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Frasi e citazioni di Paolo Pejrone

Selezione di frasi e citazioni di Paolo Pejrone (Torino, 1941), architetto e saggista italiano specializzato in giardinaggio e progettazione paesaggistica. Riguardo alla propria attività, ha scritto Paolo Pejrone:
"Io non sono che un giardiniere, nulla di piú e nulla di meno. Non ho soluzioni nel cappello né pretese deduttive né ansie di mostrarmi come il paladino di una mentalità nuova e innovatrice: resto un fedele figlio dei miei tempi. Traffico con le piante da piú di settant’anni: provo, osservo, intuisco in modo molto pratico e concreto. Cerco di usare quasi sempre il condizionale, come del resto mi hanno insegnato i miei generosissimi mentori. Soprattutto ho imparato, mio malgrado, a non prendermi troppo sul serio: il giardino è un insieme mutevole, tanto piú oggi, e contraddice spesso le conclusioni alle quali crediamo di essere giunti".
Le seguenti citazioni di Paolo Pejrone sono tratte dai libri: In giardino non si è mai soli (2002), Il vero giardiniere non si arrende (2003), La pazienza del giardiniere (2009), Un giardino semplice (2016) e I dubbi del giardiniere (2021).
L'anima di un giardino forse nasce e si rivela solamente dopo
tante sincere, affettuose e assolute prove d'amore.
E comunque non a tutti. (Paolo Pejrone)
In giardino non si è mai soli
Diario di un giardiniere curioso © Feltrinelli, 2002 - Selezione Aforismario

L'esperienza, si sa, si ottiene solamente con tanta passione, tanto lavoro, tante osservazioni, tante verifiche, tanta pazienza e tantissimo tempo.

Scrivere vuol dire approfondire e pensare.

Un giardino e il suo giardiniere sono complici e in qualche modo amici. Avranno sempre qualcosa di interessante, gradevole e vivo da raccontarsi, trasmettere e discutere.

Sostenuti da una robusta e necessaria dose di fatalismo e di indispensabile pazienza, i giardinieri, quelli veri, combattono strenuamente con le loro piante nel segno del giardino ideale. 

Per conquistarsi un giardino in pace e di pace, c'è bisogno di tantissime guerre.

L'anima di un giardino forse nasce e si rivela solamente dopo tante sincere, affettuose e assolute prove d'amore. E comunque non a tutti.

Il giardino più felice è quello a cui si arriva per la via più semplice e razionale: con fatica e lavoro, sicuramente, ma senza troppo "rumore". Il giardino troppo elaborato, troppo ricercato, troppo ripulito, diventa un incubo.

I giardini sono un posto tutto speciale dove la natura, se liberata da troppi vincoli e aiutata, può dare il meglio di sé. 

Visitare, stare, passeggiare in un giardino - bello - è una delle più gradevoli sensazioni "artistiche" che si possano provare.

Da alcuni anni l'espressione "arredo urbano" mi rende sempre più sospettoso (e irritabile): troppi inutili scempi sono stati fatti! Troppi contenitori e vasi (spesso riempiti di stravolte e sventurate piante) sono stati appoggiati nelle strade e nelle piazze! Perché abusare della pazienza dei cittadini per riempire le città con questi inutili e (quasi sempre) brutti e onerosi interventi?

Il vero giardiniere non si arrende
Cronache di ordinaria pazienza © Feltrinelli, 2003 - Selezione Aforismario

Il verde è amato soltanto in teoria (e in propaganda), ma non in pratica: siamo molto, molto lontani dalle soluzioni semplici e dalle piccole, umili e gradevoli proposte del Buon giardinaggio. Soprattutto siamo lontanissimi anche dal vecchio e caro Buon senso… Ed è un vero, grandissimo peccato.

Nebbia: tutto è avviluppato, ovattato e… nascosto: considerate le brutture che di giorno in giorno ‘fioriscono’ sul territorio, l'unica speranza è che la nebbia rimanga fitta.

La nebbia, lo sappiamo, accorciandoci le viste copre qualsiasi bruttura: ci fa sognare e fa diventare belle, ovattate ed eleganti le sciagure di un'architettura ignorante e azzardata…

Le periferie delle piccole città, e quelle dei paesi, sono tutte orribili: le costruzioni sono bruttissime, l'organizzazione urbanistica inesistente (e, se esistente, certamente insufficiente e disattesa).

Fabbriche, depositi, officine, grandi e piccoli magazzini sono, per la quasi totalità, di arrogante e inutile minimalità. Gli alberi e i grandi arbusti, che potrebbero ‘alleggerire’ l'impatto, brillano per la loro assenza: oppure spesso sono mal piantati e, come tutte le eccezioni, tristi e fuori posto.

Le rotonde sono diventate, giorno dopo giorno, troppo importanti per essere sottovalutate: sono punti di snodo della nostra vita, fatta (anche e purtroppo) di spostamenti e (perché no?) di turismo. Perché non farle diventare una collezione di rotonde d'autore?

Sobrie, non troppo elaborate, facili da mantenere, semplici e soprattutto belle: queste sono le rotonde che vorremmo! Non facciamo come i cattivi cuochi, che mettono tutto e tanto per rendere i piatti ‘ricchi e buoni’ !

