Citazioni di Albert Camus dai Romanzi

Raccolta delle migliori citazioni di Albert Camus (Mondovi 1913 - Villeblevin 1960) scrittore, filosofo e drammaturgo francese. Le frasi seguenti sono tratte dai romanzi, i racconti e le opere teatrali di Camus: Lo straniero (L'Étranger, 1942); Caligola (Caligula, 1944); La peste (1947); I giusti (Les Justes, 1950); La caduta (La Chute, 1956); La morte felice (La Mort heureuse, 1971).
Nel 1957 Albert Camus fu premiato con il Premio Nobel per la letteratura "Per la sua importante produzione letteraria, che con serietà chiarificante illumina i problemi della coscienza umana nel nostro tempo". Le opere di Albert Camus sono pubblicate in Italia dall'editore Bompiani.
Su Aforismario trovi anche una raccolta di aforismi di Albert Camus tratti dai suoi saggi. [Il link è in fondo alla pagina].
C'è sempre qualche ragione per l'uccisione di un uomo.
È invece impossibile giustificare che viva. (Albert Camus)
Lo straniero
L'Étranger, 1942 © Bompiani - Selezione Aforismario

In fondo non c'è idea cui non si finisca per fare l'abitudine.

Persino da un banco di imputato è sempre interessante sentire parlare di sé.

Una disgrazia tutti sanno cos'è. È una cosa che lascia senza difesa.

Tutte le persone normali hanno una volta o l'altro desiderato la morte di coloro che amano.

L'interesse che si prova a tener occupate delle persone non dura molto a lungo.

Un uomo che uccideva moralmente sua madre radiava se stesso dal consorzio umano allo stesso titolo di colui che alzava una mano assassina sull'autore dei suoi giorni.

Non so quante volte mi sono chiesto se esistono esempi di condannati a morte che siano sfuggiti al meccanismo implacabile, siano scomparsi prima dell'esecuzione, abbiano rotto i cordoni di agenti. E allora mi rimproveravo di non aver mai fatto abbastanza attenzione ai racconti di condanne a morte. Bisognerebbe sempre interessarsi di queste cose; non si sa mai quello che può succedere.

Come facevo a non comprendere che nulla è più importante di un'esecuzione capitale e che, da un certo punto di vista, è addirittura l'unica cosa che sia veramente interessante per un uomo!

Caligola
Caligula, 1944 © Bompiani - Selezione Aforismario

Questo mondo così com'è fatto non è sopportabile. Ho bisogno della luna, o della felicità o dell'immortalità, di qualcosa che sia demente forse, ma che non sia di questo mondo.

Gli uomini muoiono e non sono felici.

Non c'è nessun cielo.

Che abiezione, che schifo, che senso di vomito sentirci crescere dentro quella stessa viltà e quell'impotenza che abbiamo disprezzato negli altri.

C'è solo un modo per essere uguali agli dèi: basta essere crudeli come loro.

Amare qualcuno significa accettare d'invecchiare con lui.

Come si può continuare a vivere con le mani vuote quando prima stringevano l'intera speranza del mondo?

La peste
La Peste, 1947 © Bompiani - Selezione Aforismario

Al principio dei flagelli e quando sono terminati, si fa sempre un po' di retorica. Nel primo caso l'abitudine non è ancora perduta, e nel secondo è ormai tornata. Soltanto nel momento della sventura ci si abitua alla verità, ossia al silenzio.

Bisogna fare quello che occorre per non essere più un appestato, e che questo soltanto ci può far sperare nella pace, o, al suo posto, in una buona morte. Questo può dar sollievo agli uomini e, se non salvarli, almeno fargli il minor male possibile e persino, talvolta, un po' di bene. E per questo ho deciso di rifiutare tutto ciò che, da vicino o da lontano, per buone o cattive ragioni, faccia morire o giustifichi che si faccia morire.

Ci si stanca della pietà, quando la pietà è inutile.

Ci sono negli uomini più cose da ammirare che da disprezzare.

Dando troppa importanza alle buone azioni, si finisce col rendere un omaggio indiretto al male: allora, infatti, si lascia supporre che le buone azioni non hanno pregio che in quanto sono rare e che la malvagità e l'indifferenza determinano assai frequentemente le azioni degli uomini.

Forse è meglio per Dio che non crediamo in lui.

Gli uomini sono buoni piuttosto che malvagi, e davvero non si tratta di questo; ma essi più o meno ignorano, ed è quello che si chiama virtù o vizio, il vizio più disperato essendo quello dell'ignoranza che crede di saper tutto e che allora si autorizza a uccidere. L'anima dell'assassino è cieca, e non esiste vera bontà né perfetto amore senza tutta la chiaroveggenza possibile.

