I migliori aforismi di Franz Kafka

Selezione dei migliori aforismi di Franz Kafka (Praga 1883 - 1924), scrittore boemo di lingua tedesca. I seguenti aforismi di Kafka (si badi bene: aforismi veri e propri e non citazioni) sono tratti dai suoi Diari e dai suoi appunti pubblicati postumi: Quaderni in ottavo e Aforismi di Zürau. Su Aforismario trovi anche una raccolta di frasi di Kafka tratte dai suoi racconti.  [Il link è in fondo alla pagina].
Da un certo punto in là non vi è più ritorno.
Questo è il punto da raggiungere. (Franz Kafka)
Quaderni in ottavo
Die Acht Oktavhefte, 1916-1918 (postumo 1953) - Selezione Aforismario

Chi cerca non trova, ma chi non cerca viene trovato.

Chi crede non s'imbatterà mai in un miracolo. Di giorno non si vedono stelle.

Chinare sul petto la testa piena d'odio e di schifo. Già, ma come fare, se qualcuno, intanto, ti prende per il collo?

Come ci si può rallegrare del mondo, tranne che quando ci si rifugia in esso?

Conosci te stesso non significa: Osservati. Osservati è la parola del serpente. Significa: Fatti padrone delle tue azioni. Ma tu lo sei già, sei padrone delle tue azioni. Questa frase, pertanto, significa: Ignorati! Distruggiti! Dunque una cosa cattiva. E solo chi si china profondamente ne ode anche il messaggio buono, che dice: "Per fare di te stesso quello che sei".

Credere nel progresso non significa credere che un progresso sia già avvenuto. Questa non sarebbe una fede.

Credere significa liberare in sé stessi l'indistruttibile, o meglio: liberarsi, o meglio ancora: essere.

Esiste un punto d'arrivo, ma nessuna via; ciò che chiamiamo via non è che la nostra esitazione.

Esistono due peccati capitali, nell'uomo, dai quali derivano tutti gli altri: impazienza e ignavia. E l'impazienza che li ha fatti cacciare dal paradiso, è per colpa dell'ignavia che non ci tornano. Ma forse non esiste che un unico peccato capitale: l'impazienza. È a causa dell'impazienza che sono stati cacciati, a causa dell'impazienza che non ci tornano.

I nascondigli sono innumerevoli, la salvezza una sola, ma ci sono tante possibilità di salvezza quanti nascondigli.

Il commercio con gli uomini ci seduce a osservare noi stessi.

Il mutismo è un attributo della perfezione.

Il primo animale domestico di Adamo dopo la cacciata dal paradiso terrestre fu il serpente.

Il suicida è un carcerato che, nel cortile della prigione, vede una forca, crede erroneamente che sia destinata a lui, evade nottetempo dalla sua cella, scende giù e s'impicca da sé.

L'amore sensuale riesce a farci dimenticare quello celeste. Da solo non potrebbe farlo, ma poiché ha inconsciamente in sé l'elemento dell'amor celeste, ci riesce.

L’uomo non può vivere senza una perenne fiducia in qualcosa d’indistruttibile in sé, la qual cosa non esclude che, sia tale fiducia, sia quell'elemento indistruttibile, gli possano restare perennemente nascosti. Uno dei modi coi quali può esprimersi questo nascondimento è la fede in un Dio personale.

La disgrazia di Don Chisciotte non è la sua fantasia, è Sancio Pancia.

La storia degli uomini è un attimo tra due passi di un viandante.

Lo spirito diventa libero solo quando cessa di essere un sostegno.

Nella lotta tra te e il mondo vedi di assecondare il mondo.

Noi mentiamo il meno possibile solo quando mentiamo il meno possibile, non quando ne abbiamo pochissime occasioni.

Noi siamo peccatori non soltanto per aver assaggiato l'albero della scienza, ma anche per non aver ancora assaggiato l'albero della vita.

Noi siamo separati doppiamente da Dio: il peccato originale ci separa da lui, l'albero della vita separa lui da noi.

Non è necessario che tu esca di casa. Rimani al tuo tavolo e ascolta. Non ascoltare neppure, aspetta soltanto. Non aspettare neppure, resta in perfetto silenzio e solitudine. Il mondo ti si offrirà per essere smascherato, non ne può fare a meno, estasiato si torcerà davanti a te.

Non tutti possono vedere la verità, ma possono esserla.

Paura della notte. Paura della non-notte.

Quando una spada ti trafigge l'anima importa conservare l'occhio calmo, non perdere sangue, accogliere la freddezza della spada con la freddezza della pietra. Attraverso quella trafittura, dopo quella trafittura diventare invulnerabili.

Teoricamente esiste una possibilità di essere felici in modo assoluto: credere nell'indistruttibilità in sé e non cercare di aspirarvi.

