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Aforismi, frasi e citazioni sulla Democrazia Diretta

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sulla democrazia diretta (o democrazia partecipativa), forma di democrazia nella quale i cittadini possono esercitare direttamente il potere legislativo, senza alcuna intermediazione o rappresentanza parlamentare, come avviene nella democrazia rappresentativa, che è il sistema politico più diffuso nei Paesi occidentali.

Scrive Giovanni Sartori: "Nella democrazia rappresentativa il demos esercita il suo potere eleggendo chi lo governerà. In tal caso il popolo non decide in proprio le issues - quale sia la soluzione da dare alle questioni da risolvere - ma si limita a scegliere chi le deciderà. Il problema è che la democrazia rappresentativa non ci soddisfa più, che chiediamo «più democrazia», il che vuol dire, in concreto, dosi crescenti di direttismo, di democrazia diretta. Difatti i due profetucci del momento, i Toffler, teorizzano per la loro «terza ondata», quella in corso, una «democrazia semi-diretta» Difatti i referendum sono in crescita e sempre più invocati. E anche il governo dei sondaggi finisce per essere, di fatto, un direttismo, una pressione dal basso che interferisce pesantemente nel problem solving, nella soluzione dei problemi. Sarà, questa, maggiore democrazia. Ma per esserlo davvero a ogni incremento di demopotere dovrebbe corrispondere un incremento di demo-sapere. Altrimenti la democrazia diventa un sistema di governo nel quale sono i più incompetenti a decidere. Il che vuol dire un sistema di governo suicida". [Homo videns, Laterza, 1997].

Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla democrazia, sul voto e sul referendum. [I link sono in fondo alla pagina].
La democrazia diretta non tollera l’intermediazione dei partiti,
non delega il proprio futuro a dei leader televisivi di cartapesta.
(Beppe Grillo)
La democrazia attuale, quella “fuori dal blog”, gode di splendida salute? Non mi sembra. Trema sotto i colpi dello strapotere di alcuni negli old media televisivi, sotto l’arroganza di una casta di politici prevalentemente delegittimati, sotto una legge elettorale che non ha eletto ma nominato dei rappresentanti che oggi non rappresentano nessuno. È questa debolezza della democrazia rappresentativa novecentesca a rendere estremamente appetibile la democrazia diretta del ventunesimo secolo, che si comincia a respirare via web
Mario Adinolfi, lettera a La Stampa, 2007

Oggi la “democrazia del blog”, quello che noi chiamiamo ‘direttismo’ e cioè il salto della mediazione operata dal politico professionista, per arrivare ad una rappresentazione diretta e rumorosa dei propri interessi e bisogni, è una pratica diffusa e quotidiana. Si pratica quotidianamente in rete. Attende solo le forme istituzionali per esprimersi.
Mario Adinolfi, lettera a La Stampa, 2007

In questa teoria elitista, secondo cui la gente non capisce le “questioni complesse” e dunque debbano decidere sul destino di tutti i filosofi di Platone, sta il nodo della crisi anche culturale delle classi dirigenti italiane. Che oggi sono peggiori delle loro “basi”. Per questo la piramide finirà per essere rovesciata.
Mario Adinolfi, lettera a La Stampa, 2007

Sta affacciandosi un sistema nuovo di decisione per le comunità in cui viviamo. Passa dalla rete, non siate distratti e non sottovalutate i blog. Sono le avanguardie di questa transizione, inevitabile, verso la politica del futuro.
Mario Adinolfi, lettera a La Stampa, 2007

L’ipotesi che la futura computer-crazia, com'è stata chiamata, consenta l’esercizio della democrazia diretta, cioè dia a ogni cittadino la possibilità di trasmettere il proprio voto a un cervello elettronico, è puerile. A giudicare dalle leggi che vengono emanate ogni anno in Italia il buon cittadino dovrebbe essere chiamato a esprimere il proprio voto almeno una volta al giorno.
Norberto Bobbio, Il futuro della democrazia, 1984

Nella democrazia diretta i cittadini non solo eleggono i propri rappresentanti, ma possono anche proporre e votare leggi attraverso diverse forme di partecipazione, quali la petizione popolare o il referendum. Oggi le nuove tecnologie della Rete consentono forme sempre più efficienti di partecipazione collettiva alla vita pubblica.
Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo, Siamo in guerra. La rete contro i partiti. Per una nuova politica, 2011

La democrazia diretta, resa possibile dalla Rete, non è relativa soltanto alle consultazioni popolari, ma a una nuova centralità del cittadino nella società. Le organizzazioni politiche e sociali attuali saranno destrutturate, alcune scompariranno. La democrazia rappresentativa, per delega, perderà significato. È una rivoluzione prima culturale che tecnologica, per questo, spesso, non viene capita o viene banalizzata.
Gianroberto Casaleggio, La democrazia va rifondata, intervista di Serena Danna, su Corriere della sera, 2013