Il male che è nel mondo viene quasi sempre dall'ignoranza, e la buona volontà può fare guai quanto la malvagità, se non è illuminata.

Il gran desiderio d'un cuore inquieto è di possedere interminabilmente la creatura che ama o di poterla immergere, quando sia venuto il tempo dell'assenza, in un sonno senza sogni che non possa aver termine che col giorno del ricongiungimento.

L'amore di Dio è un amore difficile: suppone un totale abbandono di se stessi e il disprezzo per la propria persona.

La stupidità insiste sempre.

La verità germoglierà dall'apparente ingiustizia.

Quando scoppia una guerra, la gente dice: "Non durerà, è cosa troppo stupida". E non vi è dubbio che una guerra sia davvero troppo stupida, ma questo non le impedisce di durare.

Se si può essere un santo senza Dio, è il solo problema concreto che io oggi conosca.

I giusti
Les Justes, 1950

Per suicidarsi bisogna amarsi molto.
Come si può continuare a vivere con le mani vuote quando prima
stringevano l'intera speranza del mondo? (Albert Camus)
La caduta
La Chute, 1956 © Bompiani - Selezione Aforismario

C'è sempre qualche ragione per l'uccisione di un uomo. È invece impossibile giustificare che viva.

Devo umilmente confessarlo. Sono sempre stato pieno di vanità da scoppiare. Io, io, io, ecco il ritornello della mia cara vita, riecheggiante in tutto quel che dicevo.

Dopo una certa età ognuno è responsabile della sua faccia.

Ha notato che soltanto la morte ci ridesta i sentimenti? Ma lo sa perché siamo sempre più giusti e generosi con i morti? È semplice. Verso di loro non ci sono obblighi. [...] Se un obbligo ci fosse, sarebbe quello della memoria, e noi abbiamo la memoria corta. No, nei nostri amici amiamo il morto fresco, il morto doloroso, la nostra emozione, noi stessi insomma.

Ho conosciuto un uomo che ha dato vent'anni della propria vita a una sventata, le ha sacrificato tutto, amicizie, lavoro, il decoro della propria vita, e una sera ammise di non averla mai amata. Si annoiava, ecco tutto, si annoiava come la maggior parte della gente.

Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia.

Insomma, per diventare famosi, basta ammazzare la portinaia.

L'uomo è fatto così, [...], ha due facce: non può amare senza amarsi.

La simpatia... un sentimento da presidente del consiglio: si ottiene a buon mercato dopo le catastrofi.

La verità, come la luce, acceca. La menzogna invece è un bel crepuscolo, che mette in risalto tutti gli oggetti.

Le donne hanno una cosa in comune con Bonaparte: pensano sempre di riuscire dove altri hanno fallito.

Lo charme: un modo di ottenere in risposta un sì senza aver formulato nessuna chiara domanda.

Mi trovavo a mio agio in tutto, ma nello stesso tempo non ero soddisfatto di niente.

Per certe persone almeno, non prendere quello che non si desidera è la cosa più difficile del mondo.

Per essere felici non ci si deve occupare troppo del prossimo.

Quando non si ha carattere bisogna pur darsi un metodo.

Quando saremo tutti colpevoli, ci sarà la democrazia.

Quanti delitti commessi semplicemente perché i loro autori non potevano sopportare di aver torto.

Un uomo, se posso credere a un mio amico, ha sempre due caratteri: il suo, e quello che sua moglie gli attribuisce.

Una persona che conoscevo divideva gli esseri umani in tre categorie: quelli che preferiscono non avere niente da nascondere piuttosto che essere obbligati a mentire, quelli che preferiscono mentire che non aver niente da nascondere e gli ultimi quelli che amano sia mentire sia nascondere.

Una sola frase basterà a descrivere l'uomo moderno: egli fornicava e leggeva i giornali.

La morte felice
La Mort heureuse, 1971 (postumo)

Per un uomo di razza, essere felice non è mai complicato. Gli basta seguire il destino di tutti, non con la volontà della rinunzia, come tanti falsi grand'uomini, ma con la volontà della felicità.

Ci vuole del tempo per essere felici. Molto tempo. Anche la felicità è una lunga pazienza.

Libro di Albert Camus consigliato da Aforismario
La peste
Editore: Bompiani

Orano è colpita da un'epidemia inesorabile e tremenda. Isolata, affamata, incapace di fermare la pestilenza, la città diventa il palcoscenico e il vetrino da laboratorio per le passioni di un'umanità al limite tra disgregazione e solidarietà. Scritto da Albert Camus secondo una dimensione corale e con una scrittura che sfiora e supera la confessione, ''La peste'' è un romanzo attuale e vivo, una metafora in cui il presente continua a riconoscersi.

Note
Vedi anche: Frasi di Albert Camus dai Saggi

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