Aforismi, frasi e citazioni di Gianrico Carofiglio

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Gianrico Carofiglio (Bari, 1961), scrittore e magistrato italiano. Le seguenti citazioni di Gianrico Carofiglio sono tratte dai libri: Ad occhi chiusi (2003), Il passato è una terra straniera (2004), Ragionevoli dubbi (2006), L'arte del dubbio (2007), Né qui né altrove (2008), La manomissione delle parole (2010), Le perfezioni provvisorie (2010), Il silenzio dell'onda (2011), Il bordo vertiginoso delle cose (2013), Le tre del mattino (2017), La misura del tempo (2019).
L'amore è inventare l'altro con tutta la nostra fantasia e con tutte
le nostre forze, senza cedere di un millimetro alla realtà.
(Gianrico Carofiglio)
Testimone inconsapevole
© Sellerio, 2002 - Selezione Aforismario

Qual è la qualità più importante per una persona? Il senso dell'umorismo. Se hai senso dell'umorismo, non l'ironia, o il sarcasmo, che sono un'altra cosa, non ti prendi sul serio. E allora non puoi essere cattivo, non puoi essere stupido e non puoi essere volgare. Se ci pensi, comprende quasi tutto.

Ad occhi chiusi
© Sellerio, 2003 - Selezione Aforismario

Conosco l'ansia. A volte riesco anche a capire i suoi trucchi, e a batterla. Più spesso vince lei e mi fa fare cose stupide, anche se so benissimo che sono cose stupide.

Non c'è nessuno che smetta di fumare. Si sospende, al massimo. Per giorni. O per mesi; o per anni. Ma nessuno smette. La sigaretta è sempre lì, in agguato. Qualche volta salta fuori nel bel mezzo di un sogno, magari cinque, o dieci anni dopo aver «smesso».

Il segreto del combattimento era nella non-resistenza. Chi è cedevole supera le prove; chi è duro, rigido, prima o poi viene sconfitto, e spezzato. Prima o poi troverà qualcuno più forte.

Il segreto dovrebbe essere nel saper trovare il punto di equilibrio fra resistenza e cedevolezza; cedevolezza e resistenza; debolezza e forza. Il principio della vittoria dovrebbe essere tutto qui. Fare esattamente il contrario di quello che l'avversario si aspetta, e che a te verrebbe naturale, o spontaneo. 

Una costante della mia vita è che dopo un poco mi sono sempre scocciato di tutto.

Mi sentii triste e vecchio. Mi sentii come uno che guarda passare il tempo; come uno che guarda gli altri che cambiano, bene o male diventano grandi, se ne vanno. Fanno delle scelte. Mentre lui rimane sempre nello stesso posto, a fare le stesse cose, lasciando che sia il caso a decidere per lui. Uno che guarda passare la vita.

L'aria vibrava delle nostre possibilità infinite, in quelle sere di primavera. Vibrava nei nostri occhi un po' sfuocati dalla birra, sulle nostre pelli tese e abbronzate, sui nostri muscoli giovani.
Sulla nostra voglia rabbiosa di tutto.

Il passato è una terra straniera
© Rizzoli, 2004 - Selezione Aforismario

La gente manipola e viene manipolata, imbroglia e viene imbrogliata in continuazione, senza rendersene conto. Fanno del male e ne ricevono senza rendersene conto. Rifiutano di rendersene conto perché non potrebbero sopportarlo.

I giochi di prestigio, o il barare alle carte, sono una metafora della realtà quotidiana, dei rapporti fra le persone. C'è qualcuno che dice delle cose e contemporaneamente agisce. Quello che succede davvero è nascosto tra le pieghe delle parole e soprattutto dei gesti. Ed è diverso da quello che appare. Solo che l'attore ne è consapevole e controlla il processo.

Manipolare le carte, manipolare gli oggetti, sono cose che vanno molto al di là del semplice gesto di destrezza. La vera abilità del prestigiatore consiste nella capacità di influenzare le menti. E fare un gioco di prestigio riuscito significa creare una realtà. Una realtà alternativa dove sei tu a stabilire le regole.

Il gioco di prestigio è una cosa onesta perché è chiaro in anticipo che la realtà è diversa da quella che appare.

Quella rabbia che ti prende quando sei di fronte alla debolezza, alla vigliaccheria di qualcuno e riconosci, o hai paura di riconoscere, la tua debolezza, la tua vigliaccheria.