Alcuni ritengono che il futuro della rete possa oscillare tra una dittatura di tipo orwelliano, in cui l’informazione sarà totalmente controllata e ritenuta inconsapevolmente l’unica verità, e la democrazia diretta, con un’informazione libera e la partecipazione diretta dei cittadini in ogni aspetto della cosa pubblica. Io penso che si manifesteranno entrambe le ipotesi, ma la democrazia diretta nel tempo prevarrà.
Gianroberto Casaleggio (con Beppe Grillo e Dario Fo), il Grillo canta sempre al tramonto, 2013

L’attuale struttura del parlamento è ovviamente in antitesi alla democrazia diretta. La democrazia diretta non ha bisogno di delegati, mentre l’attuale organizzazione, anche quella degli altri paesi, è una struttura di delega piramidale.
Gianroberto Casaleggio, ibidem

Se introduciamo la democrazia diretta non abbiamo più bisogno di partiti: su base egualitaria decidi qualunque cosa, sia a livello locale sia a livello nazionale.
Gianroberto Casaleggio, ibidem

C'è una teoria quasi ufficiale − più diffusa negli Stati Uniti − secondo la quale la democrazia è un sistema nel quale cittadini sono spettatori e non attori. Ad intervalli regolari, hanno il diritto di mettere una scheda nell'urna, di scegliere nella classe dei capi qualcuno che li diriga. Fatto ciò, devono tornarsene a casa, badare ai fatti propri, consumare, guardare la televisione, far da mangiare e soprattutto non devono disturbare il manovratore. Questa è la democrazia.
Noam Chomsky, Due ore di lucidità. 1999

La democrazia diretta diventa anarchia, il che non è certo peggio di una certa "democrazia rappresentativa".
Alexandre Cuissardes (fonte sconosciuta - segnalala ad Aforismario)

La cosa più seria sarebbe recuperare la democrazia diretta, che era stata immaginata da Rousseau e praticata, prima delle sue teorizzazioni, dalla comunità di villaggio nel Medioevo europeo. È la sola condizione perché la gente torni a governarsi da sé e a decidere, nei limiti della condizione umana, il proprio destino, senza ricorrere alla truffa della rappresentanza che innesca poi tutte le altre.
Massimo Fini, Sudditi, 2004

Il computer e Internet, con la loro immediatezza, con la possibilità di intervenire "in tempo reale", renderebbero praticabile, secondo alcu-ni, la democrazia diretta anche in uno Stato moderno o addirittura nel Superstato mondiale che si profila all'orizzonte della globalizzazione economica. Sono pie illusioni. Democrazia diretta non significa solo decidere tutti insieme, ma avere consapevolezza di ciò che si decide e conoscenza della materia su cui si decide, come le aveva il contadino della comunità di villaggio grazie al campo ristretto su cui si muoveva. In una società vasta, complessa e astratta c-me la nostra il cittadino è chiamato a decidere su cose che non conosce e quindi, anche se, per ipotesi, potesse votare direttamente, perché il suo voto abbia un senso e un valore dovrebbe affidarsi a dei mediatori e cioè, nella nostra società, ai mezzi di comunicazione di massa che sono in mano alle oligarchie e saremmo daccapo. Inoltre in uno Stato moderno le decisioni da prendere sono infinite e il cittadino non avrebbe tempo per seguirle tutte. C'è bisogno dei "professionisti della politica".
Massimo Fini, Sudditi, 2004

La democrazia rappresentativa si è affermata proprio per l'impossibilità pratica di esercitare quella diretta.
Massimo Fini, Sudditi, 2004
La democrazia rappresentativa si è affermata proprio
per l'impossibilità pratica di esercitare quella diretta. (Massimo Fini)
La democrazia diretta non tollera l’intermediazione dei partiti, non delega il proprio futuro a dei leader televisivi di cartapesta. A cialtroni che si autoeleggono rappresentanti per lucro o per visibilità. Nel nuovo mondo ognuno conta uno.
Beppe Grillo, su beppegrillo.it, 2011

Vogliamo essere trattati come un popolo adulto non come bambini cui si nasconde la realtà. Altrimenti cos'è la democrazia? Non possiamo far decidere del nostro futuro a quattro funzionari che stanno chiusi in una stanza e non si confrontano con la realtà.
Beppe Grillo (con Dario Fo e Gianroberto Casaleggio), il Grillo canta sempre al tramonto, 2013

