Aforismi, frasi e pensieri anarchici di Émile Henry

Selezione di aforismi, frasi e citazioni di Émile Henry (Barcellona 1872 - Parigi 1894), anarchico francese, noto soprattutto per essere stato autore di due atti dinamitardi; il primo in una stazione di polizia di Parigi, il secondo al Cafè Terminus, alla Gare St. Lazare, che causò un morto e venti feriti. Émile Henry fu condannato a morte e ghigliottinato il 21 maggio 1894 all'età di 21 anni.
Di fronte alla giuria che lo condannò alla ghigliottina dichiarò: "Nella guerra da noi dichiarata alla borghesia non chiediamo pietà. Diamo la morte e sappiamo subirla. Per questo attendo con indifferenza il vostro verdetto. So che la mia testa non sarà l'ultima che taglierete. Aggiungerete altri morti alla lista sanguinosa dei nostri morti. Impiccati a Chicago, decapitati in Germania, garrotati a Xerès, fucilati a Barcellona, ghigliottinati a Montbrison e a Parigi, i nostri morti sono numerosi; ma voi non siete riusciti a distruggere l'anarchia. Le sue radici sono profonde. Essa è nata nel seno di una società putrefatta e vicina alla sua fine; essa è una violenta reazione all'ordine stabilito; essa rappresenta le aspirazioni di uguaglianza e libertà che distruggono l'attuale autoritarismo. Essa è dovunque. Questo la rende indomabile, per questo finirà coll'uccidervi".
Prima di essere giustiziato, Émile Henry fu recluso alla Grande Roquette, dove scrisse gli aforismi che seguono, pubblicati la prima volta nel 1896 su Le Libertarie col titolo di Pensées. In Italia questi pensieri son stati pubblicati nel 2010 con il titolo di: Aforismi di un terrorista, con traduzione di Carmine Mangone.
Amo tutti gli uomini nella loro umanità e per quello che dovrebbero
essere, ma li disprezzo per quello che sono. (Émile Henry)
Pensieri
Pensées, 1896 (postumo)

A coloro che dicono: «L’odio non genera l’amore», rispondete che è l’amore, vivo, che spesso genera
l’odio.

Amo tutti gli uomini nella loro umanità e per quello che dovrebbero essere, ma li disprezzo per quello che sono.

C’è un solo partito nella storia del progresso umano, è il partito del movimento

Che cosa vogliono gli anarchici? L’autonomia dell’individuo, lo sviluppo della sua libera iniziativa che, soli, potranno assicurargli tutta la felicità possibile. Se l’anarchico ammette il comunismo come concezione sociale, è per semplice deduzione, perché comprende che è solo nella felicità di tutti, liberi ed autonomi come lui, che troverà la propria.

Che dire di quei rivoluzionari che sono solo dei vili ragionatori e che riflettono quando invece bisogna colpire? La sfera delle idee generali ha rimpiazzato in loro il mondo della contemplazione.

Fa’ ciò che credi sia meglio e fallo con amore.
[Fais ce que tu crois être le mieux et fais‐le avec amour].

Fin qui i popoli hanno inteso la fratellanza solo come hanno fatto Caino ed Abele.

L’odio che non poggia su una bassa invidia, ma su un sentimento generoso, è una passione sana e potentemente vitale.

L’uomo ha bisogno talvolta di credere alla potenza della propria volontà; è allora che entra in lotta.

L’uomo libero è colui agli occhi del quale i filosofi sono superstiziosi, e i rivoluzionari, conservatori.

Più amiamo il nostro sogno di libertà, di forza e di bellezza, più dobbiamo odiare ciò che si oppone al suo avvenire.

Quanti esseri hanno attraversato la vita senza mai svegliarsi! E quanti altri si sono accorti che stavano vivendo solo per il monotono tic-tac degli orologi!

Tra gli economi di se stessi e i prodighi di se stessi, credo che i prodighi siano i migliori calcolatori.

Tra la beatitudine dell’incoscienza e l’infelicità di sapere, io ho scelto.

Un tempo, il chiostro si apriva per le anime stanche o disgustate dagli spettacoli del mondo, oggi noi abbiamo come unico rifugio gli ospedali e le prigioni.

Una volontà che si spinge fino al suicidio può generare una dedizione definitiva e senza speranza.

Uno dei primi insegnamenti dell’anarchia è questo: «Sviluppa la tua vita in tutte le direzioni, opponi alla ricchezza fittizia dei capitalisti, la ricchezza reale degli individui possessori di intelligenza ed energia».

Vi è un diritto che prevale su tutti gli altri, è il diritto all'insurrezione.

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