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Frasi e citazioni di Rudolf Steiner

Selezione di frasi e citazioni di Rudolf Steiner (Kraljevic, 1861 - Dornach, 1925), esoterista e teosofo austriaco, fondatore dell'antroposofia, disciplina esoterica di derivazione teosofica che afferma di poter studiare "in modo scientifico" e unitario la realtà fisica e la dimensione "spirituale", concependole come "un'unica manifestazione divina in continua evoluzione".
Foto di Rudolf Steiner
Il mondo esteriore, in ogni suo fenomeno, è riempito di splendore divino; ma occorre
avere prima sperimentato il divino nella propria anima per poterlo trovare
nell’ambiente che ci attornia. (Rudolf Steiner)

L'iniziazione
Wie erlangt man Erkanntnisse der höhern Welten?, 1904 - Selezione Aforismario

In ogni uomo esistono facoltà latenti, per mezzo delle quali egli può acquistarsi cognizioni di mondi superiori.

La conoscenza occulta è altrettanto un mistero per l’uomo medio, quanto la scrittura è un mistero per colui che non l’ha imparata. E come ognuno può imparare a scrivere, purché scelga la via giusta per riuscirvi, così pure ognuno può diventare un discepolo, o magari anche un maestro di occultismo, purché cerchi la giusta via. 

Esiste una legge naturale per tutti gli Iniziati, che li spinge a non negare a nessun vero aspirante la conoscenza che gli è dovuta. Ma vi è pure un’altra legge altrettanto naturale, che inibisce che venga comunicato alcunché della conoscenza occulta a chi non ne sia degno.

Soltanto nella propria anima l’uomo può trovare i mezzi che gli schiudano la parola degl’Iniziati. Egli deve sviluppare in sé stesso delle speciali facoltà, fino a un determinato grado; allora potrà prender parte ai tesori più elevati dello Spirito.

Se non sviluppiamo in noi il profondo sentimento che esiste qualcosa di superiore a noi, non troveremo neppure la forza di svilupparci fino a qualcosa di più elevato.

Si può ascendere alle altezze dello Spirito soltanto attraverso la porta dell’umiltà.

L’uomo ha certamente il diritto di affissare gli occhi nella luce, ma questo diritto se lo deve conquistare.

Non puoi raggiungere una giusta conoscenza, se prima non hai imparato a rispettarla.

Se al corpo si dànno pietre invece di pane, la sua attività perisce; così pure avviene per l’anima.

Il discepolo dell’occultismo non deve rendersi insensibile al mondo esteriore; ma la sua ricca vita interiore deve indicargli la direzione in cui abbandonarsi alle impressioni di esso.

Bisogna aver imparato a regolare i propri sentimenti e le proprie rappresentazioni, se si vuole sviluppare un rapporto profondo con il mondo esteriore.

Il mondo esteriore, in ogni suo fenomeno, è riempito di splendore divino; ma occorre avere prima sperimentato il divino nella propria anima, per poterlo trovare nell’ambiente che ci attornia.

Ogni conoscenza che tu cerchi al solo fine di arricchire il tuo sapere, di accumulare tesori, ti fa deviare dalla tua strada; ogni conoscenza però, che tu cerchi per maturarti sulla via della nobilitazione dell’uomo e dell’evoluzione del mondo, ti porta avanti di un passo.

Ogni idea che non diventa per te un ideale, uccide una forza della tua anima; ogni idea invece che diventa un ideale, crea in te forze vitali.

Sorveglia ogni tua azione, ogni tua parola, in modo che per mezzo tuo non si rechi offesa alla libera volontà di alcuno.

Procurati momenti di calma interiore e in questi momenti impara a distinguere la realtà dalla non realtà.

Per ogni passo innanzi che fai nella conoscenza delle verità occulte, devi al contempo fare tre passi verso il tuo perfezionamento morale.

Il discepolo della scienza occulta deve acquistare la forza di porsi, in determinati momenti, di fronte a sé stesso, come a un estraneo. Egli deve osservare sé stesso con la calma interiore di un critico; se riesce in questo, le sue esperienze gli si palesano sotto una nuova luce.

Il valore della tranquilla auto-osservazione interiore non dipende tanto da ciò che con essa si vede, quanto piuttosto dal trovare in sé la forza che sviluppa tale calma interiore.

Ogni uomo porta nella propria interiorità, allato, per così dire, del suo uomo comune, anche un uomo superiore. Questo uomo superiore rimane nascosto finché non venga destato, e ogni uomo non lo può risvegliare in sé che da sé stesso.

Le onde della vita esteriore premono sull’uomo interiore da tutte le parti, se invece di dominare questa vita, l’uomo si lascia dominare da essa. 

