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Frasi e citazioni di Vittorio Feltri

Selezione di frasi e citazioni di Vittorio Feltri (Bergamo, 1943), giornalista, saggista e opinionista italiano, direttore di vari quotidiani, tra i quali: L'Indipendente, L'Europeo, Il Giornale e Libero, da lui fondato nel 2000. Ha detto di sé Vittorio Feltri: "Alle linee fondamentali della mia morale, che sono la lealtà e la franchezza, non ho mai derogato". 
Foto di Vittorio Feltri
Ci si deve muovere dal basso per salire e progredire. Chi vuole partire direttamente
dal traguardo resta fermo. Il successo è una strada a senso unico. Tutta in salita.
(Vittorio Feltri)

Il Vittorioso
Marsilio, 2010 (con Stefano Lorenzetto)

Davanti al foglio bianco infilato nel rullo, sono fuori dalla realtà. La testa è in ciò che devo dire. Mi sembra di non avere nemmeno i piedi per terra. Perdo ogni timidezza e bado solo a mettere sulla carta il mio pensiero in modo tale che susciti nel lettore le stesse sensazioni che sto provando io mentre scrivo.

Il conforto dei lettori è gratificante, ti dà la sensazione che la tua vita abbia un senso. 

L’unico modo per difendermi dalla totale inutilità dell’esistenza è quello di prendere sul serio soltanto il gioco. E siccome per me il lavoro è un gioco, è anche una delle pochissime cose che prendo molto sul serio.

Come si fa a non amare gli animali dopo aver frequentato un vagone della metropolitana nelle ore di maggior traffico umano? Li hai mai guardati e annusati i tuoi compagni di viaggio? Io non riesco ad amarne uno che sia uno. 

Il vero cafone
Ciò che non dovremmo fare e facciamo tutti © Mondadori, 2016 (con Massimiliano Parente)

I talk show italiani sono l’università del cafone, lo studio televisivo è un asilo di scimmie impazzite. Non esiste ordine del discorso, non c’è dialogo, ci si interrompe a vicenda, tutti parlano e nessuno ascolta perché a nessuno interessa ascoltare, solo parlare. 

Se l’intelletto fosse dipeso dagli autorevoli ospiti dei talk show italiani, altro che onde gravitazionali, non avremmo ancora scoperto i cerchietti che si formano lanciando un sasso nell’acqua.

Quando si è soli bisognerebbe avere una dignità estetica per se stessi, come se fossimo i protagonisti del film della nostra vita, come se avessimo una telecamera che ci riprende costantemente. Ma è impossibile. Chiunque, non visto, si comporta come un cavernicolo.

Negli anni Sessanta non c’era un giornalista che non fosse irrigidito in un completo grigio, corredato da cravatta d’ordinanza annodata con cura. Oggi, solamente i portieri d’albergo sono agghindati così. Le redazioni sono piene di smandrappati che gironzolano nei corridoi, e partecipano alle riunioni di lavoro collettivo come se fossero in uno stabilimento balneare.

Se prima scriveva solo chi aveva voglia e sapeva scrivere, la scrittura di massa ha portato in evidenza l’ignoranza, e chiunque scrive come gli viene, senza preoccuparsene, in misura inversamente proporzionale ai libri letti. Meno ha letto, più scrive, e non se ne fa un problema.

Siccome le opinioni si rispettano, hanno inventato perfino un mestiere ad hoc: l’opinionista. Cioè uno che non sa niente e parla di tutto.

«Gli italiani», un meraviglioso jolly semantico, usato ad libitum dai politici, cafonissimo. «Gli italiani sono stufi!» Lo dice chiunque, [...]. Tutti parlano in nome degli italiani, perché dire «I miei elettori» smoscia il senso ecumenico del discorso.

Basterebbe imporre una tassa a ognuno che parla degli italiani. Oppure, meglio, munire le poltrone degli studi televisivi di un meccanismo che rifila un calcio nel culo a chiunque dica «Gli italiani»: in televisione non vedremmo più un politico.

Nei talk non politici, tipo «Uomini e donne», mentre battibeccano c’è sempre un lui che dice alla lei: «Abbassa la cresta!». Locuzione che discende dai combattimenti tra galli. Forse, però, almeno lì sono consapevoli di essere in un pollaio.

Lo stile non è questione di denaro.

Oggi la cultura dominante è quella del vivere sano: fitness, cibi poveri di calorie, niente carne, niente carboidrati, meno mangi più vivi. Come meno di tutto, del resto: meno fumo, meno alcol, meno qualsiasi cosa ti faccia piacere. Vivi di merda ma vivi di più.

Se chiedete perché andare al mare è bello nessuno ve lo sa dire, è bello per statuto introiettato, non c’è alcun aspetto positivo nell’andare al mare, è una catastrofe biologica di idioti salmastri in ammollo.

