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Aforismi, frasi e citazioni sugli Algoritmi

Raccolta di aforismi, frasi e citazioni sull'algoritmo, dal latino algorithmus o algorismus, da al-Khuwārizmī, regione dell’Asia Centrale da cui proveniva il matematico arabo del IX secolo Muḥammad ibn Mūsa. In epoca medioevale, il termine "algoritmo" indicava i procedimenti di calcolo numerico fondati sopra l’uso delle cifre arabiche. 
Nelle seguenti citazioni il termine "algoritmo" è usato col significato che ha oggi in informatica, cioè un insieme di istruzioni che deve essere applicato per eseguire un’elaborazione o risolvere un problema. 
Secondo la definizione del matematico Ennio Peres: "Con il termine algoritmo, deve intendersi una procedura composta da una sequenza di istruzioni, che consente di conseguire un determinato risultato partendo da una situazione iniziale assegnata". [Che cosa sono gli algoritmi, 2020].
Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni correlate a questa sulla matematica, sull'informatica, il computer, internet, Google e intelligenza artificiale. [I link sono in fondo alla pagina].
Algoritmi sul monitor di un computer
Nella società dell’algoritmo svaniscono garanzie che avrebbero dovuto mettere
le persone al riparo dal potere tecnologico, dall’espropriazione della loro individualità
da parte delle macchine. (Stefano Rodotà)

In maniera ultrarapida, un numero sempre maggiore di ambiti – la cultura, il sapere e l’informazione, ma anche la salute, la città, i trasporti, il lavoro, la finanza e addirittura l’amore e il sesso – è stato attrezzato di algoritmi. Questi organizzano e strutturano le informazioni, aiutano a prendere decisioni o automatizzano processi che eravamo abituati a controllare da soli. 
Dominique Cardon, Che cosa sognano gli algoritmi, 2015

A partire da dati sempre più sorprendenti (spostamenti, scontrini, clic su internet, consumo elettronico, tempo di lettura di un libro sui tablet, numero di passi registrati da un podometro), gli algoritmi codificano il mondo, lo classificano e predicono il nostro futuro.
Dominique Cardon, ibidem

Tale e quale a una ricetta di cucina, un algoritmo è una serie d’istruzioni che permettono di ottenere un risultato. In modo ultrarapido, l’algoritmo opera un insieme di calcoli a partire da gigantesche masse di dati (i big data). Organizza gerarchicamente l’informazione, indovina ciò che ci interessa, seleziona i beni che preferiamo e si sforza di sostituirci in numerosi compiti. Siamo noi a fabbricare questi calcolatori, ma in cambio loro ci costruiscono.
Dominique Cardon, ibidem

Basta che gli si diano dei dati e un obiettivo, e l’algoritmo definirà da solo la teoria giusta affinché, in ogni situazione, le correlazioni siano quelle più efficaci rispetto all’obiettivo che si vuole raggiungere.
Dominique Cardon, ibidem

Nei servizi digitali, un algoritmo «funziona» davvero quando riesce ad armonizzarsi a tal punto con l’ambito nel quale opera, da portare gli attori a regolare le loro azioni sui suoi verdetti, da nutrirne gli immaginari secondo i principi da lui stabiliti. Lo si può dire del PageRank di Google, del sistema di raccomandazioni di Amazon, dei voti attribuiti agli alberghi da TripAdvisor o del GPS integrato nelle automobili.
Dominique Cardon, ibidem

Vista dalla prospettiva degli algoritmi, la società non è più fondata su grandi sistemi di determinazione, ma è una specie di microfisica dei comportamenti e delle interazioni, decodificabile grazie a sensori posti a basso livello.
Dominique Cardon, ibidem

Gli algoritmi fanno una gerarchia delle informazioni, ed è per questo che sono utili e persino essenziali. Ma è indispensabile che i servizi spieghino all’utente le priorità che determinano le decisioni dei loro calcolatori; e che si possa verificare, in modo totalmente indipendente, che non vi siano interessi nascosti, deformazioni clandestine o favoritismi che alterano il servizio reso.
Dominique Cardon, ibidem

