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I migliori aforismi di Nicolino Longo

Selezione dei migliori aforismi di Nicolino Longo (Praia a Mare, 1950), poeta e aforista italiano. Come nota Carmine Chiodo (Docente di Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea presso l'Università "Tor Vergata" di Roma): 
"Chi scrive aforismi deve affrontare il rischio di essere considerato come uno spiritoso che si compiace delle sue battute a scapito del contenuto delle singole frasi, oppure viene visto come un saccente che intende insegnare i "mores" ad una umanità corrotta. Longo non è né l'uno né l'altro, ma solo un poeta che scava nella vita e nella realtà e crea riuscitissimi e significativi aforismi. Ci mette le sue riflessioni, la sua vita vissuta. Ci dicono chi siamo, ciò che vogliamo. La scrittura di Longo è molto ricca di "pensieri" (si pensi ad Alessandro Tassoni). I suoi aforismi sono brevi come forma ma lunghi come respiro. Difatti, Karl Kraus, che di aforismi se ne intendeva, affermò che il respiro più lungo è nell'aforisma. Pure Nietzsche si era soffermato sul lungo respiro della forma breve: "Una cosa detta con brevità può essere il frutto e il racconto di molte cose pensate a lungo". Osservazione che vale pure per gli aforismi di Nicolino Longo, che nascono dall'intima esigenza di condensare in poche parole esperienze vissute e osservazioni precise. [...] Gli aforismi di Nicolino Longo sono belli e molto poetici, e colgono l'essenza della vita del nostro tempo. C'è una varietà linguistica e contenuti che è alla base degli aforismi, i quali vanno lodati e letti e anche pensati. Senz'altro tra i poeti, e i compositori di aforismi, oggi come oggi, Nicolino Longo occupa un posto di spicco per l'originalità del suo stile e dei suoi contenuti".

Per Gino Ruozzi, tra i più grandi esperti di scrittura aforistica: "Negli aforismi di Nicolino Longo si intrecciano in modo profondo aforisma e poesia. Più propriamente direi che il tono prevalente mi sembra quello poetico; la cadenza del discorso è infatti soprattutto questa, resa con una brevità che la assimila quasi naturalmente al dettato aforistico. Un altro aspetto significativo è che i versi aforistici di Longo tendono alla ricostruzione autobiografica. C’è un forte accento personale in ogni testo, un sottofondo storico che li attraversa e li illumina. Prima di essere possibili ipotesi di verità universali gli aforismi di Longo sono verità personali, verificate in un percorso di esperienza che infine si sintetizza fruttuosamente in parole di concentrata efficacia: quello che Niccolò Tommaseo chiamava il “grave aforismo”, frutto della fertile condensazione dell’esperienza. Si tratta pertanto di aforismi che portano più dentro che fuori, centripeti invece che centrifughi. Essi compongono una specie di autobiografia per frammenti, intensa, critica, costruttiva, che cresce su di sé e tende a un ritratto personale riassuntivo e ideale. La terza caratteristica è il taglio ironico con cui Longo anima spesso a sorpresa i testi e l’architettura generale della raccolta. Questa dimensione alleggerisce l’accento assertivo del volume, lo abbassa positivamente a un piano colloquiale e lo indirizza verso una gradevole inflessione epigrammatica. Ne risulta un quadro mosso e simpatico, di arguzia persuasiva e penetrante, in cui le tante tracce di vita assumono un convincente quanto spiritoso valore emblematico. Gli aforismi di Longo si leggono con piacere, sono sottilmente pedagogici, disegnano un mondo di sagace bellezza". 
 
I seguenti aforismi di Nicolino Longo sono tratti dai suoi libri: Aforismi (corti circuiti dell'area di Broca) (2019), L’alba della sera (2020), Per lanterna il sole (2021), Nel grano dei giorni  (2021). In appendice a questa selezione, sono riportati anche alcuni aforismi inediti di Nicolino Longo.
Ogni giorno, io prego il diavolo che Dio mi aiuti.
(Nicolino Longo)
Aforismi
(Corti circuiti dell'area di Broca) © BastogiLibri, 2019
Prefazione: Carmine Chiodo - Selezione Aforismario

La vita è una guerra persa: la giovinezza gli anni della sua avanzata; la vecchiaia, quelli della sua ritirata.

Ci son donne che hanno un cuore così grande, in cui mariti e amanti possono liberamente circolare, senza incontrarvisi mai.