Il Borghese
La mia vita e i miei incontri da cronista spettinato © Mondadori, 2018

Ci si deve muovere dal basso per salire e progredire. Chi vuole partire direttamente dal traguardo resta fermo. Il successo è una strada a senso unico. Tutta in salita.

Il lavoro non è un disonore, bensì qualcosa che deve inorgoglire l’essere umano. Non esistono occupazioni umili, ciò che esiste è il Lavoro. O hai voglia di sfacchinare per guadagnarti la pagnotta oppure no.

La morte la fiuti, tuttavia tappi le narici. È inaccettabile la dipartita di chi ami. Ti spezza in due. Ti urla in faccia che non puoi farci niente, che sei piccolo come una formichina davanti alla grandezza della Morte, pari solo a quella della Vita. 

Un genitore ha responsabilità ingenti nei confronti della prole, anche quando questa è adulta, qualora viva sotto il tetto paterno e materno. Occorre stabilire delle regole, dare un indirizzo preciso, ricorrere alla disciplina. Allorché poi se ne vanno, i figli diventano degli estranei, che però hanno diritto di accesso al tuo frigorifero. Tuttavia, se tu vai a casa loro, devi chiedere il permesso persino per fare la pipì.

L’irriverente
Memorie di un cronista © Mondadori, 2019

Ai miei giornalisti qualche volta rammento che scrivere non è come pisciare, ma devo ammettere che alcuni scrivono come se pisciassero. E lo fanno controvento.

La verità non richiede audacia, bensì soltanto onestà.

Con la leggerezza si può uccidere. Talvolta i cristiani. Talvolta la verità. O entrambi.

Gli impegni, i guai, i fatti della vita, questa corsa spericolata verso non si sa cosa, ci conducono spesso a perderci di vista per un po’. Eppure, tra amici veri quel filo sottile e invisibile che ci lega non si spezza mai. Ecco perché ritrovarsi è come rivedersi dopo ieri.

Il rimpianto è da sfigati. Preferisco il pentimento.

Citazioni da articoli e interviste
1990-2023 - Selezione Aforismario

In Italia le penne sono sempre state sporche. In alcuni casi luride. Motivo? Semplice. Tanto per cominciare, la tradizione. La nostra stampa (quotidiana e periodica) non è nata per informare, bensì per polemizzare. Chi aveva soldi e interessi da difendere, finanziava un giornale, magari con l'intento di farsi eleggere in Parlamento. E farsi eleggere in Parlamento significava, allora come oggi, abbassare gli avversari per innalzare se stessi. Per fare ciò era necessario assoldare giornalisti disponibili. Disponibili a che? A insultare tutti, tranne il padrone che pagava.

La redazione [di un giornale] è il terminale della società.

La crisi dell'editoria, accentuata da quella economica, è diventata strutturale. Il giornale supermercato è finito. Bisogna passare al giornale boutique, un oggetto di lusso con poche pagine, pochi redattori fissi e molti collaboratori esterni ben pagati.

Quando la politica si trasforma e si svilisce scadendo nel gossip, quando gli addetti all'informazione si rassegnano a pescare sui fondali del pettegolezzo spacciando per notizie le attività più intime degli uomini e delle donne, fatalmente la vita pubblica peggiora.

Il laico ha sempre ragione, tranne quando tenta di imporre agli "avversari" di esserlo.

Se i ricchi stanno con i comunisti o c'è qualcosa che non va nei ricchi o c'è qualcosa che non va nei comunisti.

Chissà perché non si può esportare la democrazia, tuttavia si esportano il volontariato e il neocomunismo.

Il nostro non è proprio un Paese di persone onestissime. Siamo abituati ad arrangiarsi. Chi è abituato ad arrangiarsi, spesso non osserva le regole.

Io credo che per governare un Paese serva della gente capace, se poi è anche onesta tanto di guadagnato.

Il patriottismo, quando sei inferiore al nemico, serve solo a morire con onore. Ne vale la pena?

Agli extracomunitari ricordo un vecchio detto italiano: partire è un po' morire. State a casa vostra.

La libertà tout court non esiste, è una chimera. Nessuna persona umana nasce libera.

[I gatti] Hanno un quoziente di misticismo e magia. Non hanno retropensieri, né complicazioni mentali. Hanno qualcosa di diverso dall'uomo: i sentimenti puliti.

La felicità è fatta di lampi che però illuminano tutta la vita. Non puoi godertela: solo ricordartela.

L'uomo non ha, o forse ha perso nei secoli, l'abitudine e l'attitudine a combattere in favore della comunità della quale pure fa parte. In lui prevalgono l'egoismo e l'egotismo. Non è più capace di identificarsi con gli altri e di sacrificarsi per loro, probabilmente convinto che loro non si sacrificherebbero per lui.

Note
Leggi anche le citazioni dei giornalisti italiani: Indro MontanelliEugenio Scalfari