In quanto funzionano come puri e semplici processi automatici, gli algoritmi danno spesso risultati statistici imperfetti, stupidi o scioccanti.
Dominique Cardon, ibidem

Gli algoritmi seguono le loro procedure stupidamente e mancano tanto più di tatto e di senso morale in quanto, limitandosi a calcolare tracce di azioni, fanno sparire le categorie che potrebbero impedire loro di tener conto di tale o tal altro risultato. I nuovi calcolatori aspirano a essere il riflesso idiota di una regolarità statistica.
Dominique Cardon, Che cosa sognano gli algoritmi, 2015

Gli algoritmi regolano la vita di tutti i giorni. Anzi, potremmo quasi dire che la dominano, visto che, per dirne soltanto una, sono loro a stabilire un ordine alle nostre ricerche su Internet.
Fabio Caressa, Sono tutte finali, 2019

Gli algoritmi di ultima generazione vengono definiti «intelligenti» e sono in grado di discernere da soli i dati interessanti per la loro analisi, di eliminare quelli superflui e di affinare via via la ricerca imparando da se stessi. Come avere una foto di un albero e piano piano zoomare verso una singola foglia.
Fabio Caressa, ibidem

Lo studio di sua maestà l’algoritmo ci mette a disposizione informazioni sempre più dettagliate e strumenti di analisi sempre più potenti, ed è probabile che nel corso della nostra vita tutto ciò ci permetterà di restringere ulteriormente il campo dell’imprevedibile. Potremo cioè limitare il caso e la fortuna, confinandola ad ambiti via via più circoscritti. Questo tipo di conoscenza ci consentirà di prevedere quello che potrebbe accadere. Tuttavia, dovremo continuare comunque a fare i conti con l’imprevedibile.
Fabio Caressa, Sono tutte finali, 2019

Ho sviluppato un algoritmo che mi ha fatto un elenco dettagliato dei miei prossimi fallimenti.
Diego De Silva, Superficie, 2018

L’economia e la politica, forme di organizzazione umana che paiono vivere di leggi, algoritmi e regole, in realtà sono figlie dei sentimenti prevalenti.
Oscar Farinetti, Breve storia dei sentimenti umani, 2019

Gli algoritmi vi guardano anche in questo momento. Osservano dove andate, cosa comprate, chi incontrate. Presto saranno in grado di controllare tutti i vostri passi, ogni vostro respiro, tutti i battiti del vostro cuore. Usano i Big Data e l’apprendimento automatico per conoscervi sempre meglio. E una volta che questi algoritmi vi conosceranno meglio di voi stessi, potranno controllarvi e manipolarvi, e non potrete fare granché per contrastarli. Vivrete in Matrix, o nel Truman Show. In definitiva si tratta di un semplice dato di fatto: se gli algoritmi comprendono quanto vi accade meglio di quanto lo comprendiate voi stessi, l’autorità si trasferirà a loro.
Yuval Noah Harari, 21 lezioni per il XXI secolo, 2018

Gli algoritmi che elaborano i Big Data potrebbero instaurare dittature digitali in cui tutto il potere è concentrato nelle mani di una minuscola élite mentre la maggior parte delle persone soffre non tanto per lo sfruttamento, bensì per qualcosa di molto peggiore: l’irrilevanza.
Yuval Noah Harari, ibidem

Proprio come l’autorità divina era legittimata dalle mitologie religiose e l’autorità degli uomini è stata giustificata dalla narrazione liberale, allo stesso modo l’emergente rivoluzione tecnologica potrebbe istituire l’autorità degli algoritmi dei Big Data, e condannare l’idea stessa di libertà individuale.
Yuval Noah Harari, ibidem

