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Aforismi, frasi e citazioni sul Populismo

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sul populismo e sui populisti. Il termine "populismo" (dall'inglese populism, a sua volta dal russo narodničestvo) indica un movimento politico e culturale sorto in Russia verso la fine del XIX secolo, che si proponeva di raggiungere, attraverso una vasta attività di propaganda e con una diretta azione rivoluzionaria, un miglioramento delle condizioni di vita delle classi sociali più povere. Oggi il termine "populismo" è spesso usato in senso spregiativo per indicare l'atteggiamento ideologico di chi esalta in modo demagogico e velleitario il popolo come depositario di valori totalmente positivi. [Vocabolario Treccani].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla demagogia, sul popolo e sul consenso politico. [I link sono in fondo alla pagina].
Il populismo è il più pericoloso dei narcotici, il più potente degli oppiacei
per addormentare e annientare l'intelligenza, la cultura, la pazienza
e lo sforzo concettuale. (Michel Onfray)
È molto più semplice mobilitare le masse con slogan populisti e con le ideologie che impegnarle nel lungo, tedioso e complicato processo di creare una democrazia efficiente e uno Stato di diritto Giovanni Adamo II del Liechtenstein [1]

Una conseguenza politica dell'alta disoccupazione, della miseria e dell'impoverimento è il fatto di costituire un terreno fertile per le politiche di intolleranza, e di rendere gli elettorati vulnerabili alle sollecitazioni di capi o partiti populisti, che traducono la rabbia per l'insicurezza economica in odio per alcune minoranze, o in insofferenza per la stessa diversità etnica, razziale, religiosa o linguistica.
Daniele Archibugi e David Beetham, Diritti umani e democrazia cosmopolita, 1998

La storia della democrazia mostra che essa è un regime politico che vive perennemente il pericolo di scivolare nel populismo, oggi reso ancora più agevole grazie al ruolo crescente dei mezzi di comunicazione di massa» o nella tecnocrazia.
Daniele Archibugi e David Beetham, Diritti umani e democrazia cosmopolita, 1998

Divenuto un’ingiuria politica, il populismo è presentato come una sorta di perpetua “malattia infantile” della democrazia, in una prospettiva al tempo stesso peggiorativa e squalificante. Il ricorso al “populismo” fornisce così una giustificazione teorica, se non addirittura colta, all’emarginazione del popolo.
Alain de Benoist, Populismo, 2017

Combattere il populismo vuol dire fare in modo che le élite non siano minacciate da quel popolo che bisogna neutralizzare.
Alain de Benoist, ibidem

È più facile mettere il “populismo” alla gogna che studiare da vicino la natura di questa offerta politica emergente.
Alain de Benoist, ibidem

La diversità degli uomini politici che sono stati tacciati di “populismo” e la polisemia del termine mostrano che il populismo non solo non costituisce un’ideologia, ma può anche combinarsi con qualunque ideologia.
Alain de Benoist, ibidem

Chi parla del popolo si espone, per questa sola ragione, al rimprovero di “populismo”, che consisterebbe essenzialmente nello «adulare i bassi istinti del popolo», essendo implicitamente ammesso che la classe dirigente ha soltanto istinti particolarmente elevati.
Alain de Benoist, Populismo, 2017

È assolutamente falso dire che il populismo esprime un disgusto o un rifiuto della politica. In realtà, esso manifesta un’ostilità verso la classe politica cui si rimprovera appunto di non fare più politica.
Alain de Benoist, ibidem

Il populismo è inseparabile dal popolo e dunque dall'idea stessa di democrazia.
Alain de Benoist, ibidem

Il populismo contesta non la democrazia, ma il carattere insufficientemente democratico della democrazia rappresentativa e la regressione in senso oligarchico dei sistemi fondati sulla rappresentanza.
Alain de Benoist, Populismo, 2017

In fondo, il populismo non vuole nient’altro che popolare la democrazia.
Alain de Benoist, ibidem

