Aforismi, frasi e citazioni di Paul Ricoeur

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Paul Ricoeur (Valence 1913 - Châtenay-Malabry 2005), filosofo francese.
La felicità è, in qualche modo, ciò che mette un punto fermo
alla fuga in avanti del desiderio. (Paul Ricoeur)
Storia e verità
Histoire et vérité, 1955

Tutta la filosofia è in qualche modo la fine della storia.

Finitudine e colpa
Finitude et culpabilité, 1960  

Non esiste mai un linguaggio simbolico senza ermeneutica; là dove un uomo sogna e delira, un altro uomo si fa avanti per interpretare.

Dell’interpretazione
De l'interprétation. Essai sur Sigmund Freud, 1965 

La filosofia è etica nella misura in cui conduce dall’alienazione alla libertà e alla beatitudine.

La riflessione è l’appropriazione del nostro sforzo per esistere e del nostro desiderio d’essere, attraverso le opere che testimoniano di questo sforzo e di questo desiderio.

Il filosofo educato alla scuola di Cartesio sa che le cose sono dubbie, che non sono come appaiono; ma non dubita che la coscienza non sia cosí come appare a se stessa; in essa, senso e coscienza del senso coincidono; di questo, dopo Marx, Nietzsche e Freud, noi dubitiamo. Dopo il dubbio sulla cosa, è la volta per noi del dubbio sulla coscienza.

La scuola del sospetto. La dominano tre maestri che in apparenza si escludono a vicenda, Marx, Nietzsche e Freud.

Il simbolico è l'universale mediazione dello spirito tra noi e il reale: il simbolico vuol esprimere prima di ogni altra cosa la non immediatezza della nostra apprensione della realtà.

Tempo e racconto
Temps et récit, 1983-1985

Quello che succede è sempre qualcosa di diverso da ciò che ci aspettavamo.

Sé come un altro 
Soi-même comme un autre, 1990  

La felicità è, in qualche modo, ciò che mette un punto fermo alla fuga in avanti del desiderio.
[Le bonheur est, en quelque sorte, ce qui met un point d’arrêt à la fuite en avant du désir].

Fonte sconosciuta
Selezione Aforismario

La confusione in cui gli uomini si trovano deriva dl fatto che la sera non sanno perché al mattino si sono alzati, e perché domani ricominceranno.

La fatalità è nessuno, la responsabilità è qualcuno.

La fedeltà al passato non è un dato bensì un voto. Come tutti i voti può essere deluso, o tradito.

La legge morale ci comanda di fare del massimo bene possibile nel mondo l'oggetto finale di tutta la nostra condotta.

La riflessione è l’appropriazione del nostro sforzo per esistere e del nostro desiderio d’essere, attraverso le opere che testimoniano di questo sforzo e di questo desiderio. Per questo motivo la riflessione è più di una semplice critica del giudizio morale; anteriormente a ogni critica del giudizio, essa riflette su quell'atto di esistere da noi dispiegato nello sforzo e nel desiderio.

Non esiste mai un linguaggio simbolico senza ermeneutica; là dove un uomo sogna e delira, un altro uomo si fa avanti per interpretare.

Per dirla in poche parole, la vera cattiveria dell'uomo si manifesta solo nello Stato e nella Chiesa, in quanto istituzioni che raccolgono, che ricapitolano, che totalizzano.

Quello che io sono è incommensurabile con quello che io so.

Vi è nella sete di stima un desiderio di esistere non attraverso l’affermazione vitale di sé stessi, ma attraverso la grazia del riconoscimento altrui.

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