Quando la rivoluzione delle tecnologie biologiche si unirà alla rivoluzione delle tecnologie informatiche, produrrà algoritmi che potranno capire e controllare i miei sentimenti meglio di me, e l’autorità si sposterà dagli esseri umani ai computer. Crollerà la mia illusione di avere una libera volontà e ogni giorno troverò istituzioni, aziende e agenzie governative che comprenderanno e manipoleranno quello che finora è stato il mio inaccessibile regno interiore.
Yuval Noah Harari, ibidem

Con la sempre più profonda comprensione del modo in cui prendiamo le nostre decisioni permessa dalla scienza, è probabile che la tentazione di affidarsi agli algoritmi cresca. Scoprire i processi di decisione del nostro cervello non renderà solo più affidabili gli algoritmi dei Big Data, renderà anche meno attendibili i sentimenti umani.
Yuval Noah Harari, ibidem

Gli algoritmi commetteranno sempre errori dovuti a carenza di dati, a una programmazione difettosa, a definizioni confuse dell’obiettivo e alla caratteristica caotica della vita.
Yuval Noah Harari, ibidem

Se l’autorità passa dagli esseri umani agli algoritmi, non possiamo più vedere il mondo come un luogo dove individui autonomi lottano per fare le scelte giuste. Invece potremmo percepire l’intero universo come un flusso di dati, vedere gli organismi come poco più che algoritmi biochimici e credere che la vocazione cosmica dell’umanità sia creare un sistema globale di elaborazione dei dati onnicomprensivo – e poi fondersi con esso.
Yuval Noah Harari, ibidem

Non investiamo quasi nulla per esplorare la mente umana e ci concentriamo invece su come aumentare la velocità delle connessioni Internet e l’efficienza dei nostri algoritmi di Big Data. Se non stiamo attenti finiremo per regredire e useremo in modo sbagliato computer avanzati per portare alla distruzione noi stessi e il mondo.
Yuval Noah Harari, ibidem

Quando la tecnologia è migliorata, sono accadute due cose. Primo, quando i coltelli fatti di selce si sono evoluti in missili nucleari, è divenuto più rischioso destabilizzare l’ordine sociale. Secondo, quando le pitture rupestri si sono evolute nei programmi televisivi, è divenuto più facile illudere la gente. In un prossimo futuro, gli algoritmi potrebbero portare questo processo a compimento, rendendo quasi impossibile alle persone osservare la realtà che le riguarda e le costituisce. Saranno gli algoritmi a decidere per noi chi siamo e che cosa dovremmo sapere di noi stessi.
Yuval Noah Harari, 21 lezioni per il XXI secolo, 2018

Non esiste un algoritmo per la creatività.
[There is no algorithm for creativity].
Andy Hargreaves [1]

Un algoritmo deve essere visto per essere creduto.
[An algorithm must be seen to be believed].
Donald Knuth [1]

Non esiste un algoritmo per l'umorismo.
Robert Mankoff [1]

Non lagnarti se hai perso potere decisionale. Se l’idea di sottostare a degli algoritmi ti fa orrore, ficcatelo in testa: lo stai già facendo. E ti piace pure.
Mark Manson, Siamo fottuti, 2019

L'algoritmo senza umanità è barbarie digitale.
Abhijit Naskar [1]

Gli algoritmi che orchestrano i nostri annunci stanno iniziando a orchestrare le nostre vite.
Eli Pariser [1]

Spesso, quando si fa matematica, ci si sforza di trovare algoritmi, ma questo sforzo stesso non sembra essere un procedimento algoritmico.
Roger Penrose [1]

È bene sottolineare che, ai fini della reale efficacia di un algoritmo, la funzione dell’esecutore assume un’importanza non secondaria rispetto a quella dell’analista. Così come, per la buona resa di un brano musicale, è fondamentale non solo il ruolo dell’autore che lo ha composto, ma anche quello dell’interprete (cantante o strumentista) che lo esegue.
Ennio Peres, Che cosa sono gli algoritmi, 2020