Il populismo appare solo quando la democrazia liberale ha dato prova dei suoi limiti, quando non riesce più a rispondere alle domande sociali, quando alimenta un senso di espropriazione democratica e appare solo come una mascherata, se non addirittura un freno alle aspirazioni popolari.
Alain de Benoist, Populismo, 2017

Non mi piacciono né la dittatura né il populismo. Entrambi impediscono alla gente di pensare.
Jorge Luis Borges [1]

Buonismo e populismo, non di rado, sono figli di cinismo.
Raffaele Caponetto [1]

Il potere culturale non c'è più, ma il rischio è che tutto questo possa condurre al populismo. Da quello becero, che riguarda le polemiche politiche e che conosciamo bene, a quello chic, di cui ancora non parla nessuno. Il populismo-chic è il più pericoloso. Non è visto come una minaccia perché abolisce le distanze, le competenze. È culturalmente democratico e permette a tutti di esprimersi, di giudicare ed essere ascoltati.
Roberto Cotroneo, su Sette, 2012

Non c’è politica senza popolo, né popolo senza politica.
Vincent Coussedière [1]

Una volta ho sentito una storiella che si adatta benissimo al populismo di destra. Ci sono un politico di destra, un immigrato e un elettore intorno a un tavolo con dodici biscotti. Il politico arraffa undici biscotti e dice all'elettore "Attento, l'immigrato vuole prendere il tuo!"
Maurizio Crozza, in Crozza nel Paese delle Meraviglie, su La7, 2014

Il populismo è una forma di regime che, cercando di scavalcare le mediazioni parlamentari, tende a stabilire un rapporto plebiscitario immediato tra il leader carismatico e le folle.
Umberto Eco, A passo di gambero, 2006

Il populismo rappresenta l'appello diretto al popolo (o la presunta interpretazione della volontà popolare) fatto dal vertice, mentre le manifestazioni di piazza rappresentano non una generica "Voce del Popolo" bensì l'espressione libera di gruppi, partiti, associazioni di cittadini.
Umberto Eco, A passo di gambero, 2006

Il populismo è semplicemente un metodo che prevede il richiamo viscerale a quelle che si ritengono le opinioni o i pregiudizi più radicati nelle masse (sentimenti che si chiamano poujadistici [2] o qualunquisti).
Umberto Eco, ibidem

In genere le dittature, per mantenere il consenso popolare intorno alle loro decisioni, denunciano l'esistenza di un paese, un gruppo, una razza, una società segreta che cospirerebbe contro l'integrità del popolo dominato dal dittatore. Ogni forma di populismo, anche contemporaneo, cerca di ottenere il consenso parlando di una minaccia che viene dall'esterno, o da gruppi interni.
Umberto Eco, A passo di gambero, 2006

Il vittimismo è una delle tante forme con cui un regime sostiene la coesione del proprio fronte interno sullo sciovinismo: per esaltarci occorre mostrare che ci sono altri che ci odiano e vogliono tarparci le ali. Ogni esaltazione nazionalistica e populistica presuppone la coltivazione di uno stato di continua frustrazione.
Umberto Eco, A passo di gambero, 2006

Le richieste a cui può rispondere un partito che fa proprie le parole d'ordine di ogni movimento populista: la lotta contro la criminalità, la diminuzione della pressione fiscale, la difesa dal prepotere statale e dalla capitale fonte di ogni male e corruzione, la severità e il disprezzo nei confronti di ogni comportamento deviante.
Umberto Eco, A passo di gambero, 2006

Appellarsi al popolo significa costruire un figmento: [3] siccome il popolo in quanto tale non esiste, il populista è colui che si crea una immagine virtuale della volontà popolare.
Umberto Eco,  ibidem

[Alcuni] possono creare l'immagine del consenso popolare giocando sui sondaggi, o semplicemente evocando il fantasma di un "popolo". Così facendo il populista identifica i propri progetti con la volontà del popolo e poi, se ci riesce (e sovente ci riesce) trasforma in quel popolo che lui ha inventato una buona porzione di cittadini, affascinati da una immagine virtuale in cui finiscono per identificarsi.
Umberto Eco, A passo di gambero, 2006

