Frasi e citazioni di Lautréamont da "I Canti di Maldoror"

Selezione di frasi e citazioni di Lautréamont (pseudonimo di Isidore Lucien Ducasse - Montevideo 1846 - Parigi 1870), scrittore, aforista e poeta franco-uruguayano. Della vita di Lautréamont, morto giovanissimo a soli 24 anni, si hanno pochissime informazioni. Nasce in Uruguay da genitori francesi, i quali lo mandano in Francia per compiere gli studi secondari nei licei di Tarbes (dal 1859 al 1862) e di Pau (dal 1863 al 1865). Nel 1868 si trasferisce a Parigi, dove stampa anonimamente il primo de I Canti di Maldoror [Les Chants de Maldoror]. Nel 1869, presso l'editore Albert Lacroix, fa stampare i sei canti che costituiscono l'opera completa, che però non viene messa in commercio per decisione dello stesso editore, intimorito dall'audacia e dalla violenza espressiva del testo. Il libro era firmato con lo pseudonimo di Conte di Lautréamont, nome ispirato dal romanzo Latréaumont (1837) di Eugène Sue.

Nel 1870 Lautréamont pubblica i due fascicoli delle Poesie [Poésies I e II], questa volta con il suo vero nome: Isidore Ducasse. Alcuni mesi dopo, viene trovato morto in una stanza d'albergo. Le cause della morta sono rimaste misteriose, anche se si è parlato di suicidio o di colera. Lautréamont rimase completamente sconosciuto anche dopo la sua morte. La prima riscoperta della sua opera letteraria si deve a Léon Genonceaux, che nel 1890, pubblica i Canti di Maldoror, ad André Breton, che nel 1919 pubblica le Poesie sulla rivista Littérature, e a Philippe Soupault, che cura l'edizione completa delle Opere pubblicata nel 1927.

I canti di Maldoror (titolo che si può leggere anche "mal d'aurore", "male d'aurora") è un poema in prosa, che si caratterizza per la violenza e la blasfemia del linguaggio, ma soprattutto per la straordinaria fantasia e le geniali associazioni di immagini con le quali Lautréamont rappresenta le terribili imprese del malvagio Maldoror. Per lo stile della sua opera, che si inserisce nella tradizione del romanzo nero e del demoniaco sia letterario sia popolare, Lautréamont è stato classificato tra i poeti maledetti, mentre i surrealisti, che hanno contribuito in maniera decisiva alla sua fama postuma, ne hanno fatto una sorta di nume tutelare.

Qui di seguito sono riportate alcune citazioni tratte da I canti di Maldoror. In fondo alla pagina trovi il link alla raccolta di Poesie.
Devi essere potente, perché hai un volto più che umano,
triste come l’universo, bello come il suicidio. (Lautréamont)
I Canti di Maldoror
Les Chants de Maldoror, 1869 - Selezione Aforismario

Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; pochi soltanto potranno assaporare senza pericolo questo frutto amaro. Perciò, anima timorosa, prima di avventurarti oltre in queste lande inesplorate, volgi indietro i tacchi, e non in avanti. Ascolta bene ciò che ti dico: volgi indietro i tacchi.

Abbandona i pensieri che rendono il tuo cuore vuoto come un deserto; bruciano più del fuoco.

C'è gente che scrive per cercare il plauso umano, mettendo a frutto nobili qualità del cuore inventate dall'immaginazione o realmente possedute. Io, uso il mio genio per dipingere le delizie della crudeltà! Delizie non momentanee, artificiali, ma che sono iniziate con l'uomo e con lui finiranno.

Chi potrà mai capire perché mai due amanti che il giorno prima si idolatravano, per una parola male interpretata si separano, uno verso oriente, l'altro verso occidente, spinti dall'odio, dalla vendetta, dall'amore e dal rimorso, per non vedersi più, ognuno ammantato nella sua fierezza solitaria? Miracolo che ogni giorno si rinnova, e non per questo è meno miracoloso.

Chi potrà mai capire perché assaporiamo non solo le disgrazie generali dei nostri simili ma anche quelle particolari degli amici più cari, pur essendone nello stesso tempo afflitti?

Colui che dorme emette gemiti simili a quelli di un condannato a morte, finché si sveglia e si rende conto che la realtà è tre volte peggiore del sogno.

Devi essere potente, perché hai un volto più che umano, triste come l’universo, bello come il suicidio.

È bello contemplare le rovine delle città; ma è più bello contemplare le rovine degli umani!

Ipocritamente l'uomo dice «sì» e pensa «no». È per questo che i cinghialetti umani hanno tanta fiducia gli uni negli altri e non sono egoisti. La psicologia ha ancora molti progressi da compiere.

L'Eterno ha creato il mondo quale è: dimostrerebbe una grande saggezza se, nel tempo strettamente necessario per spezzare la testa di una donna con una martellata, dimenticasse la sua siderea maestà, per rivelarci i misteri tra i quali soffoca la nostra esistenza, come un pesce sul fondo di una barca.

La mia poesia consisterà soltanto nell'attaccare con ogni mezzo l'uomo, questa bestia feroce, e il Creatore, che non avrebbe dovuto generare gentaglia simile. I volumi si ammucchieranno sui volumi, fino alla fine della mia vita, eppure in essi si vedrà soltanto quest'idea, sempre presente alla mia coscienza!

La somma dei giorni non conta più, quando si tratta di valutare la capacità intellettuale di un volto serio. Io sono capace di leggere l'età nelle linee fisiognomiche della fronte: ha sedici anni e quattro mesi! È bello come la retrattilità degli artigli degli uccelli rapaci; o, ancora, come l'incertezza dei movimenti muscolari nelle pieghe delle parti molli della regione cervicale posteriore; o piuttosto, come quella perpetua trappola per topi che da sola, sempre tesa di nuovo dall'animale catturato, può prendere i roditori all'infinito, e funzionare anche nascosta sotto la paglia; e soprattutto, come l'incontro fortuito sopra un tavolo da dissezione tra una macchina per cucire e un ombrello!

La tua grandezza morale, immagine dell’infinito, è immensa come le riflessioni del filosofo, come l’amore della donna, come la bellezza divina dell’uccello, come le meditazioni del poeta. Tu sei più bello della notte. Rispondimi, oceano, vuoi essermi fratello?

Per l'uomo è un merito che Dio l'abbia giudicato capace di vincere le sue sofferenze più gravi.

Quando un giovane vede tra le braccia dell'amico la donna che idolatrava, allora si mette a fumare un sigaro; non esce di casa, e stringe un'amicizia indissolubile con il dolore; quest'atto si comprende.

Ricordalo bene; è per soffrire che siamo su questo vascello disalberato.

Soltanto una divinità di una potenza estrema può mostrare tanto disprezzo verso i fedeli che obbediscono alla sua religione.

Vecchio oceano, dalle onde di cristallo, tu somigli proporzionalmente a quei segni azzurrognoli che si vedono sul dorso martoriato dei mozzi; tu sei un livido immenso, applicato sul corpo della terra.

Addio, vecchio, e pensa a me, se mi hai letto. Tu, giovane, non disperarti; malgrado la tua opinione contraria, il vampiro ti è amico. Contando l'acaro sarcopto che produce la scabbia, avrai due amici!

Libro di Lautréamont consigliato
Canti di Maldoror
Poesie - Lettere
Traduzione: Lanfranco Binni
Editore: Garzanti, 1990 

"Voglia il cielo che il lettore, reso ardito e momentaneamente feroce come ciò che legge, trovi, senza perdere l’orientamento, il suo cammino scosceso e selvaggio attraverso le paludi desolate di queste pagine oscure e avvelenate; infatti, a meno che non applichi alla lettura una logica rigorosa e una tensione intellettuale pari almeno alla sua diffidenza, le esalazioni mortali di questo libro gli impregneranno l’anima come l’acqua lo zucchero. Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; pochi soltanto potranno assaporare senza pericolo questo frutto amaro. Perciò, anima timorosa, prima di avventurarti oltre in queste lande inesplorate, volgi indietro i tacchi, e non in avanti. Ascolta bene ciò che ti dico: volgi indietro i tacchi, non in avanti, come lo sguardo di un figlio che rispettosamente si distolga dall'angusta contemplazione del viso materno; o piuttosto come un angolo a perdita d’occhio di uno stormo di gru intirizzite e pensierose che d’inverno voli possente attraverso il silenzio, a vele spiegate, verso un punto determinato dell’orizzonte da cui si alzi all'improvviso un vento strano e forte, ad annunciar tempesta. A questa vista la gru più vecchia, che da sola è l’avanguardia, scuote la testa come persona saggia e fa schioccare il becco; non è contenta (neppure io lo sarei, al suo posto), e il suo vecchio collo, sguarnito di piume e contemporaneo di tre generazioni di gru, si muove con ondulazioni irritate, presaghe del temporale che si avvicina. Dopo aver scrutato più volte in ogni direzione, con sangue freddo, con gli occhi dell’esperienza, prudentemente, la prima (a lei spetta il privilegio di mostrare le piume della coda alle altre gru d’intelligenza inferiore), con il suo vigile grido di vedetta malinconica per respingere il nemico comune, con flessibilità vira la punta della figura geometrica (forse è un triangolo, ma non si scorge il terzo lato formato nello spazio da questi strani uccelli migratori), ora a babordo, ora a tribordo, come un abile capitano; e, manovrando con ali che non appaiono più grandi di quelle di un passero, poiché non è sciocca imbocca un altro cammino filosofico, più sicuro". Riusciremo mai a prestar fede a Lautréamont? Non sarà forse l'intera sua opera la grandiosa beffa di un giovane di genio, come tuttora molti ipotizzano? Sta di fatto che da ben più di un secolo, ormai, egli mena per il naso lettori e critici; sui suoi testi sconcertanti si sono versati fiumi d'inchiostro, e ancora se ne verseranno. Ma arrivato in fondo al volume, anche il più sprovveduto dei dilettanti comprende il perché di tanta passione, di tanto caparbio ostinarsi: come maggiormente si ama ciò che ci si nega, e forse si ama proprio in ragione di tal negarsi, così la pagina strabocchevole, rutilante, iperbolica di Lautréamont, ricca d'invenzioni verbali, di cervellotiche elucubrazioni, di acrobazie da funambolo di razza, possiede un enorme potere di attrattiva, un fascino spesso ipnotico a cui è assai difficile sottrarsi.

Note
Vedi anche: Aforismi e Poesie di Lautréamont

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