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Frasi e citazioni sull'Estro e sulla Vena Creativa

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sull'estro e sulla vena creativa. In questa raccolta, l'estro è inteso per lo più come ispirazione improvvisa, ardore della fantasia e dell’immaginativa che guida l’artista nella creazione di un'opera. L'essere in vena, indica il sentirsi in buona disposizione, ispirato e pieno di estro, come in chi ha vena artistica o poetica.
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Io fuggo padre e madre, moglie e fratello quando il mio genio mi chiama.
Vorrei scrivere sul frontone della mia soglia: Estro.
(Ralph Waldo Emerson)
Eros e estro creativo vanno necessariamente in sintonia? Il rapporto fra la buona salute sessuale e l'impulso poetico non è mai trascurabile: anche perché è difficile saper scrivere d'amore quando l'amore ha cessato di essere per il corpo un istinto naturale.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

I poeti trovano l'ispirazione nelle nuvole, nelle onde, negli occhi delle ragazze; i pittori nelle vene del marmo e nelle macchie sulle pareti; gli scultori nel corpo umano e nelle pietre; i musicisti nel vento e nel canto degli uccelli. Ai narratori, al loro estro, la natura non concede nessuna facilitazione.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

L'insonnia, il digiuno e ogni altra privazione del corpo stimolano l'estro intellettuale. I mistici sapevano il fatto loro! Oggi i poeti sono tutti professori universitari con quattordici mensilità.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

La maturità migliora lo stile e cancella l'estro.
Francesco Burdin, ibidem

La fantasia umana, 1'acutezza dello spirito, l'estro creativo, in una parola la possibilità di fare dell' arte non si sono mai conciliati con una esagerata ricchezza, come mai sono sopravvissuti a lungo in un eccesso di povertà. Fra i due estremi, la miseria si è mostrata tuttavia più conciliante.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

La voglia di scrivere non è permanente: l'estro, l'ispirazione, o comunque si voglia chiamare il bisogno di riempire la carta di segni, è di per sé un momento che coglie lo scrittore di sorpresa, mettendogli a immediata disposizione risorse cerebrali prima inerti.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

Quando all'alba mi riduco, / un estro mi piglia, una smania / di non dormire. / E sogno partenze assurde, / liberazioni impossibili. / Oimè. Tutto il mio chiuso / e cocente rimorso / altro sfogo non ha / fuor che il sonno, se viene. 
Vincenzo Cardarelli, Alla deriva, 1936

Tutti i bambini hanno un talento, come diceva Maria Montessori, ma non tutti sono creativi allo stesso modo. Per far crescere il loro estro occorre renderli fiduciosi nelle loro capacità e non dipendenti da nulla: compito difficilissimo per qualsiasi educatore.
Paolo Crepet, Baciami senza rete, Mondadori, 2016

Un vero grande uomo non può essere che umile. Egli conosce quanta pochissima parte abbia la volontà sua ne' concepimenti di lui, quanto egli debba tutto ad un incontrollabile estro che non si sa, fino ad oggi, donde venga, come esploda, perché fugga.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

Lo sforzo per suscitare nuove idee nel nostro capo, siano esse di scienza o d'arte, mette il cervello in uno stato di esaltamento che di poco è discosto dalla pazzia. Talora però l'esaltazione geniosa si produce spontaneamente, quasi un incendio che investe una selva senza che alcuno lo abbia appiccato, e allora le nuove idee ci si presentano benché non volute e non cercate, e ci obbligano a trovar loro una forma per annunciarle al mondo. Fama è antica e giusta che i poeti siano pazzi. L'invasamento delle pitonesse, il fuoco sacro d'Apollo, il cosiddetto estro non sono che espressioni di tale stato straordinario, il quale se si manifesta in un cervello angusto o difettato lo uccide, se in uno ampio e ben costituito gli dà la completa salute intellettuale ed anche fisica, la potenza, la gloria - Mente misurata non creò mai nulla di grande.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

Io fuggo padre e madre, moglie e fratello quando il mio genio mi chiama. Vorrei scrivere sul frontone della mia soglia: Estro.
[I shun father and mother and wife and brother, when my genius calls me. I would write on the lintels of the door-post, Whim].
Ralph Waldo Emerson, Fiducia in sé stessi, Saggi, 1841/44

Ci sono due categorie di poeti. I più grandi, i rari, i veri maestri, compendiano in sé l'umanità; senza preoccuparsi di sé o delle proprie passioni, annullando la loro personalità per assorbirsi in quella degli altri, essi riproducono l'Universo, il quale si riflette nelle loro opere scintillante, vario, molteplice, come un cielo specchiantensi tutt'intero nel mare, con tutte le sue stelle e tutto il suo azzurro. Ce ne sono altri a cui basta gridare per essere armoniosi, piangere per commuovere, parlare di sé per durare eterni. Forse, facendo altrimenti, non si sarebbero potuti spingere più lontano, ma, in mancanza dell'ampiezza, hanno l'ardore e l'estro, tanto che se fossero nati con un altro temperamento, non avrebbero forse avuto nessun genio. 
Gustave Flaubert, Lettere, XIX sec.

