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Frasi e aforismi di Enrico Vaime

Selezione di aforismi e frasi ironiche di Enrico Vaime (Perugia 1936 - Roma 2021), autore televisivo, scrittore, drammaturgo e aforista italiano. Nella prefazione del libro La misticanza, scrive Roberto Corradi: "Enrico Vaime è inventore di molte cose, tutte riuscite ma dalle quali, comunque, prende sempre le distanze. Non è una civetteria, è lui. E se stesso, secondo me, è una delle cose che gli sono riuscite meglio".
La maggior parte dei seguenti aforismi sono tratti da: La misticanza, Aforismi per la vita (Imprimatur 2013), Gli amori finiscono, non preoccupatevi. Duecento42 aforismi circa (Alberti 2015) e I sogni nel cassetto se li mangiano le tarme (Alberti 2016).
Ama il prossimo tuo. A ferragosto. Su un autobus pieno
di gente. Senza aria condizionata. Prova! (Enrico Vaime)
Gli amori finiscono. Non preoccupatevi
Duecento42 aforismi circa © Aliberti 2015 - Selezione Aforismario

I sogni nel cassetto se li mangiano le tarme.

Perché le responsabilità si possono assumere e non anche licenziare?

Giuda sui trenta danari certamente non ha pagato la ritenuta d'acconto...

L'ozio è il padre dei vizi. Ma pochi sanno che la madre è la noia.

A volte basta aspettare.

"Guardi che non sono l'ultimo arrivato": lo dice anche il penultimo.

La buonafede la si concede anche ai cretini.

Non credo alle mie orecchie. Non sono diffidente: sono sordo.

Nel rendere pan per focaccia, chi finisce per rimetterci?

Va bene pensare al futuro. Ma non trascurare il condizionale.

È difficile aver fiducia in se stessi, conoscendosi a fondo.

Chi si accontenta, rode.

Gli amori finiscono: non preoccupatevi.

Per essere cretini bisogna crederci fino in fondo.

Si sentiva così sereno che pensò di essersi sbagliato.

Spesso il giornalismo non è che pettegolezzo praticato professionalmente.

Mangiamo tranquillamente le uova perché riusciamo a non pensare da dove escono.

"Mi lasci perdere": evitare di dirlo al tavolo di poker.

La fortuna aiuta gli audaci. E a noi, chi ci pensa?

Nel paradiso terrestre è bene non accettare mele dagli sconosciuti.

Dicono: "la miglior vendetta è il perdono". E se per caso fosse il contrario?

Dubitava di tutto. Persino di dubitare.

Ho perso la pazienza. L'ho ritrovata quando ormai non mi serviva più.

La testa è la prima cosa che si perde per una donna. Poi viene tutto il resto.

Era talmente egoista che, nelle gare di staffetta, non passava il testimone.

"Cosa ci fa nel mio letto accanto a mia moglie? Dorme? Eh?! Dico a lei! Va be: me lo spiega dopo, quando si sveglia..."

Le cose che non capiamo le esorcizziamo definendole "mistero". Come i logaritmi.

La prima risposta che viene in mente all'interrogato che non ha carattere è "senz'altro!"

I panni sporchi si lavano in famiglia. Per i single ci sono le lavanderie.

Che c'è sotto un sottosegretario?

Le lingue straniere ci affascinano solo se non dobbiamo studiarle.

Non sono contrario al matrimonio. Degli altri.

In questo paese di ignoranti uno che riesce a distinguere un condizionale da un congiuntivo rischia di passare per intellettuale.

E se sotto certi capolavori architettonici ci fosse il petrolio?! No, non voglio pensarci...

Non ci sono rimasto "male". Ci sono rimasto "così così".

Oggi non credo più a niente. Una volta, a niente ci credevo.

E anche le banalità diventano perle di saggezza.

Sempre fedele a se stesso e alle proprio idee. Così morì da cretino.
Ci si adatta a tutto, anche alla fortuna. (Enrico Vaime)
Frasi varie
Selezione Aforismario

Ama il prossimo tuo. A ferragosto. Su un autobus pieno di gente. Senza aria condizionata. Prova! 

Bere troppo fa male. Non bere per niente, a volte, fa peggio.

Ci si adatta a tutto, anche alla fortuna.

"Come va l'arteriosclerosi?" "Non l'ho so, io c'ho la Volkswagen."

I cretini non sono più quelli di una volta.

Informazione sì, educazione no. Chi è che stabilisce come si educa? Chi è il ministro dell'educazione televisiva? Può anche capitare un imbecille che rende tutti imbecilli.

La vita non è come "Un posto al sole", a un certo punto finisce.

Io sono uno che dice sempre la verità. Anche a costo di mentire.

La sua presenza colpiva poco. Quando qualcuno diceva: “Erano tre o quattro”, “o quattro” era lui.

Mi avvalgo della facoltà di non pensarci.

Noi italiani siamo così indipendenti che certe sere possiamo anche fare tardi senza chiedere ogni volta il permesso a Reagan.

Oggi [alla RAI] rimpiangiamo le persone che un tempo ci facevano schifo.

Se l'Italia si è mossa è grazie alla velocità di comunicazione della televisione. La tv ha fatto quello che fanno le scuole per i ciucci.

Tutti possono arricchire tranne i poveri.

Una cosa che mi chiedo da oltre vent'anni: quando calienta el sol?

Note
Vedi anche aforismi di; Pino CarusoLuciano De Crescenzo - Roberto Gervaso

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