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Le migliori frasi di Giorgia Meloni

Selezione delle migliori citazioni e delle frasi più significative di Giorgia Meloni (Roma 1977), politica italiana, cofondatrice del partito Fratelli d'Italia, di cui è presidente dal 2014. Dal 2020, è anche presidente del Partito dei Conservatori e dei Riformisti Europei. 
Così Giorgia Meloni si definisce in poche parole: "Io sono una donna, sono Giorgia, sono una madre, sono cristiana, sono italiana, sono europea. Io sono tante cose insieme che raccontano da dove provengo, definiscono chi ho scelto di essere, indicano dove vorrei andare. Sono le mie identità plurime che, come cerchi concentrici, incorniciano la mia vita su questa terra e lasceranno memoria in chi mi ha amato. Alcune di queste identità non le ho scelte, mi sono state donate; altre sono frutto della mia libertà".
Le seguenti citazioni di Giorgia Meloni sono tratte da discorsi, interviste, post sui social network e dal libro autobiografico Io sono Giorgia (Rizzoli, 2021).
In un mondo nel quale tutti puntano a diventare qualcuno,
la sfida che ho imposto alla mia vita è riuscire
a rimanere me stessa. (Giorgia Meloni)
Io sono Giorgia
Le mie radici, le mie idee © Rizzoli, 2021 - Selezione Aforismario

Sono un essere umano, con i suoi pregi e i suoi limiti, la sua forza e le sue mille debolezze. Una persona che crede in quello che fa e cerca di farlo al meglio. 

Sono sempre stata sottovalutata, e questa, in fin dei conti, è una grande fortuna.

Non ho paura di niente e di nessuno, e l’unica cosa che mi terrorizza [...] è deludere me stessa e chi crede in me.

Non sono ricattabile, perché non faccio cose delle quali dovrei vergognarmi e non accetto aiuto da chi potrebbe chiedermi qualcosa in cambio.

In un mondo nel quale tutti puntano a diventare qualcuno, la sfida che ho imposto alla mia vita è riuscire a rimanere me stessa, costi quel che costi.

Da noi si parla sempre dei politici come se fossero una specie di «razza» a sé, come se di punto in bianco fossero stati calati sulla terra da un UFO. Ma i politici non sono altro che italiani, come tutti gli altri. Ce ne sono di buoni e cattivi, il punto è se noi siamo in grado di riconoscerli. E non possiamo riconoscerli, né sceglierli, se non raccontano la verità. 

Ho sempre pensato che la sfida più profonda di chi sceglie la strada della politica sia riuscire a lasciare un segno del proprio passaggio senza rinunciare a rimanere fedele alla propria parte più pura, solitamente quella che ti ha spinto a impegnarti in prima persona.

Al termine del percorso, ognuno di noi dovrà rispondere a questa domanda implacabile: «Sono riuscito a cambiare qualcosa del sistema, oppure ho lasciato che fosse il sistema a cambiare me?».

Mentre difendo la famiglia naturale fondata sul matrimonio – credo che lo Stato debba incentivare la forma di unione più solida possibile, proprio guardando ai figli –, sono testimone di come, anche in una famiglia nella quale una delle due figure genitoriali viene meno, si possa crescere perfettamente felici, grazie al sacrificio di chi si sobbarca questa responsabilità.

Il bullismo, per me, è stato durissimo mentre lo subivo, ma devo anche dire che mi ha dato la determinazione necessaria per uscire dalla mia condizione di facile bersaglio.

Mentire a te stesso non fa bene: devi sempre avere il coraggio di dirti la verità. Anche quando sbagli. Perché puoi sbagliare, certo, ma devi esserne consapevole, te ne devi assumere la responsabilità. 

Viviamo in una società nella quale, a sentir parlare le persone, la responsabilità di tutto ciò che accade è sempre di qualcun altro. Non è così. Ognuno di noi ha un ruolo, nel bene e nel male.

L’Italia cambierà davvero quando finalmente capiremo che ciascuno di noi è parte del tutto, quando impareremo che non possiamo sempre guardare l’Italia da fuori, come se non ne fossimo parte. 

Ho bisogno di dirmi la verità per sapere chi sono.

Sono cresciuta con l’idea di non meritare niente e la mia reazione è stata quella di impegnarmi con tutta me stessa per dimostrare il contrario.

Il punto è sempre lo stesso: un conto è quello che succede e un conto è come lo affrontiamo. 

La nostra vita non dipende sempre dalle azioni di qualcun altro, dipende soprattutto da come scegliamo di reagire, dal coraggio con cui fronteggiamo le situazioni.

A me non è mai piaciuto stare dove vanno tutti, seguire il pensiero dominante. Mi diverte molto di più dimostrare la ragione di chi deve per forza avere torto. Le posizioni scomode sono quelle che ho sempre trovato più confortevoli.