Un uomo può realmente conoscere solo quel tanto dei segreti dell’esistenza, che corrisponde al suo grado di maturità. Questa soltanto è la ragione degli ostacoli che s’incontrano sulla via dei gradini superiori del sapere e del potere. 

Per molti uomini già la vita abituale è di per sé più o meno un processo incosciente d’iniziazione attraverso la prova del fuoco. Si tratta di coloro che passano per svariate esperienze di genere tale, che la loro fiducia in sé stessi, il loro coraggio e la loro fermezza crescono nella direzione giusta, e che imparano a sopportare con grandezza d’anima e soprattutto con calma e forza costante il dolore, la disillusione e l’insuccesso delle loro imprese. 

Per quanto grande sia il valore della conoscenza superiore, non bisogna chiederla, poiché essa deve venire a noi. Chi la desidera per soddisfazione propria, non la consegue mai.

Chi si abitua alla verità verso sé stesso, si apre la porta alla visione superiore.

I buoni consigli degli altri – per lo più non richiesti – ma che ognuno riceve, sono generalmente superflui. Ognuno deve sforzarsi di sorvegliare sé stesso.

Quando l’uomo lavora al proprio perfezionamento, compie un’opera utile non soltanto per sé stesso, ma anche per il mondo.

La vera entità dell’uomo non risiede nel suo essere esteriore, ma nel suo essere interiore. 

Ciò che io non amo, non mi si può manifestare; e ogni manifestazione deve colmarmi di gratitudine, perché essa mi arricchisce.

L’amore dell’umanità deve gradatamente estendersi ad amore per tutti gli esseri, anzi per tutta l’esistenza. 

È l’amore per il lavoro, non l’amore per il risultato, quello che fa progredire. 

Non occorre più imparare ciò che si è già capaci di giudicare. Se dunque si vuol soltanto giudicare, non si può più imparare. 

Teosofia
Theosophie, 1904 - Selezione Aforismario

Soltanto per mezzo della conoscenza di un altro mondo, che la vita umana acquista valore e importanza.

La «realtà» sensibile acquista significato soltanto per mezzo della conoscenza del supersensibile; e perciò chi la possiede diventa, non inabile, bensì più abile alla vita.

Soltanto colui che comprende interamente la vita, può divenire un uomo veramente «pratico».

Tutto ciò che l’uomo impara nel modo ordinario intorno all’universo ed alla vita, fa sorgere in lui una quantità di domande, a cui può essere data risposta soltanto mediante le verità supersensibili;

Ciò che viene detto dall’odierna corrente intellettuale intorno ai fondamenti dell’esistenza, non è una risposta per l’anima che sente più profondamente, bensì una serie di domande intorno ai grandi enigmi dell’Universo e della vita.

Le discussioni sono perfettamente inutili innanzi a coloro che riconoscono come valevoli soltanto quelle prove che sono conformi al loro modo di pensare: ma chi conosce l'essenza della «prova», sa perfettamente che l’anima umana trova la verità per altre vie che non quelle della discussione. 

Non è sempre possibile di rendere la luce ad un occhio fisico che sia cieco; ma ogni occhio spirituale può essere aperto.

Per quanto merito la Scienza abbia acquistato per la conoscenza delle realtà fisiche, essa genera nello stesso tempo molti pregiudizi che occludono l’accesso alle verità superiori.

Ogni realtà – quella inferiore fisica, e la superiore spirituale – non rappresenta che due lati della medesima essenza fondamentale, colui che è ignorante delle condizioni inferiori lo sarà di solito anche di quelle superiori.

Non si può essere uomo nel pieno senso della parola, senza essersi avvicinati in qualche maniera alla comprensione dell’essenza, e della mèta dell’umanità, rivelata, dalla «Sapienza superiore».

L’uomo è cittadino di tre mondi. Mediante il suo corpo fisico, egli appartiene a quel mondo che percepisce per mezzo di quel corpo stesso; per mezzo dell’anima egli si costruisce il suo proprio mondo; e per mezzo del suo Spirito gli si manifesta un mondo che è superiore agli altri due.

Mediante il proprio corpo l’uomo può mettersi momentaneamente in rapporto cogli oggetti; mediante la sua anima egli conserva le impressioni che questi gli hanno fatto; e mediante lo Spirito gli si rivela l’intimo contenuto degli oggetti stessi.

Mediante il pensiero l’uomo viene innalzato al di sopra della propria vita; egli acquista qualcosa che si estende al di là della sua anima.

La verità duratura è soltanto quella che si è svincolata da ogni intromissione di simpatia o antipatia da parte dei sentimenti. La verità è vera, anche se tutti i sentimenti personali vi si ribellano.

