973

− Qual è la colpa per essere scacciate dal convento?
− Quanto sei ingenua! Nessuna. Qui si esce solo da morte.
Suor Agnese (Eleonora Giorgi) e Suor Elisabetta (Catherine Spaak), ibidem

Note
  1. Fonte della citazione sconosciuta; se la conosci, segnalala ad Aforismario.
  2. Beatus vir qui timet Dominum, in mandatis ejus volet nimis: Beato l'uomo che teme il Signore e trova grande gioia nei suoi comandamenti. (Salmi)
  3. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Monaci e FratiMonache e Suore - EremitiIsolamento