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Frasi e citazioni di Friedrich von Hayek

Selezione di frasi e citazioni di Friedrich von Hayek (Vienna, 1899 - Friburgo in Brisgovia, 1992), economista e sociologo austriaco naturalizzato britannico. Nel 1974, Friedrich von Hayek è stato insignito, insieme a Gunnar Myrdal, del Premio Nobel per l'economia "per il lavoro sulla teoria monetaria, sulle fluttuazioni economiche e per le analisi sull'interdipendenza dei fenomeni economici". Riguardo alla propria attività intellettuale, ha affermato Friedrich von Hayek:
"Benché mi consideri soprattutto un economista, sono sempre più portato a pensare che le risposte a molti dei pressanti problemi sociali dei nostri tempi si potrebbero, in definitiva, individuare nel riconoscimento dei princìpi che sono al di fuori della portata dell’economia e di qualsiasi altra disciplina a sé stante. Pur avendo cominciato a interessarmi di problemi di economia politica, lentamente sono stato attratto dall’ambizioso e forse presuntuoso proposito di studiare quegli stessi problemi attraverso una completa riaffermazione dei princìpi fondamentali di una filosofia della libertà". [La società libera, 1960].
Foto di Friedrich von Hayek
Le "emergenze" sono sempre state il pretesto con cui sono state erose le tutele della libertà individuale, e una volta sospese non è difficile per chi ha assunto tali poteri emergenziali
far sì che l'emergenza persista. (Friedrich von Hayek)

La via della schiavitù
The Road to Serfdom, 1945

È essenziale che l'accesso a qualsiasi attività economica sia aperto a tutti alle medesime condizioni, e che la legge non tolleri nessun tentativo da parte di individui o di gruppi di limitare tale accesso con la forza, palese o larvata.

Non c'è niente nei principi fondamentali del liberalismo che lo configuri come un credo stazionario; non ci sono regole rigide stabilite una volta per tutte.

Se "capitalismo" significa un sistema competitivo fondato sulla libera disponibilità della proprietà privata, è di grande rilievo comprendere che la democrazia è possibile solo all'interno di un sistema del genere.

L'abuso della ragione
The Counter-Revolution of Science, 1952

L’uomo non va mai incontro a errore più grave di quelli che commette quando si ostina a spingersi sempre più innanzi, all’infinito, per la strada lungo la quale ha colto i suoi maggiori successi. 

La convinzione che i processi coscientemente guidati siano necessariamente superiori a qualsiasi processo spontaneo è, in realtà, una stravagante superstizione.

Tutti i processi sociali che meritano di essere definiti “sociali”, appunto per distinguerli dalle azioni dei singoli, sono, per così dire, ex definitione non consci.

Affermare che siamo in grado di spiegare il nostro sapere equivale ad affermare che noi conosciamo più di quel che realmente conosciamo: asserto assolutamente insensato nel significato letterale del termine.

La società libera
The Constitution of Liberty, 1960 - Selezione Aforismario

Perché possano continuare a conservare la loro influenza sulla mente umana, le antiche verità devono esser riaffermate nella lingua e secondo i concetti delle generazioni successive.

Se nella odierna grande lotta delle idee vogliamo vincere, dobbiamo anzitutto sapere in cosa crediamo. Se vogliamo evitare di andare alla deriva, dobbiamo anche avere ben chiaro in mente cosa vogliamo salvare.

La politica estera, oggi, è in gran parte questione del trionfo di un’ideologia politica su di un’altra; e dalla nostra capacità di radunare gran parte del mondo attorno a un ideale comune può dipendere la nostra stessa sopravvivenza.

Quando lo spirito d’iniziativa manca effettivamente, il primo compito è risvegliarlo; e questo potrà farlo un regime di libertà, certo non uno d’irregimentazione.

La nostra libertà è minacciata in molti campi, perché siamo troppo inclini a lasciare le decisioni all’esperto o ad accettare, senza critiche, la sua opinione su un problema di cui egli conosce solo un piccolo aspetto. 