Ragionevoli dubbi
© Sellerio, 2006 - Selezione Aforismario

Confessare, anche a se stessi, i propri desideri - quelli veri - è pericoloso. Se sono realizzabili, e spesso lo sono, dichiararli ti mette di fronte alla paura di provarci. E dunque alla tua vigliaccheria. Allora preferisci non pensarci, o pensare che hai desideri impossibili, e che è da adulti non pensare alle cose impossibili.

Mi piacciono quelli che non fanno commenti stupidi. E il modo migliore per non fare commenti stupidi, in certi momenti, è semplicemente tacere.

La vita non funziona attraverso la selezione della storia più probabile, più verosimile o più ordinata. La vita non è ordinata e non risponde alle nostre regole di esperienza. Nella vita ci sono i colpi di fortuna, e le disgrazie. Si vince al superenalotto o si prendono malattie rarissime e fatali.

Noi, non solo nei processi, costruiamo storie per dare senso a fatti che in sé non ne hanno nessuno. Per cercare di mettere ordine nel caos. Le storie, a ben vedere, sono tutto quello che abbiamo.

Addio è una parola difficile da dire. C'è sempre il rischio di essere patetici

Ogni lavoro ha i suoi punti, i suoi indizi di rottura. Delle crepe sul muro della coscienza da cui capisci - dovresti capire - che bisognerebbe smettere, cambiare, fare altro. Se fosse possibile. Naturalmente quasi mai lo è. E comunque quasi mai si ha il coraggio anche solo di pensarci.

Le librerie mi fanno da ansiolitico e anche da antidepressivo.

Mi piace quel senso di attesa. E come la sensazione che si prova uscendo di casa la mattina presto, quando per le strade non c'è ancora nessuno. Quando ti siedi in un bar dalle parti del mare, prendi il tuo caffè o il tuo cappuccino e aspetti. Le strade si riempiono a poco a poco e tu provi un senso di consapevolezza e di appartenenza a qualcosa di fuggevole ed eterno.

Le cose esistono solo se hai le parole per chiamarle.

Lavorare a tempo quasi scaduto - un classico, per me. Uno specialista dell'ultimo momento. Se un compito è difficile, o importante, o possibilmente tutte e due le cose insieme, riesco ad occuparmene solo quando l'acqua mi arriva alla gola, o anche un po' più in alto.

Non bisogna essere approssimativi, altrimenti i desideri non si avverano.

Le nostre parole sono spesso prive di significato. Ciò accade perché le abbiamo consumate, estenuate, svuotate con un uso eccessivo e soprattutto inconsapevole. Le abbiamo rese bozzoli vuoti. Per raccontare, dobbiamo rigenerare le nostre parole. Dobbiamo restituire loro senso, consistenza, colore, suono, odore. E per fare questo dobbiamo farle a pezzi e poi ricostruirle.

La parola che viene fuori dall'anagramma di «la verità» è «relativa». La verità-relativa.

Ho sempre invidiato la naturalezza di certe persone - di certe donne perlopiù - e la loro capacità di dire apertamente quello che pensano e quello che vogliono. Io non sono mai stato capace. Mi sono sempre sentito inadeguato. Un intruso a una festa dove tutti sapevano come comportarsi.

Ero stabilmente un disadattato, ormai. Mi ero garantito una stabile, mediocre infelicità, mi dissi. Immunizzato da una infelicità devastante in cambio di una insoddisfazione permanente e desideri inconfessabili.

In base a cosa possiamo dire con certezza che una immagine nella nostra testa è il risultato di una percezione o di un atto di immaginazione? Cosa distingue davvero certi sogni da certi ricordi?

L'arte del dubbio
© Sellerio, 2007 - Selezione Aforismario

La comunicazione non è semplicemente uno strumento per rappresentare oggetti da essa separati o in essa contenuti; essa invece condiziona costitutivamente la struttura stessa dei fatti e delle conoscenze.

L'intero processo può essere considerato come un'unica struttura argomentativa complessa ma unitaria; come un apparato in cui, fornendo informazioni ed evocando conoscenze, le parti procedono in un percorso persuasivo che culmina nella fase esplicitamente argomentativa della discussione finale.

Chiunque faccia uso dell'argomentazione pensa, in modo più o meno consapevole, a coloro che cerca
di persuadere e che costituiscono l'uditorio cui i suoi argomenti sono indirizzati. Gli argomenti quindi, a differenza delle prove dimostrative, variano in funzione dei relativi destinatari; dei soggetti, cioè, nei confronti dei quali si vuole che operi il meccanismo della persuasione.