È mia opinione che il machine learning, o apprendimento automatico, ovvero l’applicazione e lo studio degli algoritmi che estraggono informazioni utili dalla massa informe dei dati, sia il campo più interessante dell’informatica. Viviamo in un’era in cui i dati sono disponibili in una quantità sovrabbondante; utilizzando gli algoritmi di autoapprendimento nel campo del machine learning, siamo in grado di trasformare questi dati in conoscenza.
Sebastian Raschka, Machine Learning con Python, 2015

Se ci pensiamo, ogni singolo istante della nostra giornata è tracciato, dalla navigazione web all’utilizzo di carte fedeltà, dai trasporti alle videocamere. Siamo sempre più «cibo per algoritmi».
Matteo Renzi, Un'altra strada, 2019

Gli algoritmi si sono sviluppati di pari passo con l’informatica e con la necessità di far eseguire alle macchine lunghe serie di operazioni ripetitive (ricerca, selezione, classificazione ecc.) al posto degli esseri umani: i computer infatti hanno l’apprezzabile caratteristica di non stancarsi mai.
François Reynaert e Vincent Brocvielle, Il Kit Del XXI Secolo, 2012

Nella società dell’algoritmo svaniscono garanzie che avrebbero dovuto mettere le persone al riparo dal potere tecnologico, dall’espropriazione della loro individualità da parte delle macchine. 
Stefano Rodotà, Il diritto di avere diritti, 2013

Una direttiva europea e molte leggi nazionali prevedono che tutti abbiano il diritto di conoscere la “logica applicata nei trattamenti automatizzati dei dati” e vietano ogni decisione “fondata esclusivamente su un trattamento automatizzato di dati destinati a valutare taluni aspetti della sua personalità”. Queste norme ci dicono che il mondo dei trattamenti automatizzati delle informazioni non può essere senza regole e che il ricorso all’algoritmo non può divenire una forma di deresponsabilizzazione dei soggetti che lo adoperano.
Stefano Rodotà, Il diritto di avere diritti, 2013

Molte media company hanno capito che il pubblico algoritmico sta diventando molto più importante del pubblico umano. Infatti, noi umani ricorriamo sempre di più alle macchine per setacciare il flusso di informazioni su internet, e ogni giorno di più le nostre scelte sono dettate dai capricci di quelle macchine. L’intermediario che abbiamo inserito tra noi e l’informazione che cerchiamo sta usurpando il nostro potere.
Charles Seife, Le menzogne del web, 2014

Gli algoritmi sono stupidi. Si lasciano ingannare facilmente da strani trucchetti e tecniche che sono sensati per gli informatici ma che non tengono molto conto della realtà esterna. Di conseguenza, non è difficile manipolare i ranking.
Charles Seife, ibidem

Molti avevano capito, già da anni, le potenzialità relazionali di internet. Ma unire un algoritmo a un’intuizione, e cavarci un affare planetario – be’, è un’altra cosa.
Beppe Severgnini, Italiani di domani, 2012

Gli algoritmi non fanno un buon lavoro quando si tratta di rilevare i propri difetti.
Clay Shirky [1]

Siamo talmente abituati a poter programmare tutto da non riuscire a tollerare, se non a fatica, la non misurabilità della vita, così intrinsecamente «umana» da non lasciarsi sempre ingabbiare in schemi predefiniti e astrattamente calcolabili. Si estende così, progressivamente, l’ambito di applicazione delle biotecnologie e dei processi algoritmici tesi a intervenire sulla dinamica della vita, riscrivendone i codici e modificandone i limiti.
Antonello Soro, Democrazia e potere dei dati, 2019

A tal punto si dubita del fattore umano da voler spesso scorgere, dietro la discrezionalità (del singolo, dell’amministrazione, della giustizia) l’ombra dell’accordo collusivo, della preordinazione dolosa verso un risultato e si finisce per preferire alla scelta dell’uomo il vincolo deterministico dell’algoritmo.
Antonello Soro, ibidem