Il populismo mediatico consiste nel rivolgersi direttamente al popolo attraverso i media. Un politico che ha in mano i media può orientare il corso della politica al di fuori del Parlamento, e persino eliminare la mediazione parlamentare.
Umberto Eco, intervista su la Repubblica, 2007

Tutto ciò che è popolare è populista, e "populista" è raramente un buon aggettivo.
Brian Eno [1]

Che cosa è il populismo? In politica è la tendenza di un soggetto a rivolgersi direttamente a un non meglio identificato «popolo», da lui considerato portatore di valori positivi in contrasto a una non meglio identificata «élite» (da noi diremmo «la casta», o «i poteri forti», «le sinistre», talvolta «le destre», spesso «i politici»...) portatrice di valori negativi. Dal punto di vista del populista il popolo è ovviamente quello che è d'accordo con le sue idee, che le acclama, che non le discute. Fuori dal popolo, e mosso da intenti perniciosi, è chi alle idee del leader non si accoda, o che comunque in qualche modo le contrasta o falsifica, o delle quali semplicemente dubita.
Giovanni Floris, Lectio magistralis, Università di Cagliari, 2010

La politica in TV può essere molto facile anche per i politici, o per i politici che fanno finta di non essere tali: i politici populisti.
Giovanni Floris, intervista a Otto e mezzo, su La7, 2013

Populismo, è l'etichetta che le élite mettono alle politiche che a loro non piacciono ma che hanno il sostegno dei cittadini...
Francis Fukuyama, intervista, su la Repubblica, 2016

Sono populista, se faccio notare il disagio enorme di tanta parte della popolazione, a fronte del benessere di coloro che ci ammaestrano sulla necessità dei sacrifici?
Ernesto Galli della Loggia, attribuito in Luciano Canfora, Intervista sul potere, 2013

Il populismo è la più stracciona delle democrazie.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

La democrazia ha molti nemici in attesa tra le quinte, politici e movimenti per il momento costretti a giocare secondo le sue regole ma il cui intento reale è tutt'altro – populista, di manipolazione mediatica, intollerante e autoritario. Conquisteranno molto spazio, se non riformeremo rapidamente le nostre democrazie.
Paul Ginsborg, La democrazia che non c'è, 2006

I fascismi e i populismi contemporanei sono tutti figli deformi del socialismo. Questi derivati populisti del socialismo confermano l'importanza che oggi assume la ricerca di un'alternativa politica postsocialista, capace cioè di rompere definitivamente con la logora tradizione del socialismo.
Michael Hardt e Antonio Negri, Moltitudine, 2004

L'exploit di estremismo e populismo non ha basi culturali. La sua ideologia è la paura, un'emozione non permanente. Oggi si fonda su disoccupazione, redditi bassi, immigrazione e insicurezza.
Riccardo Illy, intervista su la Repubblica, 2018

I populisti e i lassativi hanno questo in comune: movimentano le masse.
Simona Ingrassia (Aforismi inediti su Aforismario)

Non appena un’idea non ha il timbro dell’establishment, è collocata sotto l’etichetta infamante di “populismo”. […] Strana reazione semantica: la parola, essendo al contempo vaga e molto peggiorativa, equivale a dire che ogni richiesta del popolo è, per definizione, illegittima e pericolosa. In effetti, è populista un’idea che viene dal popolo e dispiace alle élite progressiste.
Laurent Joffrin, Histoire de la gauche caviar, 2006.