Il punto in cui l’attuazione dei principii della democrazia diretta segna la divergenza più profonda dai sistemi puramente parlamentari è in quanto si riferisce alla possibilità del pieno esercizio della volontà popolare, la quale, mediante l’applicazione di quei principii, riesce per la prima volta nella storia politica moderna a rispecchiarsi, tale e quale effettivamente esiste, nella direzione della cosa pubblica.
Giuseppe Rensi, La democrazia diretta, 1902/26

Mediante la democrazia diretta, il governo dei pochi sui molti è praticamente inattuabile.
Giuseppe Rensi, ibidem

In tutte le forme di governo vi è una piccola classe politica la quale comanda alla amplissima classe dei governati. Ma questa teoria crolla davanti all’ulteriore svolgimento dei governi puramente parlamentari nelle forme modernissime di democrazia diretta.
Giuseppe Rensi, La democrazia diretta, 1902/26

Le tre principali istituzioni politiche introdotte nei reggimenti a democrazia diretta, il «referendum», il diritto d’iniziativa, e il diritto di revisione, rompono irremissibilmente il breve cerchio della «classe politica» racchiudente esclusivamente in sé il potere pubblico, e diffondono la «vis politica» (se ci è lecito usare questa espressione) veramente per tutto il popolo, rendendo effettivo l’esercizio del potere pubblico e della sovranità in ciascun cittadino.
Giuseppe Rensi, La democrazia diretta, 1902/26

I governi a democrazia diretta sono riusciti a distruggere l’esistenza della «classe politica», che i regimi puramente parlamentari hanno rispettata. Nei primi, la funzione governativa, la forza politica estrinsecantesi effettivamente e normalmente nella direzione della cosa pubblica, non è più racchiusa in una classe, ma è diffusa in tutto il popolo.
Giuseppe Rensi, La democrazia diretta, 1902/26

Tra i governi assoluti e quelli puramente parlamentari non v’è alcuna sostanziale diversità. Essi vanno classificati nella medesima categoria; nella categoria dei governi eretti sulla base d’una piccola «classe politica» che detiene ed esercita esclusivamente il potere.
Giuseppe Rensi, ibidem

La distinzione vera e sostanziale tra le forme di governo è quella che separa i governi a «classe politica» (siano essi monarchie assolute o Stati puramente parlamentari) dai governi a democrazia diretta in cui una classe politica esercitante in modo esclusivo il potere non esiste, perché tale esercizio, mediante il « referendum », il diritto d’iniziativa e quello di revisione, è in balia di tutto il popolo.
Giuseppe Rensi, La democrazia diretta, 1902/26

La democrazia diretta impedisce, insomma, che il predominio economico si converta in predominio politico, o, almeno, impedisce che il predominio politico della classe prevalente economicamente divenga esteso, continuato, efficace, serio.
Giuseppe Rensi, ibidem

La democrazia diretta, permettendo alla massa di rovesciare tutte le leggi che non le vanno a genio, stabilisce e mantiene un terreno politico di uguaglianza e di neutralità nel quale le lotte di classe vengono combattute colle forze effettive di cui ciascuna classe dispone senza che ad esse si possano aggiungere le forze artificiali della politica e della legislazione.
Giuseppe Rensi, La democrazia diretta, 1902/26

L'opinione pubblica può essere élitaria nei leaders di opinione che la ispirano, ma non è di per sé élitaria (tra l'altro potrebbe avere una estensione pari a quella delle opinioni popolari). Ciò precisato, lo svuotamento dell'opinione pubblica indotto dalla televisione può sì essere descritto come un passaggio a uno stato di opinione di massa; fermo così restando che quest'ultima è una opinione degradata che mette in pericolo la democrazia rappresentativa e rende disastrosa una democrazia diretta.
Giovanni Sartori, Homo videns, 1997

La teoria della democrazia diretta presuppone la trasformazione del cittadino puro e semplice nell'iper-cittadino che deve - dovrebbe - conoscere le questioni sulle quali decide ed essere in qualche misura competente nelle materie assegnate alla sua competenza. Su questo presupposto - che è poi una condizione necessaria - la teoria della democrazia diretta è maestosamente latitante. Il fatto egualmente resta che senza l'iper-cittadino una democrazia diretta non può funzionare (o diventa altamente disfunzionale).
Giovanni Sartori, Homo videns, 1997

Votare è semplice e abbastanza utile, ma è un cattivo sostituto della democrazia, che richiede un'azione diretta da parte dei cittadini interessati.
Howard Zinn [1]

Note
Vedi anche aforismi, frasi e citazioni su: DemocraziaElezioni - Referendum

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