L’economista non può asserire di avere conoscenze tali da abilitarlo a coordinare gli sforzi di tutti gli altri specialisti; può solo affermare che la sua occupazione professionale, con il superamento di obiettivi contrastanti, lo ha reso più d’altri consapevole dell’impossibilità che una mente umana possieda tutte quelle conoscenze che guidano la società nel suo corso.

La tradizione della libertà non è creazione esclusiva di un solo paese e nessuna nazione è la sola detentrice del suo segreto, neppure oggi. 

La libertà non è solo un valore a sé stante, ma la fonte e la condizione prima di quasi tutti i valori morali.

Quel che una società libera offre all’individuo è molto più di quanto egli sarebbe capace di fare per il solo fatto di essere libero.

La libertà, in pratica, dipende da questioni molto prosaiche, e chi vuol conservarla deve dar prova della sua devozione, occupandosi anche degli interessi mondani della vita pubblica, pronto a cercare di capire i problemi che l’idealista è spesso incline a considerare volgari, se non sordidi.

Il compito di una politica di libertà dev’essere quello di ridurre al minimo la coercizione o i suoi dannosi effetti, pur non potendo eliminarla del tutto.

La libertà presuppone che l’individuo abbia una sua sicura sfera privata e che l’ambiente attorno a lui sia tale da non permettere a nessuno d’interferire.

Mentre gli usi della libertà sono molti, la libertà è una sola. Le libertà appaiono solo quando la libertà manca.

La libertà è essenziale per far posto all'imprevedibile e all'impredicibile; ne abbiamo bisogno perché abbiamo imparato ad aspettarci da essa le occasioni per raggiungere molti dei nostri obiettivi.

L’uguaglianza davanti alla legge è stata il grande scopo della lotta per la libertà.

Se la difesa della libertà implica che tutti siano trattati allo stesso modo, non è perché postuli l’uguaglianza di fatto fra gli uomini, né perché tenti di crearla. Siffatta difesa non solo riconosce che gl’individui sono molto diversi, ma è in gran parte basata su tale presupposto: insiste sul fatto che le differenze individuali non forniscono alcun motivo di diversità di trattamento e, anzi, rifiuta quelle diversità di trattamento che di fatto si renderebbero necessarie per garantire un’uguale posizione degli individui nella vita sociale.

Che tutti debbano esser trattati allo stesso modo davanti alla legge, anche se sono diversi, è parte essenziale della richiesta d’uguaglianza.

Libertà non significa solo che l’individuo ha nello stesso tempo la possibilità e l’onere della scelta; significa anche che deve subire le conseguenze delle proprie azioni e che per esse incontrerà biasimo o lode. 

Libertà e responsabilità sono inseparabili.

Per poter conservare una società libera, occorre riconoscere che il desiderio di raggiungere un particolare scopo non basta a giustificare l’impiego della forza. 

Indubbiamente, molti temono la libertà, perché la possibilità di costruire la propria vita significa anche lavoro incessante, disciplina che l’uomo deve imporsi per poter raggiungere i suoi scopi.

Riconoscere che ogni persona ha una propria scala di valori, che dovremmo rispettare anche se non li approviamo, fa parte del valore che attribuiamo alla personalità individuale.

Credere nella libertà significa che non ci consideriamo i supremi giudici dei valori di un altro, che non ci sentiamo autorizzati a impedirgli di perseguire scopi che disapproviamo, finché egli non infranga la sfera ugualmente protetta degli altri.

Una società che non riconosca a ciascun individuo valori propri e il diritto di perseguirli non può nutrire rispetto per la dignità dell’individuo e non può veramente sapere cosa sia la libertà.

In una società libera, un individuo sarà stimato a seconda del modo in cui usa la propria libertà. Senza la libertà, la stima morale non avrebbe alcun significato.