Tutti i governi populisti hanno il nome del loro leader.
Ernesto Laclau, Populism: What’s in a Name, 2005

I populisti teorizzano il contrasto tra un popolo, che si suppone omogeneo, e una casta che si suppone anch'essa omogenea e che complotta contro di lui. Il populismo è la semplificazione di tutto.
Marc Lazar, intervista, su Vanityfair, 2018

[Il populismo] è l’accelerazione della temporalità – tutto deve essere fatto in emergenza.
Marc Lazar, ibidem

Populismo: il nome che la sinistra dà al popolo quando il popolo non le piace.
Élisabeth Lévy [1]

Il web favorisce il populismo.
Daniele Luttazzi, su Micromega, 2009

I leader che si affermano maggiormente sono quelli di matrice populista, cioè i capipopolo, non sono coloro che invitano a riflettere, a ragionare. E spesso quelle formazioni politiche e quei leader che hanno invece seguito principi di alto profilo non hanno ottenuto seguito popolare e sono risultati perdenti.
Franco Marzoli (con Gherardo Colombo), Farla franca, 2012

La retorica del popolo, il cui utilizzo da ultimo si è fatto assai insistente, invitando a riesumare un concetto desueto come quello di populismo, è rischiosa. Pronunciando il nome del popolo, la democrazia ha tanto fatto la sua fortuna quanto dettato la sua condanna.
Alfio Mastropaolo, La democrazia è una causa persa?, 2011

Il neopopulismo, nel XXI secolo, è una figura antica e modernissima, che nasce in Italia ma può proporsi all’Europa come accomodamento finale di democrazie esauste, incapaci di trovare in se stesse e nelle loro procedure classiche l’energia politica e la forza di partecipazione che rende un sistema efficiente, governante, seducente.
Ezio Mauro (con Gustavo Zagrebelsky), La felicità della democrazia, 2011

La politica è nata per faticare a sciogliere i nodi complicati della contemporaneità, mentre oggi il populismo lascia credere di saperli tagliare direttamente con la spada sguainata del comando, solo che la si lasci libera di agire.
Ezio Mauro (con Gustavo Zagrebelsky), La felicità della democrazia, 2011

In un’epoca di complessità, di spaesamento, di perdita di possesso del proprio territorio identitario, nazionale e individuale, ecco che il populismo agisce come una rassicurazione e soprattutto una semplificazione.
Ezio Mauro (con Gustavo Zagrebelsky), La felicità della democrazia, 2011

Populismo è il regredire a un concetto assolutizzato di popolo, aprioristico e, soprattutto, mitizzato. Il popolo viene concepito indifferentemente come la sorgente o di ogni bene o di ogni male (nel quale ultimo caso esso è “plebe”).
Nicolao Merker, Filosofie del populismo, 2009

È sorprendente, ma per il populista il “popolo” non è un vero interlocutore, non ha vera voce in capitolo. Il populista ne parla sempre, ma nomina un falso oggetto. Egli infatti non “sa” che cosa sia il “popolo”, talvolta gli risulterebbe perfino scomodo saperlo.
Nicolao Merker, Filosofie del populismo, 2009

Si può individuare il populista dal suo ricorrere, più o meno accentuato, a strumenti conoscitivi poco affinati, refrattari alle distinzioni e analisi, tali dunque da scegliere strade relativamente facili. Sono di solito due: o una affrettata generalizzazione concettuale, cioè un salto logico che tramuta concetti molto particolari in concetti di (falsa) ampiezza universale; o la convinzione che l’unica chiave per capire l’essenza del mondo è rappresentata dall'immediatezza dell’intuizione e della divinazione.
Nicolao Merker, Filosofie del populismo, 2009

Un ulteriore aspetto del populismo è il suo essere una sorta di protezionismo. La tutela si esercita nei confronti della stirpe etnica del popolo, della sua religione, della sua cultura, di solito verso tutte e tre queste componenti insieme.
Nicolao Merker, Filosofie del populismo, 2009

La sinistra deve stare vicino a chi ha paura, per liberarlo dalla paura. Il populismo sta vicino a chi ha paura, per tenerlo inchiodato ai propri incubi.
Marco Minniti, su la Repubblica, 2017

[Il populismo] è un’ideologia che considera la società fondamentalmente separata in due gruppi omogenei e antagonistici, «il popolo puro» versus «l’élite corrotta», e che sostiene che la politica dovrebbe essere espressione della «volonté générale» del popolo.
Cas Mudde, Government and Opposition, 2004