Continuo a chiedermi perché le nostre città devono sopportare e mostrare queste violenze giardiniere inutili, ripetute e deliberate (oltretutto pagate con i soldi di tutti noi, o di quasi tutti noi…!).

L’orto è un mondo antico e affascinante, usanze e maniere sono quelle di una professione lontana.

In fondo basterebbero un po’ di amore civico e tanti alberi! E tutto sarebbe subito più bello. Per tutti.

La pazienza del giardiniere
Storie di ordinari disordini e variopinte strategie © Einaudi, 2009 - Selezione Aforismario

Rodata, ma non logorata, dagli spigoli della vita, dai dispetti del tempo e soprattutto dalla vicinanza un po’ ingombrante del prossimo, la Pazienza, con l’andare degli anni, può diventare una pratica quieta e giornaliera…

I giardini sono un po’ come noi: possono essere fragili e delicati anche se ben “piantati” e robusti.

La vita del giardiniere è scandita da accelerazioni e da pause: quello “bravo” semina, cresce, moltiplica, coltiva, agisce con passione in un mondo di vita, di speranza, di successi e di insuccessi. E se la passione ne può muovere le intenzioni, la pazienza giustamente ne può far crescere le speranze, ne attenua le tristezze, ne regola i risultati.

Non ci si improvvisa giardinieri.

Nel giardinaggio l’estetica e il progetto sono certamente molto importanti, ma è necessario ed essenziale il lavoro di tutti i giorni.

Gli alti e i bassi di una vita all’aperto, gli schiaffi della natura, i regali e le gioie della stessa, sono il vero leitmotiv del giardiniere.

I bei giardini, e i bravi giardinieri non mancano mai di ricordarcelo, son fatti di spazi vuoti e pieni, ben controllati. 

Nei giardini le pause sono importanti e fruttuose: li rendono un po’ piú leggeri (e spesso di piú facile manutenzione…) I giardini-minestrone hanno le loro sacrosante e intrinseche difficoltà: spesso l’horror vacui, nel suo entusiasmante rigoglio e nel suo frenetico e assordante crescendo, divora energie, crea intoppi e provoca crisi.

I giardini delle città devono essere esempi, devono essere lettere aperte, fatte di idee e di cultura. I giardini non sono spazi da riempire, possibilmente e forzatamente, con qualcosa: piante, pietre, fontanine, lampadine, arbustini, stradettine, scalettine ecc.

Non è certamente necessario essere acuti osservatori per accorgersi dello stato precario e triste di (tutti!) i giardini pubblici delle nostre città: è sufficiente farvi due passi…

Le piante (alberi, arbusti, prati compresi) non sono parti meccaniche e asettiche di un mondo meccanico e asettico: sono parti viventi di un mondo vivo e vegeto. Hanno bisogno anche loro, come noi, di cura e di amore.

Dovunque mi giri, vedo con tristezza, giorno dopo giorno, che l’Italia e il suo panorama vanno degradando e diventando sempre piú brutti. È un vero disastro: stiamo forse pagando un prezzo altissimo, troppo alto per il nostro “benessere”?

Un giardino semplice
Storie di felici accoglienze e armoniose convivenze © Einaudi, 2016 - Selezione Aforismario

Quando il giardino va da sé, quando cresce sicuro e tranquillo, quando si autoriproduce, può tramutarsi in un’entità forte, che, non dipendendo piú dall’uomo, affronta le difficoltà, malattie in testa, con grande sicurezza.

Il non aver abusato di trattamenti e veleni, il non aver coperto di cure ansiose e pericolose il nostro microcosmo, darà grandi e durevoli vantaggi al futuro giardino. E il fatto che sia intensamente abitato ne è la giusta ricompensa. Un giardino non è soltanto un posto per sole piante.

Non bisogna aver paura di seminare: è una delle pratiche piú gradevoli, ricca di speranze e di poesia, forse una delle piú «generose» del giardinaggio. E non è proprio difficile. 

I dubbi del giardiniere
Storie di slow gardening © Einaudi, 2021 - Selezione Aforismario

Il dubbio, per me, è il vero generatore della curiosità, ciò che mi spinge a provare e riprovare, a continuare. Dubito ergo sum, questa la mia massima di giardiniere.

Le certezze sono una cosa bellissima, un vero lusso, ma preferisco lasciarle ad altri.

In fondo coltivare che cos’è se non un grande e serio gioco, un perenne sforzo di previsione e immedesimazione?

Credo che il futuro del giardino abbia poco a che fare con le trovate strabilianti e i colpi di genio, ma al contrario richieda ancora e sempre di piú umiltà, ponderazione e conoscenza. 

Nella vita di tutti i giorni piantare un giardino, almeno per me, ha ben poco dell’opera d’arte; è piuttosto un lavoro artigianale, non per forza stupefacente, non per forza nuovo, ma fatto in maniera corretta e capace, logico, con i piedi ben piantati per terra.

Note
Leggi anche le citazioni del botanico italiano: Stefano Mancuso

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