Uno dei più efficaci mezzi di seduzione del male è l'invito alla lotta.

Uno dei primi segni che cominciamo a capire è il desiderio della morte. Questa vita ci sembra insopportabile, un'altra irraggiungibile.

Aforismi di Zürau
Die Zürauer Aphorismen, 1917/18 (postumo, 1946) - Selezione Aforismario

C'è una meta ma non una via; ciò che chiamiamo via è un indugiare.

Da un certo punto in là non vi è più ritorno. Questo è il punto da raggiungere. 

Dal tuo vero avversario ti viene un coraggio illimitato.

È ridicolo come ti sei bardato per questo mondo.

In teoria vi è una perfetta possibilità di felicità: credere all'indistruttibile in noi e non aspirare a raggiungerlo.

La vera via passa per una corda che non è tesa in alto, ma appena al di sopra del suolo. Sembra destinata a far inciampare più che a essere percorsa.

Le gioie di questa vita non sono le sue, ma sono la nostra paura di ascendere a una vita superiore; i tormenti di questa vita non sono i suoi, ma sono i tormenti che infliggiamo a noi stessi per via di quella paura.

Non lasciare che il male ti faccia credere che tu possa avere dei segreti verso di lui.

Prima non capivo perché la mia domanda non ottenesse risposta, oggi non capisco come potessi credere di poter domandare. Ma io non credevo affatto, domandavo soltanto.

Tu puoi tenerti lontano dai dolori del mondo, sei libero di farlo e risponde alla tua natura, ma forse proprio questa tua astensione è l'unico dolore che potresti evitare.

Una fede lieve e pesante come la mannaia di una ghigliottina.

Una gabbia andò a cercare un uccello. 

Uno dei mezzi di seduzione più efficaci del male è l'invito alla lotta. È come la lotta con le donne, che finisce a letto.
Lo spirito diventa libero solo quando cessa di essere un sostegno.
(Franz Kafka)
Diari
Tagebücher, 1910-1923 - Selezione Aforismario

Che cosa ti lega a questi corpi delimitati, parlanti, lampeggianti dagli occhi, più strettamente che a qualunque altra cosa, diciamo, al portapenne che hai in mano? Forse il fatto che sei della loro specie? Ma non sei della loro specie, perciò appunto hai formulato questa domanda.

Confessione e bugia sono la stessa cosa. Per poter confessare, si mente. Ciò che si è non lo si può esprimere, appunto perché lo si è; non si può comunicare se non ciò che non siamo, la menzogna.

I genitori che si aspettano gratitudine dai figli (e c'è persino chi la pretende) sono come usurai: rischiano volentieri il capitale pur di incassare gli interessi.

L'eterna giovinezza è impossibile. Anche se non ci fossero altri impedimenti, l'osservazione di se stessi la renderebbe impossibile.

L'ozio è il principio di tutti i vizi e il coronamento di tutte le virtù.

La paura è l'infelicità, ma non perciò il coraggio è la felicità, è invece mancanza di paura, non coraggio, il quale forse richiede più che energia.

Lamentarsi significa far domande e aspettare la risposta. Le domande però, che non rispondono a se stesse nel nascere, non trovano mai risposta.

Lascia dormire il futuro come merita. Se lo si sveglia prima del tempo, si ottiene un presente assonnato.

Le domande che non si rispondono da sé nel nascere non avranno mai risposta.

Le generazioni muoiono come gli attimi della tua vita: in che cosa consiste la differenza?

Mentre si ride, si pensa che ci sarà sempre tempo per la serietà.

Non esiste altro mondo fuorché il mondo spirituale. Quello che noi chiamiamo mondo sensibile è il Male del mondo spirituale.

Quando io dico una cosa, essa perde subito e definitivamente la sua importanza; quando la scrivo la perde lo stesso, ma talvolta ne acquista una nuova.

Quante fatiche per mantenersi in vita! Nessun monumento richiede un tale impiego di forze per essere eretto.

Tu sei destinato a un grande Lunedì! ben detto, ma la Domenica non finisce mai.

Un'immagine della mia esistenza sarebbe una pertica inutile, incrostata di brina e neve, infilata obliquamente nel terreno, in un campo profondamente sconvolto, al margine di una grande pianura, in una buia notte invernale.

Libro di Kafka consigliato da Aforismario
Aforismi e frammenti
Curatore Giulio Schiavoni 
Traduttore Elena Franchetti 
Editore BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2004 

Come una paradossale invocazione, come una lacerazione impossibile da rimarginare, la scrittura aforistica di Kafka evoca il dramma dell'uomo contemporaneo e celebra l'abbandono a una vita irrimediabilmente priva di senso.

Note
Vedi anche: Citazioni di Franz Kafka

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