Come Nascono gli Aforismi (di Alessandro Morandotti)

In questa pagina presentiamo un breve saggio di Alessandro Morandotti (1909-1979), aforista italiano: "Una caratteristica dell'aforisma è di sottrarsi a rubricazioni e classificazioni scientifiche. Il che, lo riconosco, è senz'altro irritante. La sua struttura è ambigua e sfuggente. Pretenderebbe al tempo stesso di unire concisione a vastità concettuale, soggettivazione estrema a validità universale, annotazione futile a profondità, l'eccezione alla regola, il restrittivo al generalizzato, consentendo ugualmente di trarne succo gustoso, anzi sensato e, talvolta, persino utile". (Minime, 1980).
L'aforisma è la chiusura-lampo del bagaglio delle esperienze.
(Alessandro Morandotti)
Come nascono gli aforismi
Le condizioni ambientali e spirituali che favoriscono la germinazione degli aforismi.
da Minime © Scheiwiller, 1980

Il meccanismo che presiede alla formulazione di massime è dei più elementari. Nasce da un'intima esigenza di condensare in poche parole esperienze vissute e osservazioni compiute, allo scopo di trasformarle in precetti di vita per sé e da trasmettere ad altri. 

Comunicare ammonimenti, raccomandazioni, consigli, regole di comportamento, riflessioni esistenziali. Nulla di più ovvio. Da sempre, oggi e in futuro. Una necessità insopprimibile dello spirito al servizio dei rapporti umani. Comunemente quest'esigenza si esprime in termini grezzi. Quando invece diventa oggetto, da parte di letterati e filosofi, di particolari attenzioni, subentra la preoccupazione dell'efficacia estetica della formulazione e il precetto assume la forma di aforisma. Allora soltanto si è compiuta la trasformazione in arte. 

Una forma letteraria peculiare che si manifesta attraverso una specie di esplosione concentrata dell'io, cui fa da miccia il conflitto tra esperienza e sistema di pensiero imperante. Un tentativo disperato − spesso mascherato buffonescamente − per sottrarsi alle incrostazioni di un conformismo filosofico-letterario secolare, col miraggio di instaurare una rinnovata spregiudicata visione critica del mondo dei sentimenti e del pensiero. Istituire un diverso rapporto tra l'io e il cosmo − superate le remore di artificiose strutture mentali − su base paritetica.

Questo in realtà il fine ambizioso, consapevole o no, che ha dato origine a questo genere, arduo quanto l'assunto che si propone.

Note

Nessun commento: