Frasi di Luigi Pirandello da Opere teatrali, Novelle e Saggi

Selezione delle frasi più significative di Luigi Pirandello (Agrigento 1867 - Roma 1936), drammaturgo, scrittore e poeta italiano, Premio Nobel per la letteratura nel 1934, per la sua produzione, le tematiche affrontate e l'innovazione del racconto teatrale. Luigi Pirandello è considerato tra i maggiori drammaturghi del XX secolo.
Le seguenti citazioni di Luigi Pirandello sono tratte da opere teatrali, tra cui: Il berretto a sonagli (1917), Sei personaggi in cerca d'autore (1921), Enrico IV (1922), Ciascuno a suo modo (1924); novelle e saggi, tra i quali L'umorismo (1908-1920). Su Aforismario trovi anche una raccolta di citazioni tratte dai romanzi di Pirandello. [Il link è in fondo alla pagina].
È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere
una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre. (Luigi Pirandello)
La ragione degli altri
1915

Non si può avere compatimento per gli altri, quando abbiamo troppo da soffrire per noi stessi.

Liolà
1916

I figli del lupo nascono coi denti.

Così è (se vi pare)
1917

Per me, io sono colei che mi si crede!

Il berretto a sonagli
1917 - Selezione Aforismario

Niente ci vuole a far la pazza, creda a me! Gliel'insegno io come si fa. Basta che Lei si metta a gridare in faccia a tutti la verità. Nessuno ci crede, e tutti la prendono per pazza!

Non c'è più pazzo al mondo di chi crede d'aver ragione!

Moglie, sardine ed acciughe: queste, sott'olio e sotto salamoia; la moglie, sotto chiave.

Il piacere dell'onestà
1917

È molto più facile essere un eroe che un galantuomo. Eroi si può essere una volta tanto; galantuomini, si dev'esser sempre.

L'educazione è la nemica della saggezza, perché l'educazione rende necessarie tante cose, di cui, per esser saggi, si dovrebbe fare a meno.

Ma non è una cosa seria
1918

Fa più o meno male della nicotina, la donna?

L'uomo, la bestia e la virtù
1919

La civiltà vuole che si auguri il buon giorno a uno che volentieri si manderebbe al diavolo; ed essere bene educati vuol dire appunto esser commedianti.

Esser civile, vuol dire proprio questo: dentro, neri come corvi; fuori, bianchi come colombi; in corpo fiele; in bocca miele.

Tutto per bene
1920

Chi più m'ingannò, m'ingannò meno. 

Sei personaggi in cerca d'autore
1921 - Selezione Aforismario

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose: ciascuno un suo mondo di cose! E come possiamo intenderci [...] se nelle parole ch'io dico metto il senso e il valore delle cose come sono dentro di me; mentre chi le ascolta, inevitabilmente le assume col senso e col valore che hanno per sé, del mondo com'egli l'ha dentro? Crediamo di intenderci; non ci intendiamo mai!

Nulla pare che sia più superfluo dello spirito in un organismo umano.

Un fatto è come un sacco: vuoto, non si regge. Perché si regga, bisogna prima farci entrar dentro la ragione e i sentimenti che lo han determinato.

Un personaggio [...] può sempre domandare a un uomo chi è. Perché un personaggio ha veramente una vita sua, segnata di caratteri suoi, per cui è sempre "qualcuno". Mentre un uomo - non dico lei, adesso - un uomo così in genere, può non esser "nessuno".

Enrico IV
1922 - Selezione Aforismario

Confidarsi con qualcuno, questo sì, è veramente da pazzo! 

Chi più sa chiacchierare, più è bravo.

Questa cosa orribile, che fa veramente impazzire: che se siete accanto a un altro, e gli guardate gli occhi [...] potete figurarvi come un mendico davanti ad una porta in cui non potrà mai entrare: chi vi entra, non sarete mai voi, col vostro mondo dentro, come lo vedete e lo toccate; ma uno ignoto a voi, come quell'altro nel suo mondo impenetrabile vi vede e vi tocca.