Il ragionamento giudiziario, che ha la forma di una inferenza induttiva e non di un processo deduttivo, passa da una verità di premesse ad una rilevante probabilità delle conclusioni, senza che sia impossibile affermare l'impossibilità ma solo una rilevante improbabilità - che la detta conclusione, definita come vera, sia falsa.

Né qui né altrove
Una notte a Bari © Laterza, 2008 - Selezione Aforismario

Come tutti i narcisisti tu non hai mai vissuto per davvero. Hai sempre e soltanto interpretato un personaggio. E visto che è il tuo personaggio, gli hai dato tutte le qualità, altruismo incluso. Ma è tutta una recita, è tutta una dannata bugia.

L'attenzione è una virtù morale. Essere attenti significa essere giusti con se stessi e con gli altri. Le persone attente sono curiose e attive; studiano e lavorano con entusiasmo, coinvolgimento e passione; scrutano i bisogni degli altri e sono capaci di aiutare.

Sei così abituato alla presenze di qualcuno che quando questo qualcuno se ne va ti capita di continuare a sentire il suo passo, il suo modo di bussare, qualsiasi cosa. È così che se hai voglia, o bisogno, di credere, ti convinci che esistono i fantasmi.

Mentre passava la Storia non eravamo davvero qui. Né altrove.

Le perfezioni provvisorie
© Sellerio, 2010 - Selezione Aforismario

Ha detto qualcuno che gli uomini si dividono nelle categorie degli intelligenti o dei cretini, e dei pigri o degli intraprendenti. Ci sono i cretini pigri, normalmente irrilevanti e innocui, e ci sono gli intelligenti ambiziosi, cui possono essere assegnati compiti importanti, anche se le più grandi imprese, in tutti i campi, vengono quasi sempre realizzate dagli intelligenti pigri. Una cosa però va tenuta a mente: la categoria più pericolosa, da cui ci si possono aspettare i più gravi disastri e da cui bisogna guardarsi con la massima circospezione, è quella dei cretini intraprendenti.

Non è che i ricordi si dissolvano e scompaiano. Sono tutti lì, nascosti sotto la crosta sottile della coscienza. Anche quelli che credevamo perduti per sempre. A volte ci restano per tutta la vita, lì sotto. Altre volte invece succede qualcosa che li fa ricomparire.

Cerco in tutti i modi di spostare in avanti il momento in cui dovrò cominciare, e devo dire che sono piuttosto creativo, in questo. Tendenza patologica alla procrastinazione, la chiamano.

Per farmi smettere di combattere, dovete uccidermi.

Qualcuno ha detto che i momenti di felicità ci prendono di sorpresa e a volte - spesso - non ce ne accorgiamo nemmeno. Scopriamo di essere stati felici soltanto dopo, che è una cosa assai stupida.

Il senso di perfezione che hanno solo le cose provvisorie e destinate a finire presto.

Meglio rincoglionire per gradi e non in un solo colpo.

Davvero nessuno dice la verità? Tutta la verità, nessuno. Quelli che dicono - e magari ne sono convinti - di essere sempre sinceri sono i più pericolosi. Non sanno di mentire inevitabilmente, non se ne rendono conto e sono prigionieri di se stessi.

Niente, come assistere allo sgretolamento di un'abilità che davi per scontata, riesce ad evocare con più forza l'idea inquietante del tempo che passa.

Grazie a qualcosa che manca si comprende qualche altra cosa. Quale? Qualcosa che manca.

Non è mai una buona idea fare sorprese quando non si hanno ben chiare le coordinate della situazione.

La prima regola, per uno sbirro, è non umiliare quelli con cui hai a che fare per via del tuo lavoro. Il potere sulle altre persone è qualcosa di osceno e l'unico modo per renderlo tollerabile è il rispetto.

A differenza di quello che succede nei tribunali e soprattutto nelle corti d'appello, in cassazione si ha l'impressione di un mondo ordinato e di una giustizia che funziona. Trattasi soltanto di una impressione, perché il mondo non è ordinato e la giustizia non funziona. Ma è una bella impressione.

Non so se agli altri capita la stessa cosa, ma io ho voglia di condividere quello che leggo. Quando ripeto una frase che ho letto, o un concetto, o una poesia, mi sembra un po' di esserne l'autore. Mi piace molto.

La manomissione delle parole
© Rizzoli, 2010

In nessun altro sistema di governo le parole sono importanti come in democrazia: la democrazia è discussione, è ragionamento comune, si fonda sulla circolazione delle opinioni e delle convinzioni.

Il rapporto fra ricchezza delle parole e ricchezza di possibilità (e dunque di democrazia) è dimostrato anche dalla ricerca scientifica, medica e criminologica: i ragazzi più violenti possiedono strumenti linguistici scarsi e inefficaci, sul piano del lessico, della grammatica e della sintassi.