Il populismo è una particolare visione moralistica della politica, un modo di percepire il mondo politico che oppone un popolo moralmente puro e completamente unificato – ma, direi, fondamentalmente immaginario – a delle élite ritenute corrotte o in qualche altro modo moralmente inferiori
Jan-Werner Müller, Cos'è il populismo?, 2016

Non tutti coloro che criticano le élite sono populisti. Oltre a essere antielitari, i populisti sono antipluralisti. Sostengono di essere gli unici a poter rappresentare il popolo.
Jan-Werner Müller, ibidem

Il populismo non è né la parte autentica della moderna politica democratica né una specie di patologia causata da cittadini irrazionali. È l’ombra permanente della politica rappresentativa.
Jan-Werner Müller, ibidem

I populisti dovrebbero essere criticati per quello che sono, ossia un pericolo reale per la democrazia (e non solo per il «liberalismo»). Ma ciò non significa che non li si debba coinvolgere nel dibattito politico. Parlare con i populisti non equivale a esprimersi come loro. È possibile prendere seriamente in considerazione i problemi che essi evidenziano senza accettare il loro modo di dipingerli.
Jan-Werner Müller, Cos'è il populismo?, 2016

Il populismo è il più pericoloso dei narcotici, il più potente degli oppiacei per addormentare e annientare l'intelligenza, la cultura, la pazienza e lo sforzo concettuale.
[Le populisme est le plus dangereux des narcotiques, le plus puissant des opiums pour endormir et anéantir l'intelligence, la culture, la patience et l'effort conceptuel].
Michel Onfray, Le Désir d'être un volcan, 1996

Il populismo è in generale una reazione contro il deficit di democrazia ed è sempre molto più democratico di qualunque sistema fondato sulla democrazia rappresentativa.
Paul Piccone, De la Nouvelle Gauche au populisme postmoderne, in Krisis, 2008

Il populismo rappresenta sempre un grande pericolo perché disorienta le persone, crea aspettative eccessive o, al contrario, dà la priorità a obiettivi che chiaramente non sono priorità o sono semplicemente impossibili da raggiungere.
Vladimir Putin [1]

Di norma, il [populismo] viene portato avanti per motivi di opportunità politica da parte di coloro che non si preoccupano delle conseguenze, che non guardano nemmeno un passo avanti, che non vogliono riflettere e non intendono onorare i propri impegni.
Vladimir Putin [1]

Il populismo è sempre indicatore di un deficit di democrazia, cioè di «rappresentanza». Un deficit «infantile», per cosí dire, per i populismi delle origini, sintomo di una democrazia non ancora compiuta; e un deficit «senile», quando cresce il numero di cittadini che non se ne sentono piú «coperti».
Marco Revelli, Populismo 2.0, 2017

Inutile nascondercelo. Per come è usato oggi, nella polemica politica e nella cronaca giornalistica, populismo è un termine pressoché inutilizzabile, data l’indeterminatezza e l’enorme varietà di significati (tutti antipatizzanti) che gli vengono attribuiti.
Marco Revelli, Populismo 2.0, 2017

Democrazia e Populismo hanno la radice in comune. Demos in greco e populus in latino rinviano allo stesso soggetto: il popolo. E dunque a un destino in buona misura comune: quando il popolo «sta male» anche la democrazia soffre…
Marco Revelli, Populismo 2.0, 2017

Antipopulismo. Populismo senza popolo.
Ivano Rho, Dizionario Alieno (su Aforismario)

Io mi sento molto legato al popolo, non mi piace parlar male del "populismo".
Marco Rizzo, a Tribuna politica, Rai 2, 2018

Il fatto che [si] dica che sarà cancellata la democrazia rappresentativa perché si farà tutto in Rete, rischia di dare ragione a coloro che dicono che la democrazia elettronica è la forma del populismo del terzo millennio.
Stefano Rodotà, intervista su left, 2012.