Sono guarito, signori: perché so perfettamente di fare il pazzo, qua; e lo faccio, quieto! -Il guaio è per voi che la vivete agitatamente, senza saperla e senza vederla la vostra pazzia.

Tutti i pazzi sono sempre armati d'una continua vigile diffidenza.

Trovarsi davanti a un pazzo sapete che significa? Trovarsi davanti a uno che vi scrolla dalle fondamenta tutto quanto avete costruito in voi, attorno a voi, la logica, la logica di tutte le vostre costruzioni.

Vestire gli ignudi
1922

Un romanzo o si scrive o si vive.

Ciascuno a suo modo
1924 - Selezione Aforismario

Come ci sono i figli illegittimi, ci sono anche i pensieri bastardi!

Fo più conto della testimonianza della mia coscienza, che dei discorsi di tutto il mondo.

La coscienza: una rete elastica, che se s'allenta un poco, addio! scappa fuori la pazzia che cova dentro ciascuno di noi.

La tua coscienza significa appunto "gli altri dentro te".

Le donne, come i sogni, non sono mai come tu le vorresti.

Quando uno è contento di se stesso ama l'umanità.

Un angelo, per una donna, è sempre più irritante d'una bestia!

L'amica delle mogli
1926

Sciocchi si può essere in due modi: per una sciocchezza che si fa, come tanti possono farla, pur senz'essere sciocchi; e allora si fa ridere non propriamente di noi, ma della sciocchezza che abbiamo fatta; o sciocchi per sciocchezza congenita, e allora facciamo ridere di noi, sempre, qualunque cosa si faccia, anche la più seria.

La nuova colonia
1926

Fare, fare. Fare per fare, senza vedere neppure quello che fate, perché lo fate. E la giornata è passata.

Diana e la Tuda
1926

Fare i cinici è pure un modo di dare leggerezza alla vita quando comincia a pesare.

L'uomo prova un'istintiva gratitudine per la donna che, sacrificando un po' del suo pudore, dimostra di voler piacere a uno solo sfidando la malignità degli altri; ma non può soffrire poi che questa donna faccia dispetto a un'altra donna che dimostri di avere per lui qualche simpatia.

Trovarsi
1932

L'arte, come eterna, non dovrebbe avere età. [...] Ma il guaio è che poi, come donna, ama la moda.

Sogno (ma forse no)
1937

La lealtà è un debito, e il più sacro, verso noi stessi, anche prima che verso gli altri. Tradire è orribile.

Nulla atterrisce più di uno specchio una coscienza non tranquilla.
Riponi in uno stipetto un desiderio: aprilo: vi troverai un disinganno.
(Luigi Pirandello)
Novelle per un anno
1922-1937 - Selezione Aforismario

Nulla è piú complicato della sincerità.
[Da sé]

Fingiamo tutti spontaneamente, non tanto innanzi agli altri, quanto innanzi a noi stessi; crediamo sempre di noi quello che ci piace credere, e ci vediamo non quali siamo in realtà, ma quali presumiamo d'essere secondo la costruzione ideale che ci siamo fatta di noi stessi.
[Da sé]

Ciò che conosciamo di noi è [...] solamente una parte, e forse piccolissima, di ciò che siamo a nostra insaputa.
[L'avemaria di Bobbio]

Chi vive, quando vive, non si vede; vive... Se uno può vedere la propria vita, è segno che non la vive più: la subisce, la trascina.
[La carriola]

Dopo quattro o cinque anni, assediati dalle miserie, dalle bassezze umane, non ci resta piú addosso neppur una di quelle finzioni con cui la società ci mascherava e scopriamo allora che l'uomo è porco, per diritto di natura.
[La veglia]

Riponi in uno stipetto un desiderio: aprilo: vi troverai un disinganno.
[La vita nuda]
Ciascuno si racconcia la maschera come può – la maschera esteriore.
Perché dentro poi c'è l'altra, che spesso non s'accorda con quella di fuori.
(Luigi Pirandello)
Arte e coscienza d'oggi
1893 - Selezione Aforismario

La verità certamente non fu mai ladra: la frode a noi venne sempre dal troppo immaginare.