La povertà della comunicazione si traduce in povertà dell'intelligenza, in doloroso soffocamento delle emozioni.

Quando, per ragioni sociali, economiche, familiari, non si dispone di adeguati strumenti linguistici; quando le parole fanno paura, e più di tutte proprio le parole che dicono la paura, la fragilità, la differenza, la tristezza; quando manca la capacità di nominare le cose e le emozioni, manca un meccanismo fondamentale di controllo sulla realtà e su se stessi.

I ragazzi sprovvisti delle parole per dire i loro sentimenti di tristezza, di rabbia, di frustrazione hanno un solo modo per liberarli e liberarsi di sofferenze a volte insopportabili: la violenza fisica.

Chi non ha i nomi per la sofferenza la agisce, la esprime volgendola in violenza, con conseguenze spesso tragiche.

L'abbondanza, la ricchezza delle parole è una condizione del dominio sul reale: e diventa, inevitabilmente, strumento del potere politico.

Tutti possiamo verificare, ogni giorno, che lo stato di salute delle parole è quanto meno preoccupante, la loro capacità di indicare con precisione cose e idee gravemente menomata.

Le parole sono anche atti, dei quali è necessario fronteggiare le conseguenze. Esse sembrano non avere peso e consistenza, sembrano entità volatili, ma sono in realtà meccanismi complessi e potenti, il cui uso genera effetti e implica (dovrebbe implicare) responsabilità.

L'abbondanza di parole e la molteplicità di significati sono strumenti del pensiero, ne accrescono la potenza e la capacità critica: parallelamente, la ricchezza del pensiero richiede, e anzi esige, ricchezza di linguaggio.

Si fa qualcosa, dicendo qualcosa.

Il linguaggio oppressivo non si limita a rappresentare la violenza: è violenza.

Scrivere è, sempre, un'esplorazione allo stesso tempo di sé e del mondo, un viaggio di scoperta, una ricerca di senso, il gesto politico e rivoluzionario di chiamare le cose con il loro nome.

Il silenzio dell'onda
© Rizzoli, 2011 - Selezione Aforismario

L'amore è inventare l'altro con tutta la nostra fantasia e con tutte le nostre forze, senza cedere di un millimetro alla realtà.

Se una cosa importante hai bisogno che ti venga spiegata, probabilmente non la capirai mai.

Un conto è aspettare l'onda, un conto è alzarsi sulla tavola quando arriva.

Quando sei su certe onde, montagne di acqua, vere montagne, non ti importa di nulla. Vuoi solo scoprire di che pasta sei fatto.

Il bordo vertiginoso delle cose
© Rizzoli, 2013 - Selezione Aforismario

Come quando ti avvicini a un arazzo, lo osservi da dietro e ti accorgi di come i puntini colorati che formano il disegno risultino da fili dello stesso colore che compaiono, scompaiono e ricompaiono ancora, dopo un cammino sotterraneo, in qualche punto lontano. Adesso provi qualcosa di simile. Ti sembra d'un tratto che le migliaia, decine di migliaia, centinaia di migliaia di frammenti di vita che hai disseminato nei tuoi quarantotto anni, gli svariati punti di vista degli altri su di te, i te stessi moltiplicati nella visione di tutti gli altri, non siano altro che i puntini di un arazzo che emergono inattesi da fili nascosti, fili che hanno fatto lunghi e nascosti percorsi.

Com'era quella frase di Fitzgerald? Nella vera notte buia dell'anima sono sempre le tre del mattino.

Il silenzio si depositò sulla classe come una polvere leggera e persistente. La reazione che si riserva ai fenomeni davvero inusuali. Quando succede una cosa e ti accorgi che sta succedendo e non hai bisogno che ti venga detto dopo.

La cosiddetta realtà oggettiva appare diversa a seconda dei singoli individui che la percepiscono, la interpretano e poi la raccontano.

Il sofisma è per definizione il discorso ingannevole basato sulla forza di suggestione del discorso retorico. Un nemico della verità.

La retorica è la tecnica di concepire discorsi persuasivi e di perseguire la verità con il mezzo dell'argomentazione.

Non guardate indietro, ci siete già stati.

Fare filosofia – cioè pensare – significa imparare a fare e a farsi domande. Significa non avere paura delle idee nuove. Significa non fermarsi alle apparenze. Significa essere capaci di dire di no a chi vorrebbe imporci il suo modo di pensare e di vedere il mondo. Cioè a chi vorrebbe pensare per noi.