La felicità dell’uomo non è legata alla sua forza, ma al suo estro.
Friedrich Hebbel, Diari, 1835/63 (postumo 1885/87)

In fondo, Ermes è l'intelletto della forza divinizzante l'uomo. Il poeta nei momenti di estro (istros = furore) – il matematico che risolve problemi arditissimi – il fisico che trova una legge e la prova – un oratore che seduce un'assemblea – un musico che incanta i suoi uditori – sono manifestazioni dell'ermes, intelletto sottile delle più alte pulsazioni ipercerebrali.
Giuliano Kremmerz, XX sec. [1]

L'estro del drammatico è finto, perch'ei dee fingere: un che si sente mosso a poetare, non si sente mosso che dal bisogno d'esprimere dei sentimenti ch'egli prova veramente
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Vola, vola, o mio pensiero / sovra i vanni dell'amor / L'estro infiamma audace e fiero, / al mio giovine cantor / Desioso affretta il volo, / crudo affanno è l'indugiar.
Giacomo Longo, Il mio poeta, 1883

Non può né deve il poeta scompagnarsi mai troppo dalle opinioni e dai sentimenti comuni dell'età sua; chè da questi principalmente è suscitato l'estro di lui, con questi accende e innamora le moltitudini.
Terenzio Mamiani, Prose letterarie, 1867

Il genio, voce di Dio, non ha mai da farsi perdonare nulla. L'estro invece, del disturbo mentale che arreca, deve chiedere scusa. Esso è sopportabile e grato soltanto se è sposato all'intelligenza e all'eleganza (che è poi discrezione). Da questo matrimonio perfetto nascono i petits-maîtres.
Fausto Melotti, Linee, 1975/78

Divino spirto è in noi; per lui movente | Vita godiam: l'estro, onde anch'io mi accendo, | Semi contien della divina mente.
Ovidio, Fasti, I sec.

A volte ci dicono che noi italiani abbiamo l'estro, il design, tutto verissimo, ma anche altre nazioni hanno estro, design. Secondo me quello che veramente ci rende straordinari, che ci distingue da altre culture è un un'inestinguibile amore per la vita.
Luca Parmitano [1]

Il bello della zingarata è proprio questo: la libertà, l'estro, il desiderio... come l'amore. Nasce quando nasce e quando non c'è più è inutile insistere. Non c'è più! 
Perozzi (Philip Noiret), in Amici miei, 1975

Quando, come si dice, mi pungeva 1'estro, mi davo a imbrattare fogli su fogli, come per fermare qualcosa che stesse per sfuggirmi; la mia scrittura, lodata per la chiarezza, diventava nell'impazienza così sommaria che appena scritto stentavo a leggerla. Ma una volta fatto correre la penna, avrei potuto stracciare; non appunti: la mia, era stata la corsa sul trampolino di chi si tuffa. Sapevo che le parole, le frasi vive sarebbero tornate da sé negli abbozzi successivi; il resto, inutile rimpiangerlo perché, se era caduto, non era necessario. Garanzia ai miei occhi di questa necessità, il ritrovare tal quale in un vecchio abbozzo la frase ora fresca d'inchiostro.
Camillo Sbarbaro, Fuochi fatui, 1956/67

Che genialità e pazzia abbiano un lato in cui confinano, anzi si confondono, fu osservato sovente; e perfino l'estro poetico fu detto una specie di pazzia: amabili insania lo chiama Orazio.
Arthur Schopenhauer, Il mondo come volontà e rappresentazione, 1819
Alcuni scrittori, per scrivere, hanno bisogno della vena.
Altri, dell'avena. (Achille Campanile)
Ride il volgo, se sente un ch’abbia vena di poesia
Ariosto, Satire, XVI sec.

Chi ha una vena satirica, come fa agli altri temere il suo spirito, dovrebbe aver timore della loro memoria.
Francis Bacon, Saggi, 1597/1625

I pesci minuscoli che nascono e si riproducono soltanto per assicurare l'alimento ai pesci più grossi. I poeti di esigua vena che vivono oscuri solo per servire da connettivo ai poeti maggiori.
Francesco Burdin, Un milione di giorni, 2001

Alcuni scrittori, per scrivere, hanno bisogno della vena. Altri, dell'avena.
Achille Campanile, In campagna è un'altra cosa, 1931

Dei generi dell'Umorismo, nell'inglese domina la vena sentimentale (Sterne) - nel francese, la scettica (Rabelais) - nel tedesco, la vena della bizzarria (Richter) - mentre l'italiano conserva finora in tutto sobrietà - forse perché inceppato dalla tradizione classica.
Carlo Dossi, Note azzurre, 1870/1907 (postumo 1912/64)

