Aforismi sull'Aforisma di Mauro Parrini

Raccolta di aforismi sull'aforisma tratti dai libri di Mauro Parrini (Carmignano, 1961), docente di filosofia e aforista italiano. I seguenti "metaforismi" sono tratti dal libro A mani alzate, pubblicato nel 2009.
L'aforisma è la forma più pudica di scrittura, e se cerca la verità
è per nascondersi dietro di lei. (Mauro Parrini)
Gli aforismi, più che di parole, sono fatti di segni. Come 1'oracolo di Delfi, l'aforisma non dice, indica.

Un aforisma può anche essere fuori luogo, ma mai fuori tempo.

L'aforisma è breve perché prova ripugnanza nei confronti della realtà, e vuole toccarla il meno possibile.

L'aforisma è la forma più pudica di scrittura, e se cerca la verità è per nascondersi dietro di lei.

Un buon aforisma pulsa come un cuore sano: lo si riconosce ad orecchio, ascoltando il suo battito.

Scrivere aforismi è come giocare a dadi: si gettano le parole, ma raramente si vince.

Un aforisma nasconde sempre un eccesso di eccitazione nei confronti della verità: per questo vuole concludersi in fretta.

Anche il più profondo degli aforismi resta, alla fine, superficiale, come se le parole di cui si compone fossero troppo leggere per consentirgli di toccare il fondo. Quello che manca, alle sue parole, è il peso specifico della poesia.

All'aforisma, più che la verità, preme la salute del linguaggio.

Un eccesso di profondità di pensiero impedisce 1'aforisma: dai pozzi difficilmente scaturisce la rugiada.

L'aforisma ama il silenzio, e lo esprime con il minimo indispensabile dei suoni.

L'arte dell'aforisma consiste nel ricavare una assoluta pienezza dalla somma di due mancanze: quella di sistematicità e quella di immaginazione.

La verità dell'aforisma è sempre d'occasione, ed è indispensabile arrivarci in fretta per non lasciarsela sfuggire.

Difficilmente 1'aforisma contiene abbastanza senso per fecondare la verità: la sua essenza è quasi sempre sterile, e dà il meglio di sé quando si presenta come un' espressione consapevole di impotenza intellettuale.

Togliete il superfluo dal mondo, e resterà un aforisma.

Pensare un aforisma comporta uno sforzo intellettuale che ha qualcosa di infantile, come se l'arte minore dell'aforistica richiedesse 1'intelligenza di un minorenne: o di qualche grande immaturo, come Friedrich Nietzsche.

Scrivere aforismi è come fare lo strip-tease: non ci vuole fretta nel mettersi a nudo.

L'aforisma perfetto? Quello fatto di puri suoni: 1'equivalente di ciò che nella musica è il trallallero trallallà.

L'ultima cosa la dirà un aforisma: ma non ci sarà nessuno ad ascoltarla.

A nessuno dovrebbe essere consentito di scrivere più di un aforisma: non c'è anima così grande che non si possa esprimere con poche e precise parole.

Un buon aforisma è un frammento del mondo, non il frammento di una visione del mondo.

Un buon aforisma nasce soltanto da un mondo in rovina: è un' Apocalisse provocata con un colpo di spillo.

L'aforisma è un buco nero nel linguaggio: chi ci cade dentro rischia di non uscirne mai più.

Talvolta l'aforisma è la strada più breve tra il nulla e il significato; più spesso, tra il nulla e la punteggiatura.

Note

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