[Populismo]. La parola è ovunque, la sua definizione da nessuna parte.
Philippe Roger [1]

Il "populismo" ha una base tremendamente individualistico-narcisistica. L'idea che ci si possa autocostituire in popolo, pur non essendolo in realtà. È un sentimento furibondo, certo, e lo si è detto. Ma è anche presuntuoso. [...] C'è una presunzione tremenda di fondo, del genere: "Ci penso io a dire sì, no, e da casa mia dirigo il mondo". Col cavolo che funziona.
Michele Serra, intervista, su Linkiesta, 2019
I populisti e i lassativi hanno questo in comune: movimentano le masse.
(Simona Ingrassia)
Il populismo è la forma assunta dalla demagogia nelle società contemporanee.
Pierre-André Taguieff [1]

Si può definire il populismo come una specifica forma mentis, connessa a una visione dell’ordine sociale alla cui base sta la credenza nelle virtù innate del popolo, di cui si rivendica il primato come fonte di legittimazione dell’azione politica e di governo.
Marco Tarchi, Che cos’è il populismo, in Trasgressioni, 2006

Il leader populista non va  assimilato al capo carismatico: deve, sì, presentare qualità non comuni, ma non deve mai incorrere nell'errore di mostrarsi fatto di un’altra pasta rispetto all'uomo comune al quale si rivolge; la prima della sue abilità consiste proprio nel non cancellare mai quei tratti, come il linguaggio o la gestualità, che ne connotano la somiglianza con il pubblico dei seguaci.
Marco Tarchi, ibidem

Il populismo è un concetto magico, che permette di assimilare screditando, di condannare designando.
Federico Tarragoni, La science du populisme au crible de la critique archéologique, in Actuel Marx, 2013

Il populismo [è] il nome dell’agire politico democratico che consiste nell'unire rivendicazioni sociali diverse mediante una narrativa egemonica e un attore narrante che dà il proprio nome al «vero» popolo.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il termine «populismo» è ambiguo e difficile da definire in modo chiaro e incontrovertibile. Ciò dipende dal fatto che non è un’ideologia o uno specifico regime politico, ma piuttosto un processo rappresentativo, attraverso il quale viene costruito un soggetto collettivo con l’ambizione di conquistare il potere.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Oggi la democrazia rappresentativa è al contempo il contesto nel quale il populismo si sviluppa e il bersaglio polemico contro il quale rivendica il potere di governare. I movimenti e i capi populisti competono con altri attori politici nel rappresentare il popolo e cercano la vittoria elettorale per provare che il popolo che essi rappresentano è quello «buono» e merita di governare a suo vantaggio.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il populismo non è un appello alla sovranità popolare come principio generale di legittimazione. Piuttosto è una riaffermazione radicale di quel «nucleo che rappresenta una concezione idealizzata della comunità» e che reclama di essere il vero e il solo legittimo padrone del gioco.
Nadia Urbinati, ibidem

Per un numero non piccolo oggi il populismo è una buona se non migliore democrazia, una trincea avanzata nella lotta che i «molti» conducono contro i «pochi» nel tentativo di condizionare la redistribuzione del reddito e combattere la disuguaglianza.
Nadia Urbinati, ibidem

Il termine «populismo» è ancora usato molto spesso in chiave polemica. È usato come un nome di battaglia per etichettare e stigmatizzare le opposizioni che non ci piacciono.
Nadia Urbinati, ibidem

Vediamo le cose più chiaramente quando cessiamo di dibattere su cosa il populismo è – un’ideologia «debole» o una mentalità o una strategia o uno stile – e cominciamo invece ad analizzare cosa il populismo fa: in particolare, quando indaghiamo come trasforma o riconfigura le procedure e le istituzioni della democrazia rappresentativa.
Nadia Urbinati, ibidem

Il populismo è refrattario alle tradizionali divisioni partigiane e contempla solo il dualismo di base tra la gente comune e l’establishment.
Nadia Urbinati, ibidem