Alcune nature sono troppo buone per poter essere guastate dalla lode, e dovunque la vena del pensiero giunge in profondità, non vi è pericolo da parte della vanità.
Ralph Waldo Emerson, Saggi, 1841/44

Nessun uomo è perfettamente sano; ciascuno ha una vena di follia nella sua natura.
Ralph Waldo Emerson, Saggi, 1841/44

Innanzi tutto, la pratica di un'arte richiede disciplina. Non sarò mai capace di far nulla se non lo faccio con disciplina; qualsiasi cosa io faccia se sono «in vena» può essere una distrazione piacevole, ma io non diventerò mai maestro in quell'arte.
Erich Fromm, L'arte di amare, 1956

La vena è lo spirito che ha preso un lassativo.
Roberto Gervaso, Il grillo parlante, 1983

Niente nuoce alla vena di un artista quanto l'autocompiacimento.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Siamo un popolo di eroi senza coraggio, di santi senza fede, di poeti senza vena, di navigatori senza bussola.
Roberto Gervaso, La volpe e l'uva, 1989

Sai cosa disse la goccia di sangue cadendo a terra? "Oggi non sono in vena!"
Groucho, in Tiziano Sclavi, Dylan Dog, 1986/...

Un talento autentico - lo sperimento su me stesso - è la più intima vena della vita di colui che lo possiede: tutto, il piacere come il dolore, fluisce in essa trasformandosi in sangue rosso o nero.
Friedrich Hebbel, Diari, 1835/63 (postumo 1885/87)

I più profondi filosofi, i più penetranti indagatori del vero, e quelli di più vasto colpo d’occhio, furono espressamente notabili e singolari anche per la facoltà dell’immaginazione e del cuore, si distinsero per una vena e per un genio decisamente poetico, ne diedero ancora insigni prove o cogli scritti o colle azioni o coi patimenti della vita che dalla immaginazione e dalla sensibilità derivano, o con tutte queste cose insieme.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Proprietà del vero poeta è la facoltà e la vena delle similitudini. [...]. L’animo in entusiasmo, nel caldo della passione qualunque ec. discopre vivissime somiglianze fra le cose.
Giacomo Leopardi, ibidem

Si raccomanda al poeta (ed è effetto e segno notabilissimo della sua vena ed entusiasmo e natura poetica, e facoltà inventrice e creatrice) la novità delle metafore. Perché grandissima, anzi infinita parte del nostro discorso è metaforica.
Giacomo Leopardi, ibidem

L’immaginazione, la facoltà d’inventare o inventiva, la vena e fecondità, lo spirito poetico, il genio, ec., non solo per cause morali, ma anche fisiche, si vede indubitatamente esser minore ne’ vecchi e negli uomini maturi, che ne’ giovani ne’ fanciulli ec. e decrescere di mano in mano naturalmente secondo l’età. Si vede eziandio esser maggiore o minore nei diversi individui, non per solo effetto delle circostanze estrinseche e accidentali, ma anche primitivamente e per natura.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Ogni sensazione viva porta seco nell'uomo una vena di piacere, quantunque ella sia per se stessa dispiacevole, o come formidabile, o come dolorosa.
Giacomo Leopardi, ibidem

Il poema epico è contro la natura della poesia. 1° Domanda un piano concepito e ordinato con tutta freddezza: 2° Che può aver a fare colla poesia un lavoro che domanda più e più anni d’esecuzione? la poesia sta essenzialmente in un impeto. È anche contro natura assolutamente impossibile che l’immaginazione, la vena, gli spiriti poetici, durino, bastino, non vengano meno in sì lungo lavoro sopra un medesimo argomento.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Il vero indebolimento [dell'amor proprio], è cagione dell’indebolimento della virtù, dell’entusiasmo, dell’eroismo, della magnanimità, di tutto quello che sembra a prima vista il più nemico dell’amor proprio, il più bisognoso del suo abbassamento per trionfare e manifestarsi, il più contrariato e danneggiato dalla forza dell’amore individuale. Così il detto indebolimento secca la vena della poesia, e dell’immaginazione, e l’uomo non amando, se non poco, se stesso, non ama più la natura; non sentendo il proprio affetto, non sente più la natura, nè l’efficacia della bellezza ec. Una nebbia grevissima d’indifferenza sorgente immediata d’inazione e insensibilità, si spande su tutto l’animo suo, e su tutte le sue facoltà.
Giacomo Leopardi, Zibaldone, 1817/32 (postumo 1898/1900)

Sia nella vostra gioia una vena di tristezza, nella tristezza una vena di gioia.
Niccolò Tommaseo, Dizionarietto morale, 1867

La mia non è una vena poetica, è un fiume che - straripando - cede linfa lentamente nella vallata del mio cuore.
Anonimo

L’estro del poeta è nel buon vino.
Proverbio

Note
  1. Fonte della citazione sconosciuta; se la conosci, segnalala ad Aforismario.
  2. Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: Ispirazione - IntuizioneCreatività - Creazione Artistica

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