La democrazia – tanto più nell’accezione personalista accolta dalla nostra Costituzione – può dirsi ancora tale finché siamo ancora noi a creare gli algoritmi e non gli algoritmi a creare noi, anticipando e indirizzando i nostri desideri, le nostre esigenze, la nostra stessa rappresentazione del reale.
Antonello Soro, ibidem

Con una sorta di cornice cognitiva basata sul rispecchiamento del proprio pregresso comportamento on-line, ci viene proposto ciò che assomiglia di più all’immagine di noi costruita dal motore di ricerca. Apprendendo dal nostro comportamento passato, l’algoritmo rafforza e conferma le nostre opinioni, indebolendo quell’etica del dubbio che è il presupposto necessario del rispetto della differenza e di ogni altra attitudine democratica. La bolla di filtri autoreferenziale in cui ci muoviamo rischia, dunque, di renderci sempre più intolleranti verso le differenze, negando il pluralismo informativo e le stesse straordinarie opportunità di arricchimento cognitivo che pur la rete potrebbe offrire.
Antonello Soro, Democrazia e potere dei dati, 2019

Un algoritmo è una sequenza ordinata di operazioni che produce un risultato in un tempo finito. Ogni volta che risolviamo un problema o svolgiamo un compito, di fatto eseguiamo un algoritmo.
Domenico Talia, La società calcolabile e i big data, 2018

Da quando gli algoritmi sono diventati programmi software e sono eseguiti dai computer, hanno assunto un ruolo speciale in molti ambiti e momenti del nostro vivere e in futuro potrebbero prendere anche il sopravvento sull’intera umanità.
Domenico Talia, ibidem

Gli algoritmi sono necessari per far funzionare i computer, per far sì che possano svolgere molte operazioni a noi utili e per semplificare molte attività umane, ma è assolutamente necessario non lasciare che siano le sequenze di istruzioni, con i loro cicli e le loro condizioni, a decidere cosa sia meglio per noi o addirittura cosa siamo noi stessi.
Domenico Talia, ibidem

Diventa necessario tutelare le persone dall’uso improprio e irresponsabile delle tecnologie software automatiche che gestiscono e trasformano le informazioni, evitando che accadano situazioni per le quali in futuro qualcuno si giustifichi dicendo: «È colpa dell’algoritmo».
Domenico Talia, ibidem

Data la loro pervasività e rilevanza, è tempo ormai di comprendere l’importanza di un uso maturo, consapevole e responsabile degli algoritmi eseguiti dai miliardi di computer, smartphone, tablet e macchine digitali che popolano il nostro mondo e condizionano la nostra vita.
Domenico Talia, ibidem

Gli algoritmi e le macchine che li sanno eseguire con enorme velocità, stanno aiutando le persone a risolvere molti problemi e le hanno liberate da molte incombenze, ma allo stesso tempo potrebbero imprigionarle in un mondo regolato dal loro potere.
Domenico Talia, ibidem

Sempre più gli algoritmi codificano il mondo, lo rappresentano e lo regolano e, di fatto, anche tramite la disponibilità dei Big Data, lo disegnano e lo ristrutturano. Sono, nei fatti, il più nuovo e il più potente soggetto politico che agisce nell’intero globo terrestre.
Domenico Talia, ibidem

I computer e i sistemi software che codificano gli algoritmi, sono stati creati da noi per soddisfare i nostri desideri, per semplificare le nostre vite, ma oggi sono i pilastri di un nuovo universo in cui, da soggetti principali rischiamo di diventare oggetti e loro stanno acquisendo il ruolo dei veri nuovi soggetti che regolano il nostro tempo.
Domenico Talia, La società calcolabile e i big data, 2018

Nessuna civiltà è pervasa di matematica come la nostra. Algoritmi, previsioni, automazioni, calcoli, cronometri, gps, conteggi energetici per perdere peso o acquistarne, lotterie, contapassi.
Chiara Valerio, La matematica è politica, 2020

Note
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