Il populismo è celebrazione del disincanto politico: la fine di tutte le utopie e idealizzazioni. Rappresenta la vittoria di una visione iperrealista e relativistica della politica come costruzione ed esercizio del potere che ha nella vittoria la sua legittimità.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il populismo conquista il potere attraverso la competizione elettorale, ma usa le elezioni come plebisciti per dimostrare la forza del vincitore. Il voto rivela ciò che esiste già: il popolo «vero».
Nadia Urbinati, ibidem

Più inclusivo ed elastico della classe e della nazione, il popolo populista è costruito con una strategia doppia di individuazione e di esclusione del nemico, così da delimitare il campo politico tra chi è e chi non è «vero» popolo.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il populismo parla per il popolo «vero» dopo averne espunto quelle parti che dichiara estranee o non consone.
Nadia Urbinati, ibidem

La dinamica del populismo è una costruzione discorsiva: prevede un portavoce o un leader rappresentativo che interpreti le rivendicazioni dei gruppi sociali insoddisfatti e le unifichi in una narrativa ideologica e, soprattutto, nella sua persona.
Nadia Urbinati, ibidem

Il populismo inevitabilmente esalta e assicura il ruolo e il potere predominante del leader. Ciò si verifica per la semplice ragione che il successo della narrazione si basa sul successo del leader – ed entrambi dipendono dall'autorità del leader sul popolo e sulle sue parti.
Nadia Urbinati, ibidem

Il leader sostituisce i partiti (e anche il suo stesso partito, se ce l’ha) e cementa l’unione con il suo popolo direttamente, affidandosi alla forza persuasiva del suo messaggio e al consenso quotidiano dell’audience. Internet rende questa impresa non soltanto facile, ma alla portata di tutti, e per questa ragione non è azzardato pensare che il populismo sia l’orizzonte della democrazia contemporanea.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

L’autorità quasi assoluta del pubblico nel guidare il governo impegna il populismo al potere in una campagna elettorale permanente, che il leader e la sua maggioranza conducono per dimostrare che non sono – e non diventeranno mai – un nuovo establishment. Convincere il pubblico è fondamentale, poiché la fede è per il leader populista l’unica garanzia di tenuta del potere.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Se i leader populisti, mentre sono all'opposizione, costruiscono la loro popolarità attaccando i partiti e i politici tradizionali, una volta al potere consolidano quotidianamente la loro identificazione con «il popolo» mediante due strategie retoriche complementari: cercano di convincerlo da una parte che stanno combattendo una battaglia titanica contro un establishment che non scompare e dall’altra che non diventeranno mai un establishment.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il populismo è un movimento di contestazione dell’establishment politico, ma aspira a conquistare la maggioranza per governare con ambizioni illimitate, pur senza revocare le elezioni o eliminare gli avversari, dei quali ha anzi bisogno come di un tonico.
Nadia Urbinati, ibidem

Possiamo fidarci del populismo? La mia risposta è negativa. Il populismo getta un’ombra sinistra sulla democrazia costituzionale.
Nadia Urbinati, ibidem

Il populismo non è il compimento, né la norma, del principio di maggioranza e della democrazia, ma il suo sfiguramento.
Nadia Urbinati, ibidem

Non essendo un regime a tutti gli effetti, ma una trasformazione che si produce dentro la democrazia, il populismo al potere tende ad essere precario e soggetto a due rischi di deperimento: diventare una maggioranza come un’altra o tracimare in dittatura.
Nadia Urbinati, ibidem

Mentre il populismo è un fenomeno democratico perché può nascere solo nelle democrazie, non necessariamente è amico della democrazia.
Nadia Urbinati, ibidem

Il populismo fa parte di una regressione nella cultura e nella pratica della società politica aperta.
Nadia Urbinati, ibidem

