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Frasi e citazioni di Oscar Farinetti

Selezione di frasi e citazioni di Natale Oscar Farinetti (Alba, 1954), imprenditore, dirigente d'azienda e saggista italiano, fondatore, nel 2004, della catena Eataly, che oggi è la più importante realtà mondiale per l’alta qualità dell’enogastronomia italiana. Ha detto di sé Oscar Farinetti: "Per natura sono un soluzionista. Cerco sempre il modo di risolvere qualsiasi problema, anche il più complesso".
Foto di Oscar Farinetti
Immaginate il tutto come un orizzonte, sappiamo bene che è irraggiungibile perché
andandogli incontro se ne creano sempre di nuovi,
ma intanto stiamo facendo tanta strada: siamo in cammino. (Oscar Farinetti)

Ricordiamoci il futuro
© Feltrinelli, 2017

La parola chiave è rispetto. Questo valore straordinario, che sta alla base del vivere in armonia, va sradicato dal puro senso del dovere e trasferito verso il senso del piacere. Occorre far diventare piacevole comportarsi bene. 

Breve storia dei sentimenti umani
© La nave di Teseo, 2019 - Selezione Aforismario

Guardato dall’alto, il nostro pianeta è una meraviglia anche di biodiversità umana. Ma c’è qualche problema. Ci siamo un po’ incartati sulla distribuzione della ricchezza e del cibo, sui movimenti delle popolazioni e sul rispetto della natura.

Quando regnano sentimenti umani negativi, le regole passano in secondo piano. Ma soprattutto scopriamo che non sono le regole a determinare i sentimenti. È una questione di cultura, di storia e di buon esempio.

Sarebbe già tanto convincerci che i dubbi sono più sani delle certezze... in un mondo che, per forza di cose, è e resterà per sempre imperfetto.

Il pensiero che non ci deve mai abbandonare è che nessuno di noi decide quando nascere, dove nascere, in quale famiglia, il nostro colore, il nostro sesso, l’orientamento sessuale. Non decidiamo la religione, la cultura, le abitudini, le tradizioni che impariamo dalla nascita. Chi ricorda l’immanenza di queste fatalità è tollerante e disponibile alla comprensione umana.

Occorre occuparsi di agricoltura per giungere a un cibo di qualità. Così come occorre occuparsi di sentimenti umani se si desidera arrivare a comportamenti di qualità. Anche qui è questione di filiera.

L’economia e la politica, forme di organizzazione umana che paiono vivere di leggi, algoritmi e regole, in realtà sono figlie dei sentimenti prevalenti.

L’armonia, bene supremo per gli umani, condannati (per fortuna) a vivere in comunità con altri umani, discende unicamente da sentimenti positivi, imperniati sul rispetto verso gli altri.

Ci sono persone che pensano che la voglia di libertà si possa esprimere scrivendo qualsiasi cosa su internet, attraverso il pettegolezzo. Ma quella non è libertà, quella è stupidità.

Assistiamo a una potente dicotomia tra l’oculatezza con cui le famiglie private amministrano i propri risparmi, compiono sacrifici per possedere casa e lo sperpero di denaro nelle attività di servizio pubblico.

Forse troppa informazione ha prodotto cattiva informazione. La propaganda prevale sulla verità. 

Un popolo che non si fida di chi elegge vive male. Il fatto è che gli eletti sono la proiezione dei propri elettori, dunque il non fidarsi di chi mandiamo a rappresentarci deriva dal fatto che non ci fidiamo di noi stessi. Magari senza riconoscerlo.

Quest’abitudine insulsa di dar sempre la colpa alle istituzioni a volte è una scusa per mascherare la nostra mancanza di impegno nel collaborare al buon funzionamento della cosa pubblica e al mancato riconoscimento che ognuno di noi è tenuto a comportarsi con impegno e fiducia.

A volte trovo gente che rispetta gli animali e non li mangia ma odia gli umani che non la pensano come loro. Ma sono eccezioni che confermano la regola. In generale chi si comporta bene con la natura fa altrettanto con le persone. E viceversa.

