Aforismi di William Shakespeare dai Drammi storici

Selezione dei migliori aforismi tratti dai drammi storici di William Shakespeare (Stratford-upon-Avon 1564-1616) drammaturgo e poeta inglese.
Le citazioni presenti in questa pagina sono tratte dai seguenti drammi storici di Shakespeare: Enrico VI, Riccardo III, Riccardo II, Enrico IV, Enrico V, Enrico VIII.
In appendice trovi alcune frasi attribuite in maniera dubbia o sicuramente erronea a William Shakespeare. Su Aforismario trovi altre raccolte di citazioni di Shakespeare tratte dalle tragedie, dalle commedie e dai sonetti d'amore. [I link sono in fondo alla pagina].
Sono dunque voluti dal destino gli eventi che viviamo?
E allora come una fatalità li affronteremo. (William Shakespeare)
Enrico VI
King Henry the Sixth, 1592

I rinvii portano a una brutta fine.
[Delays have dangerous ends].

La gloria è simile a un cerchio nell'acqua che va sempre allargandosi, sin quando per il suo stesso ingrandirsi si risolve nel nulla.
[Glory is like a circle in the water, which never ceaseth to enlarge itself, till, by broad spreading, it disperse to naught].

La mia corona è nel mio cuore, non sulla mia testa.
[My crown is in my heart, not on my head].

Non hai mai sentito dire che ciò che fu acquistato con la frode è sempre destinato a triste fine? E qual felicità recò a suo figlio quel padre che per ammassar ricchezze si guadagnò l'inferno?

Non ogni nube porta tempesta.

Non porto con me nessun pugnale per scannare dormienti, ma una spada vendicatrice al mio fianco.

Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia.

Per prima cosa, ammazziamo tutti gli avvocati.

Riccardo III
The Life and Death of King Richard III, ca. 1592

La coscienza è soltanto una parola che sogliono usare i vigliacchi, ed è stata inventata apposta per tenere in soggezione i forti.

La frivola vanità, cormorano insaziabile, non esita a pascersi di sé stessa.

Le estati brevi, spesso sono delle primavere precoci.

Non c'è bestia al mondo che non abbia un minimo di pietà! Ma io non ne ho alcuna, quindi non sono una bestia!

Un cavallo! Un cavallo! Il mio regno per un cavallo!

Riccardo II
The Tragedie of King Richard the Second, ca. 1595

Il diamante prezioso, racchiuso con dieci sbarre di ferro in uno scrigno, è il coraggio in un cuor leale.

Il mio onor è la mia vita; tutti e due non fan che uno.

Il dolore allorché è profondo e vero è un peso che non si sgrava mai dal cuore.

La sventura fa di un'ora un giorno.

La vanità, insaziato cormorano, consumato tutto il resto, addenta le sue viscere.

Più il cristallo del firmamento è terso, e più le nubi che l'ingombrano sembrano nere e deformi.

Quella che noi appelliamo pazienza nelle anime volgari, è bassezza e viltà nei cuori magnanimi.

Enrico IV
King Henry the Fourth, 1598 - Selezione Aforismario

Capisco i tuoi baci e tu i miei.

Giace inquieta la testa che indossa una corona.
[Uneasy lies the head that wears a crown].

Il sangue e il coraggio s'infiammano di più a risvegliar un leone, che a dar la caccia a un timido daino. 

La morte è un debito che abbiamo tutti con Dio.

Levarsi su come un Mercurio alato e muoversi così sicuro in sella, come un angelo sceso dalle nuvole a far piroettare e volteggiare e impennare un Pegaso focoso, da lasciare incantati tutti gli occhi con la maestria nel cavalcare.

Noi come il mare siam sempre governati dalla luna.

Non v'è che frode in uno scellerato; ma un codardo è peggio cento volte di un bicchier di vino adulterato; uno scellerato codardo. 

Non vi è corazza più forte di un cuore incontaminato! Tre volte armato è chi difende il giusto; e inerme, sebbene coperto di ferro, è colui la cui coscienza è corrotta dall'ingiustizia.

Se fosse mai concesso all'uomo di leggere nel libro del destino e contemplare il tempo, nel suo volgere, ripianare perfino le montagne, e i continenti della terraferma stanchi della lor solida saldezza, dissolversi nel mare; o la sabbiosa cinta degli oceani estendersi da farsi troppo larga pei fianchi di Nettuno; e constatare come i tempi di noi si faccian gioco col riempire di liquidi diversi la coppa delle loro metamorfosi; oh, se potesse antivedere tanto, il più felice dei giovani d’oggi mirando al corso della propria vita, ai pericoli corsi nel passato e alle avversità dell’avvenire, chiuderebbe quel libro, ansioso sol di vivere adagiato nella supina attesa della morte.

Se uno passasse un anno intero in vacanza, divertirsi sarebbe stressante come lavorare.

Sono dunque voluti dal destino gli eventi che viviamo?... E allora come una fatalità li affronteremo.

