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Frasi e citazioni di Jack Welch

Selezione di frasi e citazioni di Jack Welch, all'anagrafe John Francis Welch Jr. (Peabody, 1935 - New York, 2020), dirigente d'azienda statunitense, presidente e CEO di General Electric (GE) dal  1981 al 2001. Ha detto di sé Jack Welch:
"Se c’è qualcosa per cui vorrei essere ricordato è il fatto di aver aiutato la gente a capire che la leadership consiste nell’aiutare i collaboratori a crescere e ad avere successo. Lo ripeto ancora una volta: la leadership non riguarda voi, riguarda loro. Vorrei anche essere ricordato come un grande fautore della trasparenza e della meritocrazia, e per aver sempre creduto che tutti meritino una chance".
Le seguenti riflessioni di Jack Welch sono tratte dal libro Vincere (Winning, 2005).
Assumete un atteggiamento positivo e diffondetelo intorno a voi;
non lasciatevi mai vittimizzare; e, per l’amor del cielo, divertitevi.
(Jack Welch)
Vincere
Winning (con Suzy Welch), 2005 - Selezione Aforismario

Penso che vincere sia meraviglioso. Non bello: meraviglioso. Vincere nel business è meraviglioso perché quando le aziende vincono le persone prosperano e crescono. Ci sono più posti di lavoro e più opportunità per tutti.

Assumete un atteggiamento positivo e diffondetelo intorno a voi; non lasciatevi mai vittimizzare; e, per l’amor del cielo, divertitevi.

Alla fine della giornata, le mission efficaci mettono in equilibrio il possibile e l’impossibile. Danno alle persone un senso ben preciso della direzione che conduce al profitto, e l’ispirazione che li fa sentire parte di qualcosa di grande e importante.

Definire la mission è una responsabilità esclusiva del top management. La mission non si può e non si deve delegare a nessuno, se non a coloro che sono chiamati personalmente a risponderne.

La mancanza di sincerità blocca sostanzialmente le idee brillanti e l’azione rapida, e impedisce ai collaboratori di talento di dare il meglio di sé. È un’autentica killer.

Alla fine ci si rende conto che la gente non dice quello che pensa per il semplice fatto che è più facile fare così.

Per ottenere la trasparenza, premiatela, elogiatela e parlatene diffusamente. Ma soprattutto, dimostratela voi stessi in modo esuberante e perfino esagerato.

Dimenticatevi della concorrenza esterna quando il vostro peggior nemico è la comunicazione interna!

L’azienda ha a disposizione solo un certo quantitativo di denaro e di tempo manageriale. I leader vincenti investono dove il ritorno è più elevato. E riducono da tutte le altre parti.

Ricordatevi che quando vi hanno assegnato un ruolo di leader, non vi hanno incoronati; vi hanno dato il compito di tirare fuori il meglio dai vostri collaboratori. 

Prima di diventare leader, il successo sta tutto nel crescere professionalmente. Quando si diventa leader, il successo sta tutto nel far crescere professionalmente gli altri.

I leader sviluppano incessantemente il loro team, usando tutte le interazioni come opportunità di valutazione, di coaching e di rafforzamento dell’autostima.

I leader fanno in modo che i collaboratori non si limitino a capire la vision, ma la vivano e la respirino.

I leader entrano nel sangue di tutti, trasudando energia positiva e ottimismo.

I leader creano un clima di fiducia attraverso la sincerità, la trasparenza e il credito.

I leader hanno il coraggio di prendere decisioni impopolari e di seguire l’istinto.

I leader indagano con una curiosità che sconfina nello scetticismo, e fanno in modo che alle loro domande si risponda con l’azione.

I leader ispirano con l’esempio l’assunzione di rischi e l’apprendimento.

Proteggere chi dà una performance insoddisfacente si ritorce spesso contro di lui o di lei. Ma il peggio è che è offensivo nei suoi confronti.

In qualunque situazione aziendale, entrare nella parte della vittima è totalmente autodistruttivo. E in termini di carriera, è un atteggiamento che uccide tutte le opzioni; può essere addirittura l’inizio di una spirale esiziale per il vostro futuro lavorativo.

Alcuni hanno idee migliori degli altri; alcuni sono più intelligenti, più esperti o più creativi degli altri; ma tutti dovrebbero essere ascoltati e rispettati.

Sfruttate tutte le opportunità per infondere autostima in coloro che hanno dimostrato di meritarsela. Usate ampiamente gli elogi, e più specifici sono, meglio è.

Il lavoro è troppo importante nella vita per non celebrare le vittorie. Fatelo più spesso che potete. Fatene delle occasioni da ricordare.

Chi è dotato di energia positiva ama semplicemente la vita.

Le persone efficaci sanno quando smettere di ponderare e prendere una decisione delicata, anche se non hanno a disposizione tutte le informazioni necessarie. Non c’è nulla di peggio di un manager che non sia in grado di tagliar corto.

Pochissime aziende hanno dei sistemi di valutazione efficaci. Questo non è solo negativo, è terribile!

Le targhe e i festeggiamenti hanno la loro importanza. Ma senza denaro, perdono un bel po’ di impatto.

Le persone in gamba non pensano mai di essere arrivate al massimo del loro rendimento lavorativo. Ma muoiono dalla voglia di arrivarci!

I veri agenti di cambiamento non superano il 10 per cento dell’intera popolazione manageriale. Hanno coraggio o, per meglio dire, una certa mancanza di timore nei confronti dell’ignoto.

Nella gestione della crisi c’è una piccola positività: non si deve quasi mai affrontare due volte lo stesso disastro.

In fatto di strategia pensate di meno e agite di più.

Definire una strategia significa fare delle scelte molto precise su come competere. Non potete offrire tutto a tutti, quale che sia la dimensione della vostra azienda o l’entità delle sue risorse finanziarie.

Se vanno nella direzione giusta e sono abbastanza flessibili, le strategie non devono cambiare tanto spesso.

Si dice che la vita si può vivere solo guardando avanti e comprendere solo guardando indietro. Lo stesso principio vale per la carriera.

Come si fa a trovare il lavoro giusto? La prima risposta è semplice: dovete vivere lo stesso processo iterativo, faticoso, logorante, ad alti e bassi, che vivono tutti coloro che lavorano.

Può apparire molto nobile dire che non vi interessa diventare ricchi, ma poi bisogna convivere con quella decisione nel corso degli anni, specie quando il mutuo per la casa e la scuola dei figli pesano significativamente sul bilancio familiare.

Tutti gli altri aspetti di un lavoro possono essere perfetti – il compito, la retribuzione, la sede – ma se non vi trovate bene quotidianamente con i vostri colleghi, quel lavoro può diventare una tortura.

Dovete trovare «le vostre persone» e prima è, meglio è. Nessun posto di lavoro è ideale se manca una sensibilità comune.

Tutte le carriere, per programmate che possano apparire, sono influenzate da qualche elemento di pura casualità.

Il modo più sicuro per autosabotarsi è diventare una spina nel fianco della propria organizzazione.

Se il vostro piano di carriera non vi rende felici, un giorno o l’altro vi sveglierete in una sorta di inferno, dove tutti sono contenti tranne voi.

Nel mondo c’è una quantità di cretini. E alcuni arrivano a essere capi.

L’equilibrio tra vita lavorativa e vita privata è uno scambio, un patto che avete stipulato con voi stessi in merito a che cosa tenere e a che cosa rinunciare.

Note
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