La militanza politica era una dimensione totalizzante. Quando hai l’ambizione di cambiare il mondo, non c’è spazio per altro. Quando c’è un’intera nazione da salvare, lasciarti andare ai tuoi personali desideri diventa un capriccio imperdonabile.

Per chi è cresciuto come me, per noi, la politica è una cosa seria, profonda. Lo slogan fine a se stesso, le cose dette solo per prendere voti, semplicemente non sono politica.

L’educazione al coraggio è qualcosa di cui i giovani, oggi, sono decisamente privati. Per come la vedo io, dovrebbe essere materia scolastica.

In generale credo che l’impegno politico studentesco sia uno strumento di formazione straordinario per chiunque voglia affermarsi nella vita, non solo nella politica. Bisogna avere coraggio, capacità persuasiva e dialettica, non c’è spazio per timidezze e tentennamenti.

Se vuoi fare politica davvero, devi porti il problema del consenso. Devi essere compreso dall’uomo della strada, estraneo ai contorcimenti ideologici ma in cerca di una guida.

Se le tue idee non convincono nessuno, se rimangono relegate a pochi eletti, non le stai difendendo. Le difendi quando sono condivise, e la sfida più difficile e più entusiasmante, oggi come ieri, è riuscire a convincere più persone possibile senza diventare qualcosa di diverso da quello che sei.

In fondo alle donne riconosciamo la capacità di amministrare, di gestire la famiglia e i figli, le donne sono centrali nella struttura della nostra società. Perché quelle stesse qualità che evidentemente vengono riconosciute all’interno del nucleo familiare – serietà, sensibilità, responsabilità, pragmatismo – non dovrebbero funzionare anche al di fuori?

Sono convinta che una maggiore presenza femminile qualificata nei luoghi decisionali contribuirebbe a risollevare il livello morale e l’efficacia produttiva della nostra classe dirigente, a volte flaccida, indolente, propensa a calpestare ogni forma di etica del lavoro. 

Le donne capaci devono essere messe in condizione di competere ad armi pari, senza spinte e senza pregiudizi. Quando questo accadrà, allora capiremo il valore aggiunto che molte donne possono portare. 

Alla libertà serve responsabilità.

Viviamo in una società nella quale pare non esistere più alcun nesso tra diritti e doveri. Ogni desiderio diventa un diritto, persino ogni capriccio, e di contro è sparito qualsiasi richiamo alla responsabilità. 

Io non faccio politica per rincorrere il consenso, bensì per difendere le idee in cui credo. 

La prima regola dell’amore, come dell’amicizia, è che è una scelta. Se ti senti costretto, qualcosa non funziona.

Con Fratelli d’Italia al riparo da ogni rischio estinzione – a prescindere dalla possibile legge elettorale –, siamo riusciti nella difficile e motivante impresa di mettere in sicurezza la storia della destra italiana.

Se alla politica togli le idee, le visioni distinte e contrapposte, rimarranno solo gli interessi da difendere, gli obiettivi personali ai quali in troppi sono disposti a piegare troppo.

Se consenti a qualcun altro di dirti in cosa puoi e devi credere, smetti di utilizzare la più grande libertà che il Signore ti abbia concesso: il libero arbitrio.

Credo che il primo tratto dell’essere di destra sia il «realismo». Affrontare senza paraocchi ideologici il mondo e le sue sfide. Quello che si chiama, appunto, «principio di realtà»: il rifiuto di ogni decorazione utopista, di ogni costruzione ideologica. 

Per la destra la politica parte dalla realtà, non dall’idea che ci facciamo di essa. Si combatte per l’uomo concreto che vive nel mondo concreto. 

Mettere al centro la persona vuol dire riconoscere prima di tutto la sacralità della vita, l’unicità di ogni singolo: ecco perché, per me e per noi, la difesa della vita fin dal suo concepimento è più che una battaglia epica. È un principio non negoziabile.

Personalmente, non ho mai creduto nella cultura della tolleranza mentre professo quella del rispetto.

Ci vuole meno Stato nella sfera privata delle persone e più Stato quando si esce di casa, perché solo le istituzioni possono garantire quella sicurezza che è una precondizione della libertà.

Non puoi amare l’altro se non lo conosci, come non puoi farti amare se non conosci te stesso.

In questa pazza Italia, spesso, sono le persone oneste, più che i criminali, ad avere paura della giustizia.

Il «cittadino del mondo» altro non è che colui che, rincorrendo l’illusione di poter fare del mondo intero la sua casa, a un certo punto si riscopre un «senzatetto». Per questo abbiamo ancora bisogno di patrie. Soprattutto nella nostra epoca.