Rendersi conto dei nostri limiti, dei nostri difetti, della fatalità che incombe sulla nostra esistenza, insomma rendersi conto della nostra imperfezione, ci mette in condizione di avere fiducia in noi stessi. Lo stesso vale nei confronti del prossimo. Ma l’imperfezione va gestita.

Occorre passare dal senso del dovere al senso del piacere. Mi comporto bene, ho rispetto per la natura e per gli altri umani perché sento che facendolo sarò più stimato, piacerò di più agli altri, avrò maggiori probabilità di crescere.

Immaginate il tutto come un orizzonte, sappiamo bene che è irraggiungibile perché andandogli incontro se ne creano sempre di nuovi, ma intanto stiamo facendo tanta strada: siamo in cammino.

Dialogo tra un cinico e un sognatore
© Mondadori, 2019 (con Piergiorgio Odifreddi)

A me non piacciono i cinici, mentre provo una simpatia esagerata per i sognatori, perfino per quelli inconsistenti. Don Chisciotte batte a mani basse l’antipatico Diogene. Insomma, secondo me, si sta bene sulle nuvole.

L’egoismo sta alla base del cinismo.

Spesso i cinici si vantano di dire sempre ciò che pensano, ma non credo sia una bella cosa, dire tutto ciò che si pensa. Anzi, ritengo che, allenandosi a non dire ciò che potrebbe infastidire chi ci ascolta, potremmo migliorare i nostri pensieri.

In genere gli intellettuali tendono a pensare che il loro ruolo rivesta una funzione superiore rispetto agli altri mestieri e questo è un limite enorme.

Il benessere si misura prevalentemente con il livello di armonia che si raggiunge con gli altri.

Il nostro modo di apparire dipende da come e quanto parliamo. Per ora non è ancora possibile leggere i pensieri e, poiché tendiamo a essere ciò che appariamo, la parola assume un’importanza basilare per la qualità della nostra vita.

Cambiare è possibile, ma per farlo sul serio occorre prima di tutto modificare il modo di pensare, ed è assodato che ciò possa avvenire.

Ritengo che quando si rinuncia alla voglia di cambiare, nelle imprese come nelle istituzioni, nelle famiglie come nelle scuole, tra sportivi come tra intellettuali, è come rinunciare al bello della vita. 

Di fronte a un traguardo meraviglioso e poetico, vissuto dai più come irrealizzabile, anziché limitarsi ad affermarlo, sognarlo, conviene incamminarsi verso la soluzione. Impareremo che la strada per raggiungere l’obiettivo vale più dell’obiettivo stesso, e che le persone che incontreremo durante il nostro percorso costituiscono il bello della vita.

Ho sempre provato simpatia per i sognatori assoluti. Le loro tenere utopie sono generate da sentimenti dolci e costituiscono un orizzonte, seppur irraggiungibile, molto utile per i sognatori concreti, quelli che poi devono salire in barca e condurla verso lidi raggiungibili.

Never Quiet
La mia storia (autorizzata malvolentieri) © Mondadori, 2021

L’indecisione a oltranza provoca uno stato di infelicità, per sé e per gli altri. Si resta immobili, cresce il grasso nella mente. D’altra parte che cosa è l’infelicità? Una condizione di sofferenza, il dolore di vivere a causa di mancate decisioni, prese o subite. Sempre all’origine dell’infelicità c’è l’indecisione… e spesso all’origine dell’indecisione c’è la pigrizia.

Chi è pigro non decide perché, se mai decidesse, poi deve incamminarsi. In realtà decide di non decidere per mascherare la propria pigrizia.

Si giudicano sempre gli altri, mai se stessi, si parla sempre di diritti, mai di doveri. Ogni scusa è buona per lamentarsi e stare fermi.

Note
Vedi anche frasi e citazioni di: Silvio Berlusconi - Adriano OlivettiCarlo Petrini