Enrico V
The Life of King Henry the Fifth, ca. 1599

Nella pace nulla di meglio per diventare un uomo che la tranquillità e l'umiltà, ma se tu senti il soffio della guerra allora imita la tigre, indurisci i tuoi muscoli, eccita il tuo sangue, nascondi la tua lealtà sotto la fredda rabbia e infine dà al tuo sguardo l'orribile splendore.

Non fidarti di nessuno, poiché i giuramenti sono pagliuzze e la fede degli uomini è di pasta frolla.

Enrico VIII
The Life of King Henry the Eighth, ca. 1613

Se soltanto avessi servito il mio Dio con metà dello zelo con cui ho servito il mio re, egli non mi avrebbe abbandonato nella mia vecchiaia, nudo, ai miei nemici.

Soltanto chi trova nutrimento nel livore e nella tortuosa malignità, osa azzannare i migliori.

Re Giovanni
The Life and Death of King John, 1623

La vita è tediosa come una storia narrata due volte, che infastidisce l'orecchio pigro d'un uomo assonnato.
[Life is as tedious as a twice told tale vexing the dull ear of a drowsy man].

Frasi attribuite
Per approfondimenti vedi "Citazioni errate" su Aforismario.

Ama, ama follemente, ama più che puoi, e se ti dicono che è peccato, ama il tuo peccato e sarai innocente.

Ama chi ti ama, non amare chi ti sfugge. Ama quel cuore che per te si strugge. Non t'ama chi amor ti dice ma t'ama chi guarda e tace.

È meglio aver amato e perso che non aver mai amato.

È una bella prigione, il mondo.

Folle è l'uomo che parla alla luna. Stolto chi non le presta ascolto.

Il cielo non ha collere paragonabili all’amore trasformato in odio, né l’inferno ha furie paragonabili a una donna disprezzata.

Il corpo è come un giardino, e la mente è il suo giardiniere. Sta a noi decidere se in esso piantarvi orchidee o lattuga.

L'Inferno non è mai tanto scatenato quanto una donna offesa.

Nel folto della giungla possono essere celate splendide orchidee, sotto un tetto di paglia un futuro monarca.

Non è nelle stelle che è conservato il nostro destino, ma in noi stessi.

Non l'amore bisogna dipingere cieco, ma l'amor proprio.

Non rovinare mai il tuo presente per un passato che non ha futuro.

Ogni volta che lo riterrai opportuno, accendi un sogno e lascialo bruciare in te.

Salutarsi è una pena così dolce, che ti direi addio fino a domani.

Se per baciarti dovessi poi andare all'inferno, lo farei. Così potrò poi vantarmi con i diavoli di aver visto il paradiso senza mai entrarci.

Sono sempre felice, sai perché? Perché io non mi aspetto niente da nessuno, l’attesa fa sempre male. I problemi non sono eterni e hanno sempre una soluzione. L’unica cosa che non ha soluzione è la morte. Non permettere a nessuno di offenderti, di umiliarti. Non devi assolutamente farti abbassare l’autostima. Le urla sono l’arma dei vigliacchi, di coloro che non hanno ragione. Troverai sempre persone che ti vogliono dare la colpa del loro fallimento ma ognuno avrà ciò che merita. Goditi la vita, perché è molto breve, amala pienamente, e sii sempre felice e sorridente, vivi la tua vita intensamente. E ricorda: prima di discutere, respira; prima di parlare, ascolta; prima di criticare, esaminati; prima di scrivere, pensa; prima di far male, senti; prima di arrenderti, prova; prima di morire, VIVI!
Epitaffio
Shakespeare muore nel 1616, e viene sepolto nella Holy Trinity Church, la chiesa parrocchiale di Stratford-upon-Avon, in cui era stato battezzato. Sulla pietra tombale, un’iscrizione in versi dice:
Buon amico, non scavar la polvere che qui è rinchiusa! Benedetto colui che rispetta queste pietre, maledetto colui che rimuove queste mie ossa.
Libro di Shakespeare consigliato
Enrico IV
Editore: Mondadori,

"Enrico IV" può essere definito, per la mirabile unità tematica nella complessità della struttura, per l'ampiezza della vicenda storica rievocata e la molteplicità dei personaggi, per la straordinaria, virtuosistica ricchezza del linguaggio nell'alternarsi di prosa e poesia, il capolavoro di Shakespeare nell'ambito delle storie inglesi. Mai come in "Enrico IV" Shakespeare ha saputo fondere la multiforme ricchezza cromatica del 'chronicle play' con la forza dinamica del dramma 'marlowiano', creando una realtà teatrale a un tempo molteplice e unitaria in cui un unico tema - l'allegoria morale dell'ascesa e la caduta dei potenti - viene ripreso e modulato in chiavi diverse, e messo a contrasto con il tema opposto e parallelo della caduta e del riscatto, nei tre grandi protagonisti del dramma: Re Enrico, Falstaff, l'immortale "prediletto della luna", e l'amletico e istrionico principe di Galles, autentico elemento portante e centro focale dell'opera.

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