Ricordati che il cuore vede con molta più nitidezza di quanto sappiano fare gli occhi. Tieni le radici ben piantate nel profondo della tua terra, ma rivolgi sempre lo sguardo verso il cielo. Accontentati di ciò che hai, ma mai di ciò che sai, né di ciò che hai fatto. Continua a cercare. Non dimenticare che è nella nostra natura di esseri umani desiderare, sempre. 

Migliorarsi, elevarsi, superare i propri limiti: è questa l’unica vera ricchezza che non diventerà mai sabbia tra le tue dita.

Qualsiasi cosa tu voglia, non busserà alla tua porta. Sarai tu a doverla rincorrere.

Non vergognarti mai di dire quello che pensi, non assecondare le idee degli altri per quieto vivere. Dire la verità può essere doloroso, a volte, ma solo se credi davvero in qualcosa riuscirai a difenderlo. 

Quando sarà necessario, non temere di nuotare controcorrente. Sarà faticoso, certo, ma ti renderà più forte, più resistente, più tenace.

Egoismo, cattiveria e arrivismo non ti porteranno mai da nessuna parte. È l’amore la benzina del mondo. E la felicità, ricorda, esiste solo se la puoi condividere.
Io non faccio politica per rincorrere il consenso,
bensì per difendere le idee in cui credo. (Giorgia Meloni)
Frasi da discorsi, post e interviste
Selezione Aforismario

Vogliono che siamo Genitore 1, Genitore 2, genere LGBT, Cittadini X, dei codici. Ma noi non siamo dei codici, noi siamo delle persone e difenderemo la nostra identità. Io sono Giorgia, sono una donna, sono una madre, sono italiana, sono cristiana. Non me lo toglierete! Non me lo toglierete!

Parlano di togliere la dicitura “padre” e “madre” sui documenti. Perché la famiglia è un nemico, l’identità nazionale è un nemico, l’identità di genere è un nemico. Per loro tutto ciò che definisce è un nemico. È il gioco del pensiero unico: ci devono togliere tutto quello che siamo, perché quando non avremo più un’identità e non avremo più radici, noi saremo privi di consapevolezza e incapaci di difendere i nostri diritti. È il loro gioco. 

L’ideologia dominante del politicamente corretto sta distruggendo l’identità, la centralità della persona, le conquiste della nostra civiltà.

Guardate l’ideologia gender. Se andate oltre gli slogan, vi accorgerete di come il vero obiettivo dell’ideologia gender non sia quello tanto decantato della lotta alle discriminazioni, e neanche quello del superamento delle differenze maschio-femmina. Il vero obiettivo non dichiarato, ma tragicamente evidente, è la scomparsa della donna e soprattutto la fine della maternità. 

Sì alla famiglia naturale, no alla lobby LGBT! Sì all’identità sessuale, no all’ideologia gender! Sì alla cultura della vita. No all’abisso della morte. Sì all’universalità della Croce. No alla violenza dell’Islamismo. Sì ai confini sicuri. No all’immigrazione di massa. Sì al lavoro della nostra gente. No alla grande finanza internazionale.

Uno Stato che non aiuta a dovere gli anziani in difficoltà e chi è inabile al lavoro, ma elargisce il reddito di cittadinanza a chi potrebbe lavorare lasciandolo a casa, non è uno Stato giusto. Dobbiamo aiutare chi ha davvero bisogno e chi non può lavorare, per tutti gli altri serve creare lavoro.

Un esponente politico mi ha definito "cagna" pensando di offendermi. I cani sono intelligenti, leali e combattono per difendere ciò che amano. Usare i cani come offesa, qualifica il valore di chi lo fa.

Se vi sentite offesi dal Crocifisso o dal presepe, beh non è qui che dovete vivere! Il mondo è grande, ed è pieno di Nazioni islamiche dove non incontrerete un Crocifisso perché i cristiani vengono perseguitati e le chiese rase al suolo.

La sicurezza è una precondizione di libertà, lo strumento principe che lo Stato ha per difendere i più deboli.

A quante altre aggressioni e violenze dovremo assistere per ammettere che in Italia c’è un enorme problema sicurezza? 

Certezza della pena, un principio che vogliamo ripristinare. In Italia ci sono stati cinque decreti svuota-carceri in quattro anni; in galera non ci si finisce più. Noi vogliamo combattere il lassismo buonista che ha finito per farci trovare davanti a uno Stato più vicino ai carnefici che alle vittime.

Quando noi ammettiamo che la politica è degenerata come strumento, diamo alibi a tutte le degenerazioni della politica.

Quella visione della vita che in Europa tutti chiamano destra e che qui in Italia chissà perché si preferisce chiamare centrodestra, ha dipinto le grandi tele del rinascimento, ha ispirato le summe teologiche e i codici cavallereschi del medioevo, ha ereditato lo spirito illuminato del diritto romano.