L’uomo è un essere pensante, e può trovare la via della conoscenza solamente se si serve del pensiero come punto di partenza. 

Sono fertili di conoscenza per noi solamente quei momenti in cui tace ogni nostro giudizio, ogni nostra critica.

Chi si avvicina a un fatto qualsiasi del mondo con un giudizio già formato, che porta seco dalla vita trascorsa, respinge, per causa di questo suo giudizio, l’influenza imparziale e serena che quel fatto potrebbe esercitare su di lui.

Anche il bambino più ignorante ha qualcosa da rivelare al più grande dei saggi; ma se quest’ultimo si avvicina al bambino con un sapiente suo giudizio già formato, questa stessa sapienza si intrometterà, come un vetro opaco, fra lui e ciò che quel bambino gli potrebbe rivelare.

Chi vuole entrare nel sentiero della conoscenza superiore, deve a ogni istante esercitarsi a spegnere sé stesso e tutti i propri pregiudizi. Quanto più egli vi riuscirà, e tanto più le cose potranno penetrare in lui.

La scienza occulta nelle sue linee generali
Die Geheimwissenschaft im Umriss, 1910 - Selezione Aforismario

La conoscenza umana, così come si esplica nella vita giornaliera e nella scienza comune, è realmente costituita in modo, che non può penetrare nei mondi soprasensibili.

La facoltà conoscitiva dell’uomo può essere rinforzata, rinvigorita, così come può essere rinforzata la capacità visiva degli occhi. I mezzi però che servono a rinvigorire la conoscenza sono di natura spirituale; sono processi interiori.

Ciò che attrae molti seguaci della scienza occulta (o occultismo) non è altro che una fatale ricerca dell'ignoto, del misterioso, dell'oscuro.

Dietro il mondo visibile vi è un mondo invisibile, un mondo che si nasconde a tutta prima ai sensi e al pensiero legato con essi.

Lo studio del mondo visibile pone all'uomo dei problemi, che non potranno mai esser risolti in base ai fatti del mondo visibile stesso. 

A coloro che considerano come temerarietà entrare nel campo dell'invisibile, l'occultista mostra semplicemente che ciò si può fare, e che sarebbe un peccato lasciare incolte le facoltà largite all'uomo, anziché svilupparle ed usarle.

La via alla scienza occulta sarà trovata a momento opportuno da ogni essere umano che fuor dal visibile riconosce (o anche solo suppone o sospetta) l'esistenza di qualche cosa di nascosto, e che, dalla coscienza che le forze conoscitive sono capaci di sviluppo, è portato a sentire che il nascosto gli si può svelare. 

Si ha un indebolimento della vita, anzi una morte dell'anima, quando l'uomo si vede costretto a volger le spalle all'invisibile, o a rinnegarlo. E, in certe circostanze, quando l'uomo perde la speranza che l'invisibile gli venga rivelato, si ha vera disperazione.

Se l'uomo rovina la sua vita perdendo la connessione con l'invisibile, egli non solo distrugge entro di sé qualche cosa la cui scomparsa può spingerlo col tempo alla disperazione, ma egli crea, con la sua debolezza, un ostacolo allo sviluppo dell'intero mondo nel quale vive.

La scienza occulta, in quanto palesa le cose nascoste, è atta a vincere ogni sfiducia, ogni incertezza, ogni disperazione, tutto ciò — in breve — che indebolisce la vita e la rende incapace di compiere la sua necessaria funzione nell'Universo.

Questo è il ricco frutto della scienza occulta: essa dà forza e consistenza alla vita, oltre a soddisfare il desiderio di conoscenza.

II sentiero che conduce all'unione dell'anima col divino è quello che porta alla conoscenza delle opere del divino. L'innalzamento del cuore è la conseguenza dell'intrinsechezza colle creazioni dello Spirito.

Come l’anima senziente e l’anima razionale vivono nel mondo esterno, così un terzo elemento dell’anima si immerge nel divino, quand’essa arriva alla percezione della sua propria essenza.

L’uomo può trovare in sé un che di divino, perché la sua più intima essenza proviene dal divino.

Quel che l’uomo riconosce nel visibile deve essere completato e fecondato, per mezzo di quel che egli può apprendere circa i mondi invisibili. 

Per mezzo dell’immaginazione, dell’ispirazione e dell’intuizione, la conoscenza soprasensibile si eleva gradatamente fino a quelle regioni del mondo spirituale, in cui le divengono accessibili le entità, che prendono parte all’evoluzione del mondo e dell’umanità. 

Note
Leggi anche le citazioni degli autori: Omraam Mikhaël AïvanhovGeorges Gurdjieff