I politici, prima di essere eletti, ti promettono mari e monti. Una volta eletti, i monti, te li fanno scalare; nei mari, ti ci lasciano affogare.

Non è tanto nel tutto che non si ha, l'infelicità dell'uomo. Ma quanto, e soprattutto, nel troppo che si vuole.

L'amore: è l'unica malattia che mette a letto senza essere ammalati.

Ogni uomo, disperato e solo, s'illude di poter trovare in una moglie il paradiso del suo inferno: al quale, invece, non fa che aggiungere anche il diavolo.

Il cuore: marsupio in cui ogni madre continua a portare i figli dopo il parto.

Son tanti i problemi nella vita: e il maggiore è che è sempre più difficile risolvere persino il minore.

Lo stare soli, uccide; la compagnia, ammazza.

Ogni giorno, io prego il diavolo che Dio mi aiuti.

Noi anziani abbiamo il corpo a ponente, ma ancora il cuore a levante.

La storia, standone ai vichiani corsi e ricorsi, altro non è che il racconto del nostro futuro.

Per il vero artista, importante non è procreare, ma creare. Procreare possono anche le bestie; ma creare, solo Dio e le menti eccelse.

La vita: quanto più dura, tanto più si fa dura.

I veri poveri sono coloro che, ogni sera, vanno a letto con stomaco pieno e mente digiuna.

L'uomo di valore vola basso, col corpo. Alto, con la mente.

Si dice che chi ti vuol bene ti fa piangere. Come può una cipolla volermi bene?

Chi è piegato nel corpo, è piagato nell'anima.

È tutto il tutto che non ho, tutto il tutto che ho.

L'Italia: terra di braccia in arrivo, e cervelli in partenza.

Il matrimonio: un'addizione, per moltiplicarsi.

In amore si può venire, anche senza essere chiamati.

L'abbraccio è il cuore a cerchio attorno a una persona cara.

Il ginecologo: unico minatore al mondo che lavora con piacere in galleria.

Nessun traguardo, in questa vita, ci può essere di conforto, quando ad aver la meglio, alla fine, è sempre la morte.

L’alba della sera
Aforismi - Secondo volume © BastogiLibri, 2020
Prefazione di Antonio Castronuovo - Selezione Aforismario

La vecchiaia/ è la discesa che porta alla salita in cielo.

Oggi, i genitori depositano i figli negli asili. I figli, poi, i genitori negli ospizi.

Una grande verità, è che tutto si fonda su grandi falsità.

Tirare le somme, nella vita, è spesso l'anticamera del tirare anche le cuoia.

La donna è tutto. Senza il suo tutto, ogni tutto è niente.

Sposarsi, oggi, è una richiesta di divorzio, provvisoriamente detta matrimonio.

Il miglior lavoro, guardare lavorare.

Solo la morte può liberarci dalla paura della morte.

Altruismo: egoismo sotto copertura.

Solo l'amarissimo dei domani, potrà farci rimpiangere l'amaro degli oggi.

Lo Stato guadagna un sacco di soldi per avvelenare il cittadino con sigarette ed alcol. Spendendone poi due tentandone la cura.

Ci sono uomini che usano i piedi più per ragionare, che per camminare.

Il digiuno uccide. Il cibo ammazza.

Ci sono uomini che fanno dei figli altrui, le scale per salire alle madri.

Le tasse: son quei proiettili che, partendo dall'arma burocratica dello Stato, vanno a colpire, scansando i ricchi, soltanto i poveri.

Aforisma: scritto che fa tante chiacchiere, con poche parole.

L'abbraccio: stretta di mano fra due cuori.

Molti uomini scelgono di entrare in politica, solo per evitare che a governare siano sempre gli stessi ladri.

Non dobbiamo saper far tutto tutti. Ma tutti un po' di tutto.

I marinai son gli unici a dormire sotto coperta d'estate.

Il cuore è l'utero in cui ogni figlio, ricambiando il favore, porta la propria madre fino alla morte.

La donna: ha la porta del paradiso fra le gambe. Quella dell'inferno, fra le labbra.

Il cuore è quella ruota del nostro carro, che quando si fora, essa va a terra, noi sottoterra.

Quando ci piange il cuore, i battiti ne diventano singhiozzi.

La bassezza di un uomo non si rapporta alla distanza della sua testa dai piedi, ma al fatto che usa la testa per ragionare coi piedi.

Per lanterna il sole
Aforismi - Terzo volume © BastogiLibri, 2021
Prefazione di Laura Margherita Volante - Selezione Aforismario

L'uomo senza una donna è come un chiodo senza una parete.

