"Lentamente muore" o "Ode alla vita" di Martha Medeiros

Qui di seguito la celebre poesia Lentamente muore (o Ode alla vita), in italiano e in portoghese, di Martha Medeiros (Porto Alegre, 1961), giornalista, scrittrice e poetessa brasiliana. Così come la poesia Istanti è erroneamente attribuita a Jorge Luis Borges, e la poesia di Octavian Paler che circola su internet col titolo Le cose che ho imparato nella vita è di solito attribuita a Paulo Coelho, anche questa poesia di Martha Medeiros, Lentamente muore (A Morte Devagar, 2000), è generalmente considerata opera di Pablo Neruda.
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi, chi non cambia marcia, (Martha Medeiros)
Lentamente muore
Ode alla vita - A Morte Devagar, 2000

Lentamente muore 
chi diventa schiavo dell'abitudine, 
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, 
chi non cambia marcia, 
chi non rischia e cambia colore dei vestiti, 
chi non parla a chi non conosce. 

Muore lentamente 
chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione, 
chi preferisce il nero su bianco 
e i puntini sulle "i" 
piuttosto che un insieme di emozioni, 
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, 
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, 
quelle che fanno battere il cuore 
davanti all'errore e ai sentimenti. 

Lentamente muore 
chi non capovolge il tavolo
quando è infelice sul lavoro, 
chi non rischia la certezza per l'incertezza 
per inseguire un sogno, 
chi non si permette almeno una volta nella vita, 
di fuggire ai consigli sensati. 

Lentamente muore 
chi non viaggia, 
chi non legge, 
chi non ascolta musica, 
chi non trova grazia in sé stesso. 

Muore lentamente 
chi distrugge l'amor proprio, 
chi non si lascia aiutare 
chi passa i giorni a lamentarsi 
della propria sfortuna o della pioggia incessante. 

Lentamente muore 
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, 
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce 
o non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce. 

Evitiamo la morte a piccole dosi, 
ricordando sempre che essere vivo 
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore 
del semplice fatto di respirare. 

Soltanto l'ardente pazienza 
porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

A Morte Devagar 
Muere lentamente 
quien se transforma en esclavo del hábito, 
repitiendo todos los días los mismos trayectos, 
quien no cambia de marca,
no arriesga vestir un color nuevo
y no le habla a quien no conoce.
Muere lentamente 
quien hace de la televisión su gurú.
Muere lentamente quien evita una pasión,
quien prefiere el negro sobre blanco
y los puntos sobre las "íes" 
a un remolino de emociones,
justamente las que rescatan el brillo de los ojos,
sonrisas de los bostezos, 
corazones a los tropiezos
y sentimientos.

Muere lentamente 
quien no voltea la mesa 
cuando está infeliz en el trabajo,
quien no arriesga lo cierto por lo incierto
para ir detrás de un sueño,
quien no se permite por lo menos una vez en la vida, 
huir de los consejos sensatos.

Muere lentamente 
quien no viaja,
quien no lee, quien no oye música,
quien no encuentra gracia en sí mismo.

Muere lentamente 
quien destruye su amor propio,
quien no se deja ayudar,
quien pasa los días quejándose 
de su mala suerte o de la lluvia incesante.

Muere lentamente, 
quien abandonando un proyecto antes de iniciarlo,
no preguntando de un asunto que desconoce 
o no respondiendo cuando le indagan sobre algo que sabe.

Evitemos la muerte en suaves cuotas,
recordando siempre que estar vivo
exige un esfuerzo mucho mayor que
el simple hecho de respirar.

Solamente la ardiente paciencia 
hará que conquistemos una espléndida felicidad.

Note

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