La libertà è la possibilità di far bene, ma lo è solo quando è anche la possibilità di far male.

L’onere della scelta che la libertà impone, la responsabilità del proprio destino che una società libera colloca sulle spalle dell’individuo, è divenuta, nelle condizioni del mondo moderno, una delle principali fonti d’insoddisfazione.

A mano a mano che la società e la sua complessità si estendono, le ricompense che un uomo può sperare di guadagnarsi dipendono, in misura sempre maggiore, non dalle abilità e capacità che si possono avere, ma dalla giusta utilizzazione che se ne farà.

Non esiste delusione più pungente di quella provocata dal sentimento di quanto utili si sarebbe potuti essere al proprio prossimo e di quanto sprecate siano state le proprie doti.

Fa parte dell’essenza di una società libera che il valore e la remunerazione di un uomo non dipendano dalla capacità in astratto, ma dal suo successo nel riuscire a trasformarle in un servizio concreto, utile a quanti potranno ricambiarglielo.

In una società libera, siamo ricompensati non per le nostre capacità, ma per saperle utilizzare nel modo giusto.

Sebbene in gran parte falsa, la convinzione che tutto dipenda solo dai propri sforzi, dalla propria capacità e intelligenza può avere effetti molto benefici sull’energia e oculatezza dell’individuo.

Se la presuntuosa superbia di chi ha successo è spesso intollerabile e odiosa, la fiducia che il successo dipenda completamente da se stessi è probabilmente il più efficace e pragmatico incentivo per un’azione coronata da buon fine.

Quanto più un uomo indulge alla tentazione d’imputare agli altri o alle circostanze i propri fallimenti, tanto più avrà tendenza a diventare inefficace e scontento.

Studi di filosofia, politica ed economia
Studies in Philosophy, Politics and Economics, 1967

L’uomo è stato spinto alla ricerca scientifica dalla meraviglia e dal bisogno. Dei due, la meraviglia è stata incomparabilmente più fertile.

È ovviamente un elementare dovere di onestà intellettuale distinguere chiaramente fra le connessioni di causa ed effetto, sulle quali la scienza è competente a pronunciarsi, e la desiderabilità o indesiderabilità di particolari risultati. La scienza in quanto tale non ha chiaramente nulla da dire sul valore relativo dei fini ultimi.

Nuovi studi di filosofia, politica, economia e storia delle idee
New Studies in Philosophy, Politics, Economics and the History of Ideas, 1978

Credo che, dopo un po' di socialismo, la gente riconosca generalmente che è preferibile, per il proprio benessere e relativo status, dipendere dall'esito del gioco del mercato piuttosto che dalla volontà di un superiore al quale si sia assegnati d'autorità.

Poiché l'azione è la fonte principale delle conoscenze individuali, su cui poggia il progresso sociale di avanzamento del sapere, le ragioni della libertà di azione sono altrettanto forti di quelle della libertà di opinione.

Legge, legislazione e libertà
Law, Legislation and Liberty, 1986

Le "emergenze" sono sempre state il pretesto con cui sono state erose le tutele della libertà individuale − e una volta sospese non è difficile per chi ha assunto tali poteri emergenziali far sì che l'emergenza persista.
['Emergencies' have always been the pretext on which the safeguards of individual liberty have been eroded -- and once they are suspended it is not difficult for anyone who has assumed such emergency powers to see to it that the emergency persists].

Assicurare un reddito minimo a tutti, o a un livello sotto cui nessuno scenda, quando non può provvedere a se stesso, non soltanto è una protezione assolutamente legittima contro rischi comuni a tutti, ma è un compito necessario della Grande Società.

Non vi è motivo per cui in una società libera lo stato non debba assicurare a tutti la protezione contro la miseria sotto forma di un reddito minimo garantito, o di un livello sotto il quale nessuno scende.

Note
Leggi anche le citazioni degli economisti: John Kenneth Galbraith - John Maynard KeynesLudwig von Mises

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