La donna, per l'uomo, è come la corolla di un fiore, senza la quale la sua vita sarebbe uno stelo.

Il sonno: morte breve, con cui, notte dopo notte, ci alleniamo per vivere, poi, quella eterna in scioltezza.

Una strada è storta quando, pur se dritta, ti porta alla morte.

L'amore mette a letto. La morte in cataletto.

La donna è una rosa: tutta petali, durante il fidanzamento. Solo spine, durante il matrimonio.

La vita è una traditrice: ci prende sottobraccio, solo per condurci alla morte.

Una volta, i matrimoni duravano fino ai tempi supplementari. Oggi, finiscono prima del fischio del primo tempo.

Vivere è saper convivere.

La sigaretta viene fumata dal fumatore. Il fumatore, dalla sigaretta.

Oggi viviamo una vita in fuga, che non ci dà il tempo di raggiungerla.

Accecato dai troppi guadagni, gli fu riconosciuta anche la pensione di invalidità.

Il pensiero, quanto più è secco, tanto più è verde.

Oggi, in ogni campo delle attività umane, si usa l’errore per correggere lo sbaglio.

L'aforisma: passo corto di penna, gamba lunga di senno.

Ciò che gli scrittori pubblicano con boschi, gli aforisti, con una frasca.

È quando stai a pensare a come viverla, che la vita ti passa davanti, senza viverla.

Nella discesa degli anni, ogni passo è in salita.

La donna è una rosa, dai petali pungenti, e dalle spine profumate.

Essere innamorati, è guardarsi negli occhi, e restarci seduti.

Col matrimonio, la donna si sistema. E l’uomo è sistemato.

Si nasce con pianti. E si muore compianti.

La partita dei genitori finisce, quando cominciano ad essere spettatori di quella dei figli.

In nessun luogo del cuore, si può essere al riparo dall’amore.

Un fuoco di paglia, la giovinezza. Il mucchio delle sue ceneri, la vecchiaia.

Nel grano dei giorni
Aforismi. Quarto volume © BastogiLibri, 2021
 Introduzione di Gino Ruozzi - Prefazione di Federico Migliorati - Selezione Aforismario

Distacco: se ne vanno i vivi. Lasciandoci morti.

Quant'eran belli i tempi, quando pochezza d'ogni cosa, ricchezza era d'ogni casa!

A fette, fra le fette dei giorni, mi mangiano gli anni!

I signori politici: loro se le cantano, e a noi ce le suonano.

Inseguirti non fu un errore. Fu il raggiungerti il vero sbaglio!

Se sto zitto, ascoltatemi.

Solo morendo ci si può salvare dalla vita!

Non è stare soli che uccide. Ma restarci.

Il tempo è la tomba di tutte le tombe.

In famiglia: era bello quando c’eravamo tutti. Quando, pur senza stufe, il fianco dell’uno riscaldava quello dell’altro.

Mandare qualcuno a quel paese, per poi ritrovarselo nel proprio.

Solo una sana ri/masticazione del passato, potrebbe condurre a una migliore di/gestione del futuro.

Si dice che sia stata fatta coi piedi, ogni cosa fatta male. Non altrettanto, però, poté mai dirsi del vino.

Muratore e poeta: l’uno compone stanze con pietre, per abitarle da vivo. L’altro, con endecasillabi, per abitarle da morto.

Ho avuto la fortuna di prendere, al volo, tutti i treni della vita. Ma, con la sfortuna, che, come meta, avevan tutti un binario morto.

Quante volte, per stanchezza, non potendo passeggiare, mi siedo, e chiamo le strade a passarmi sotto i piedi.

Se le biblioteche tornassero tronchi, i libri loro rami, e loro linfa l’inchiostro, sicuramente avremmo più alberi nelle città che nei boschi.

Una gradita riverenza: l’organo di sesso femminile impone sempre molto rispetto, tant’è che quello maschile, al suo cospetto, deve sempre alzarsi e… scappellarsi.

Un desiderio immenso di lasciare impresse nel tempo le nostre orme, ci conduce, per la vita, come buoi all’aratro.

Di noi ora so solo, che fummo l’acqua e il torrente. Le braccia e l’abbraccio. L’aquila e il volo.

La vita che vivemmo fu tutt’un errore. Unica cosa esatta: lo sbaglio.

È sulle gambe dei morti, che camminano i vivi.