La storia della destra italiana preesiste alla stessa Alleanza Nazionale, esula dai programmi contingenti e attraversa le generazioni. È un'idea politica che non è nata a Fiuggi, né nell'Italia repubblicana. Certamente ha attraversato questi decenni, ma affonda le sue radici molto più in profondità: nella Grande Guerra che per prima unificò dialetti sotto un'unica bandiera, nella bella avventura di quei poeti guerrieri che chiamiamo Risorgimento.

Ho un rapporto sereno con il fascismo. Lo considero un passaggio della nostra storia nazionale.

[Mussolini] ha fatto diversi errori, le leggi razziali, l'ingresso in guerra, e comunque il suo era un sistema autoritario. Storicamente ha anche prodotto tanto, ma questo non lo salva.

Al netto di una sinistra trasformista che ha tradito le sue origini, Fratelli d'Italia ha una identità solida, coerente e di cui andare fiera.

Non è un caso che abbiano rispalancato le porte all’immigrazione irregolare. Dicono che lo fanno perché sono buoni. Come no! La solidarietà sulla gestione dell’immigrazione da parte della sinistra non c’entra assolutamente niente, non lo fanno perché sono buoni. Lo fanno perché ai grandi poteri economici che sono i loro burattinai, conviene importare masse di disperati per avere manodopera a basso costo. Questo è il motivo per cui lo fanno.

Le politiche immigrazioniste hanno gettato nel caos la Nazione. Da tempo Fratelli d'Italia propone il blocco navale, una missione europea in accordo con le autorità nordafricane per impedire partenze verso l'Italia e morti in mare. Difendere i confini significa difendere l'Italia.

Le nostre coste sono costantemente prese d’assalto dall’immigrazione clandestina e dal Viminale tutto tace.

In questi anni le politiche immigrazioniste della sinistra hanno gettato nel caos la Nazione: coste prese d'assalto quotidianamente, hotspot stracolmi e insicurezza. Da tempo Fratelli d'Italia propone il blocco navale, una missione europea in accordo con le autorità del Nord Africa, per bloccare le partenze verso l'Italia, fermare la tratta di esseri umani e impedire le morti in mare. Difendere i confini significa difendere l'Italia intera.

Dicono che vogliono dare la cittadinanza ai ragazzi stranieri che studiano insieme ai nostri figli nelle nostre scuole, ma non è vero: la verità è che usano i bambini come scudi umani per regalare la cittadinanza a tutti!

Se l'Europa non ha coscienza dei valori e delle ragioni che la innervano allora è solo un accordo commerciale e niente di più.

L'Italia e l'Europa devono affrontare la questione euro in modo pragmatico e non ideologico, senza preclusioni, perché tutti i dati degli ultimi mesi confermano che questa moneta unica non funziona e sta provocando recessione e disoccupazione anche in quelle Nazioni che finora ne hanno tratto un vantaggio competitivo.

Occorre scardinare il sistema Italia, fare una rivoluzione culturale che sia in grado di tirarci fuori dal '68, abbattere i privilegi acquisiti e adeguare la società al mercato del lavoro che cambia.

La volontà del popolo si esprime in un solo modo: con il voto. 

L'Italia non può restare ostaggio di litigi e beghe di Palazzo. Bisogna tornare al voto per dare alla Nazione un Governo forte, coeso e che faccia realmente gli interessi degli italiani.

Libro di Giorgia Meloni
Io sono Giorgia
Le mie radici, le mie idee 
Editore: Rizzoli, 2021

Ho visto troppa gente parlare di me e delle mie idee per non rendermi conto di quanto io e la mia vita siamo in realtà distanti dal racconto che se ne fa. E ho deciso di aprirmi, di raccontare in prima persona chi sono, in cosa credo, e come sono arrivata fin qui.” In questo libro, Giorgia Meloni parla per la prima volta di sé a tutto tondo. Delle sue radici, della sua infanzia e del suo rapporto con la mamma Anna, la sorella Arianna, i nonni Maria e Gianni e del dolore per l’assenza del padre; della passione viscerale per la politica, che dalla “sua” Garbatella l’ha portata prima al Governo della Nazione come Ministro e poi al vertice di Fratelli d’Italia e dei Conservatori europei; della gioia di essere madre della piccola Ginevra e della storia d’amore con Andrea; dei suoi sogni e del futuro che immagina per l’Italia e per l’Europa. Ma affronta anche, con la schiettezza e la chiarezza che la caratterizzano, temi complessi come la maternità, l’identità e la fede. Un racconto appassionato e appassionante, scandito nei titoli da quel tormentone nato per essere ironico ma diventato un manifesto identitario. Passato, presente e futuro del leader politico sul quale sono puntati gli occhi di molti, in Italia e non solo.

Note
Vedi anche frasi e citazioni di: Silvio Berlusconi - Alessandro Di Battista

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