Caratteristiche dell'Aforisma

Qui di seguito sono riportate le caratteristiche fondamentali dell'aforisma, cioè quelle peculiarità che rendono una semplice frase un vero e proprio aforisma. Su Aforismario trovi anche la definizione e la storia dell'aforisma come genere letterario, e un articolo che spiega come distinguere l'aforisma dalla citazione. [I link sono in fondo alla pagina].
Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole. (Gesualdo Bufalino)
L'aforisma si distingue da altri generi letterari (il romanzo, la poesia, il saggio, ecc.) per alcune caratteristiche fondamentali:
  • Concisione
  • Isolamento testuale
  • Forma prosastica
  • Pointe o effetto sorpresa
Concisione (o brevità o laconicità)
La prima fondamentale caratteristica dell'aforisma è la concisione, che fa sì che tutto il suo significato sia espresso in forma assai breve. L'aforisma, in altre parole, tende al congiungimento della massima ricchezza di senso con la massima economia verbale. Quanto poi, in pratica, debba essere lungo (o corto) un aforisma per essere considerato tale, non lo si può dire con precisione. Esistono aforismi di una sola parola, veri e propri concentrati di senso, che possono essere definiti "microaforismi", come per esempio quelli di Georges Perros nei Papiers collés III (1978):
"Lazzaro" o "Irrecuperabile".
Ma esistono anche aforismi di molte parole che occupano diverse righe, come ad esempio questo di Karl Kraus in Detti e contraddetti (1909):
"Lo sterile piacere dell'uomo si nutre dello sterile spirito della donna. Ma del piacere femminile si nutre lo spirito maschile. Il piacere di lei crea le opere di lui. Tutto ciò che alla donna non è dato rende possibile all'uomo di servirsi dei propri doni. Libri e quadri vengono creati dalla donna - non da quella che li scrive o dipinge. Un'opera viene messa al mondo: questa volta la donna ha fecondato ciò che l'uomo ha partorito".
A questi due tipi di aforismi, bisogna aggiungere quelli che possono arrivare a occupare una o più pagine, come a esempio molti aforismi di Schopenhauer, di Nietzsche, di Adorno e tanti altri, che si potrebbero definire "megaforismi", ma in questo caso è meglio parlare di "stile aforistico" piuttosto che di aforisma. L'estensione più comune dell'aforisma è quella che solitamente coincide con una o al massimo due proposizioni di poche parole ciascuna. Ecco alcuni esempi:
A chi non capisce l'allusione è inutile fornire la spiegazione.
Guido Ceronetti, Pensieri del tè, 1987.
"Il vero esibizionismo consiste nel mostrare ciò che non si possiede".
Stanislaw Lec, Pensieri spettinati, 1957.
Naturalmente non manca l'aforisma – ironico – sulla lunghezza dell'aforisma stesso, ed è quello di Gesualdo Bufalino nel suo Bluff di parole (1994):
"Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole".
al quale si potrebbe aggiungere – sempre ironicamente – quello di Giovanni Soriano in Finché c'è vita non c'è speranza (2010):
"Un aforisma benfatto sta tutto in otto parole, massimo dieci".
Isolamento testuale
Seconda caratteristica fondamentale dell'aforisma è quella dell'isolamento testuale, cioè della separazione o sconnessione di un singolo aforisma con testi adiacenti. Tale separazione è solitamente marcata da uno spazio bianco o da un segno tipografico.

Forma prosastica
Terza caratteristica dell'aforisma è quella della sua espressione in prosa, per cui non si parlerà di aforisma nel caso in cui un testo, pur breve e "isolato", è espresso in versi.

Pointe o effetto sorpresa
La quarta e ultima caratteristica dell'aforisma è data dalla pointe, francesismo usato per indicarne il potenziale effetto sorpresa, che può essere sia estetico, in riferimento alla forma, sia gnoseologico, in riferimento al significato.

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