Quando può, il populismo si fa forza costituente e modifica la costituzione del paese con il proposito di annullare la distanza tra sovranità e governo, tra Popolo e popolo. Per questa ragione, una volta al potere può tendere pericolosamente l’arco della democrazia costituzionale verso un mutamento di regime, autoritario o anche dittatoriale: sennonché, a quel punto il populismo diventa anacronistico, sepolto insieme alla democrazia.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Se il populismo va al potere, può avere un impatto sfigurante sulle istituzioni sulle quali si fonda la democrazia costituzionale: il sistema dei partiti, il governo della legge, la divisione dei poteri. Può spingere la democrazia costituzionale così lontano da aprire le porte all’autoritarismo o addirittura alla dittatura.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il destino del populismo è legato al destino della democrazia.
Nadia Urbinati, ibidem

Non avendo fondamenta proprie, il populismo si sviluppa all'interno delle istituzioni democratiche che trasforma, ma non rimpiazza mai integralmente. La democrazia e il populismo vivono e muoiono insieme: e per questa ragione è sensato sostenere che il populismo è l’estremo limite della democrazia costituzionale, oltre il quale i regimi dittatoriali sono pronti a emergere.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il populismo al potere non contesta la pratica delle elezioni, ma la usa come celebrazione della maggioranza e del suo leader; in questa cornice le elezioni sono trasformate in plebiscito o acclamazione.
Nadia Urbinati, ibidem

Il populismo non può risolvere i problemi contro i quali i movimenti populisti reagiscono.
Nadia Urbinati, ibidem

I populisti vogliono rimpiazzare la democrazia dei partiti con la democrazia populista; quando hanno successo, stabilizzano la loro maggioranza mediante l’uso martellante e distorto dei mezzi e delle procedure messi a disposizione dalla democrazia dei partiti. In particolare, alimentano una campagna elettorale permanente mobilitando il pubblico a sostegno del leader e del suo governo e molto spesso emendano la costituzione esistente con lo scopo di ridurre i limiti posti al potere decisionale della maggioranza. In breve, «il populismo cerca di occupare lo spazio del potere costituente».
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il populismo è l’indicatore di una corruzione politica sistemica, che è stata favorita anche dalla disuguaglianza economica.
Nadia Urbinati, ibidem

Internet è lo strumento che può sostituire l’organizzazione di partito nella costruzione del potere populista.
Nadia Urbinati, ibidem

Il populismo è una cattiva scuola di partecipazione politica perché il suo atteggiamento polemico e fazioso crea un clima ostile alla deliberazione e alimenta e premia l’aggressività linguistica e l’intolleranza.
Nadia Urbinati, ibidem

Usando il governo per la sua parte, il populismo sancisce una rottura dell’amicizia tra i cittadini: ciò che gli scienziati politici chiamano radicalizzazione consiste in un lacerante dualismo tra «noi giusti» e «voi sbagliati».
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

Il populismo ci induce a riflettere su ciò che non ha funzionato nei governi democratici, sulle ragioni dell’insoddisfazione, o addirittura dell’ostilità, di larghi strati di popolazione nei confronti dei partiti e del pluralismo più in generale.
Nadia Urbinati, Io, il popolo, 2020

I populisti non hanno mai avuto una buona stampa nella terra di Freedom.
[Populists have never had a good press in Freedom's land].
Gore Vidal [1]

Il populismo non è specificamente di estrema destra. La parola designa una fiducia nel popolo che troviamo nei discorsi di Robespierre o negli scritti di Michelet.
Michel Winock [1]

Note
  1. Fonte della citazione sconosciuta; se la conosci, segnalala ad Aforismario.
  2. Poujadismo: movimento di protesta e di rivolta fiscale, a carattere qualunquista, sviluppatosi in Francia tra il 1953 e il 1956 per iniziativa di Pierre Poujade. Per estensione, ogni movimento di matrice piccolo-borghese e corporativa rivolto contro la politica fiscale governativa. [Cfr. citazione di Umberto Eco].
  3. Figmento: finzione, raffigurazione fantastica o illusoria. [Cfr. citazione di Umberto Eco].
  4. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Demagogia - Popolo - Consenso Politico

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