Tanatica fobia: tra le pareti della parola morte, m’aggiro da una vita, in cerca della porta.

Sarà il nostro pensiero in carta e inchiostro, a sfidar secoli e millenni oltre la fossa.

Sulla mia lapide: Fu per tutta una vita che la morte mi rincorse. Tante volte, rischiai anche di esserne raggiunto. Alla fine la fregai: nascondendomi in questa tomba.
I veri poveri sono coloro che, ogni sera, vanno a letto
con stomaco pieno e mente digiuna. (Nicolino Longo)
Aforismi inediti
Selezione Aforismario

Tornato dalla guerra senza gambe, continuava a ragionare con i piedi.

Le coppie d'oggi: due rette parallele, di giorno. Due rette divergenti, di notte.

Fare lo scrittore è una malattia, di cui i libri sono i farmaci.

La paura è come l'amore. Fa battere il cuore. Ma anche in ritirata.

Riguardo all'anima, il diavolo e Dio non raggiungeranno mai un accordo. Perché l'uno la vuole cotta, l'altro la vuole cruda.

Il fumatore: colui che ha per mandante della propria morte sé stesso. La sigaretta, il killer che lui paga per l’esecuzione.

La vita: chi ti genera, te la dà. Chi ti sposa, te la toglie.

L’avaro: tasche piene. Mani vuote.

Ho speso una vita a guardare in occhi di donne. Sempre sperando che ci fosse posta per me.

Il fumatore riduce in cenere la sigaretta. La sigaretta ricambia con la stessa moneta.

I politici ci promettono sempre un grande futuro. Ma non sono peggio dei preti, che lo promettono addirittura ai morti.

Di male in peggio: il Fascismo governava con la mazza. La democrazia, lo fa con la mazzetta.

Nulla ci rende più ricchi dell’esser meno ricchi, a fin di bene.

L’uomo sta per poggiare un piede su Marte, e non sa che non ha ben poggiato ancora l’altro sulla Terra.

Il progresso umano ha portato l’uomo, a vivere una vita disumana.

Povero non è il povero. Ma il ricco che non s’accontenta del non esser povero.

Gli arrampicatori sociali: uomini la cui genetica scimmiesca non si è ancora evoluta in genetica umana.

Vorrei darmi anima e corpo al diavolo per sempre, pur di vivere accanto a Dio in eterno.

La vita è un campo di grano che l’uomo coltiva, e la morte poi miete.

Di una goccia mancante, in un oceano, chi potrebbe mai accorgersi? Solo la goccia accanto.

Nessuno al mondo, più del cuore, ha diritto a questo vecchio motto: - Chi si ferma è perduto -. 

I fidanzati, quando si conoscono ne fanno di tutti i colori. Quando poi si lasciano, se ne dicono di tutti i colori.

Le medicine sono prodotti che apportano più beneficio ai farmacisti che agli ammalati.

Autoepitaffio: lasciato dalla vita, sposai la morte. Ringraziatemi, se nessuno  invitai al mio mortemonio.

Libro di Nicolino Longo
Aforismi
Corti circuiti dell'area di Broca
Prefazione: Carmine Chiodo
Editore: BastogiLibri, 2019

nell'aforisma e nell'epigramma si manifesta il gusto e il carattere dello scrittore, ha lasciato scritto Giacomo Leopardi. In questi aforismi di Longo è tutta quanta la sua personalità, il suo modo di guardare alle cose del mondo e della vita quotidiana. Aforismi rapidi, ingegnosi, ben costruiti, esprimenti vari giudizi e verità. Nicolino Longo, con i suoi aforismi, dice in poche parole ciò che altri direbbero in un libro, oppure evidenzia cose che in un libro non si trovano. Comunicano pensieri - come direbbe Schopenhauer -. Si ammira la capacità di osservare se stesso e gli uomini, le loro costumanze e l'altrettanta capacità di formulare osservazioni in modo elegante e preciso. Non mancano quelli politici. Certo, gli aforismi del poeta calabrese portano i segni dei tempi, li rappresentano ma li superano pure. Ci fanno riflettere. E hanno ancora effetti stilistici particolari che provocano una sorpresa estetica, o gnoseologica: la "pointe": la sorpresa determinata da più strategie testuali. L'espressione è densa di significati. Presenta osservazioni con intento sarcastico e satirico sulla natura umana e sulla storia. Alcuni di questi aforismi sono dei piccoli capolavori. Aforismi satirici, capaci di corrodere e mettere in ridicolo fatti quotidiani. 

Note
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