Qualcuno si chiede per quale motivo si studi la filosofia, cioè una disciplina che in apparenza non ha alcuna utilità pratica. Ebbene la filosofia serve a non dare per scontato. Nulla.

La filosofia è uno strumento per capire quello che ci sta attorno – per capire quello che ci sta dentro probabilmente è più efficace la letteratura –, ma capiamo davvero quello che ci sta attorno se non diamo per scontate le verità che qualcun altro ha pensato di allestire per noi.

Le tre del mattino
© Einaudi, 2017 - Selezione Aforismario

Ci sono occasioni in cui occorre parlare e non bisogna dare nulla per scontato. Poi ci sono occasioni in cui, invece, devi rimanere in silenzio perché nell'aria c'è qualcosa d'impalpabile e prezioso, e le tue parole potrebbero disperderlo in un istante. Sono due concetti semplici. La parte difficile è decidere quando applicare una regola e quando l'altra.

Bisogna dilapidare la gioia, è l'unico modo per non sprecarla. Tanto dopo sparisce lo stesso.

Da bambino non ti è chiaro cosa è normale e cosa non lo è. In realtà non ti è chiaro nemmeno quando sei adulto, a pensarci bene.

È impossibile essere spontanei a comando. «Sii spontaneo» è la più paradossale e ineseguibile delle ingiunzioni, sia che ce la rivolgano gli altri, sia che l'ordine provenga da noi stessi.

Tornai a mimetizzarmi fra i miei coetanei, desiderando al tempo stesso di essere molto diverso da loro. Una schizofrenia che in realtà è di tutti gli adolescenti. Agire per essere uguali e sognare di essere diversi.

Forse lasciare un oggetto al quale si tiene in un posto da cui non si vorrebbe andare via, è un modo per rimanere legati a quel posto. Per sperare di tornarci.

Io credo che la libertà non esista al di fuori di una certa dimensione di rischio, di insicurezza. Libertà è equilibrio precario, è essere un po' fuori posto.

Per quanto uno sia bravo [...] c'è un momento in cui scopre la propria mediocrità rispetto al talento superiore o ancor più rispetto al genio. Uno dovrebbe essere capace di fermarsi, ai confini delle sue possibilità, ma non succede quasi mai.

La misura del tempo
© Einaudi, 2019 - Selezione Aforismario

Qualcuno ha scritto che bisognerebbe essere capaci di morire giovani. Non nel senso di morire davvero. Nel senso di smettere di fare quello che fai quando ti accorgi di avere esaurito la voglia di farlo, o le forze; o quando ti accorgi di avere raggiunto i confini del tuo talento, se ne possiedi uno. Tutto ciò che viene dopo quel confine è ripetizione. Uno dovrebbe essere capace di morire giovane per rimanere vivo, ma non accade quasi mai.

Viaggiare, studiare, leggere. Magari provare a scrivere. Qualunque cosa pur di sfuggire alla presa di quel tempo che scorreva sempre uguale. Pressoché immobile nel suo reiterarsi quotidiano eppure velocissimo a dissiparsi.

Quando sei giovane e pensi a un mondo e a un tempo in cui tu non esistevi, la cosa non ti turba. Perché la storia sembra dotata di una direzione implicita che porta fatalmente al momento in cui sei tu a irrompere sulla scena. Il mondo senza di noi prima di noi è una lunga fase preparatoria. Il mondo senza di noi dopo di noi invece è semplicemente il mondo senza di noi.

Un giurista deve – sottolineo deve – dedicare una cospicua parte del proprio tempo a cose che con il diritto, all'apparenza, non c’entrano nulla: leggere buoni romanzi, vedere buon cinema, anche buona televisione. Insomma nutrirsi di buone storie.

I dettagli sono importanti.

È l’arte del racconto a ricordarci come non esista una sola risposta di fronte ai dilemmi umani. Essi sono inevitabilmente ambigui.

Frasi attribuite
Per approfondimenti vedi "Citazioni errate" su Aforismario

Ogni separazione ci fa pregustare la morte, e ogni rivederci ci fa pregustare la resurrezione. Perciò le stesse persone, che erano state indifferenti l’una all'altra, si rallegrano tanto, quando, dopo venti o trent'anni, si incontrano di nuovo.
[Arthur Schopenhauer]

Il modo migliore per realizzare i propri sogni è svegliarsi.
[Paul Valéry]

Il rimedio all'imprevedibilità della sorte, alla caotica incertezza del futuro è la facoltà di fare e mantenere promesse.
[Hannah Arendt]

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