A me non han fatto mai meraviglia certi peccatori moribondi, che reclamano Dio prima di chiuder gli occhi alla luce. Lo spirito moderno è profondamente malato, e invoca Dio come un moribondo pentito. Mi fa bensì meraviglia che si chiami Dio quel che in fondo è buio pesto.

Crollate le vecchie norme, non ancor sorte o bene stabilite le nuove, è naturale che il concetto della relatività d’ogni cosa si sia talmente allargato in noi, da farci quasi del tutto perdere l’estimativa. Il campo è libero ad ogni supposizione. L’intelletto ha acquistato una straordinaria mobilità. Nessuno più riesce a stabilirsi un punto di vista fermo e incrollabile. I termini astratti han perduto il loro valore, mancando la comune intesa, che li rendeva comprensibili.

Non mai, credo, la vita nostra eticamente ed esteticamente fu più disgregata. Slegata, senz'alcun principio di dottrina e di fede, i nostri pensieri turbinano entro i fati attuosi, che stan come nembi sopra una rovina. Da ciò, a parer mio, deriva per la massima parte il nostro malessere intellettuale. Aspettiamo, e invano, purtroppo! che sorga finalmente qualcuno ad annunziarci il verbo nuovo. E intanto ci volgiamo ora a questo, ora a quel banditore, che berciando con enfasi molta, promette mari e monti, e nulla ottiene naturalmente.

Novelle e novellieri
1906

Originali, per forza, non si può essere: si è o non si è. Chi vuol essere per forza originale, riuscirà strambo, strano, stravagante e nient'altro.

Arte e scienza
1908

Lo scrittore stempera in dieci pagine quel che dovrebbe esser raccolto in uno sguardo.

Ma ci vuol proprio molto a intendere che la genialità non è, fondamentalmente, né può essere una specie di malattia mentale? Il pazzo è o prigioniero entro un'idea fissa e angusta o abbandonato a tutti gli eventi miserevoli d'uno spirito che si disgrega e si frantuma e si perde nelle proprie idee; senza varietà cioè e senza unità: il genio, invece, è lo spirito che produce l'unità organatrice dalla diversità delle idee che vivono in lui, mediante la divinazione dei loro rapporti; lo spirito che non si lega ad alcuna idea, la quale non diventi tosto principio d'un movimento vitale: unità cioè e varietà.

Ogni vero umorista è un critico di se stesso.

L'umorismo
1908-1920 - Selezione Aforismario

Ciò che noi conosciamo di noi stessi, non è che una parte, forse una piccolissima parte di quello che noi siamo. E tante e tante cose, in certi momenti eccezionali, noi sorprendiamo in noi stessi, percezioni, ragionamenti, stati di coscienza che son veramente oltre i limiti relativi della nostra esistenza normale e cosciente.

La vita, qua, schiaccia il piede a uno; cava là un occhio a un altro... Gamba di legno, occhio di vetro, e avanti! Ciascuno si racconcia la maschera come può – la maschera esteriore. Perché dentro poi c'è l'altra, che spesso non s'accorda con quella di fuori. E niente è vero!

Nessun artista crede alla verità oggettiva, cioè reale in sé, del mondo che rappresenta. Ma si potrebbe dire che questa verità oggettiva, non solo per l'artista, non esiste per nessuno.

Per studiar minuziosamente un grottesco, per prolungar freddamente un'ironia, bisogna avere un sentimento continuo di tristezza e di collera.

L'umorismo non ha affatto bisogno d'un fondo etico, può averlo o non averlo: questo dipende dalla personalità, dall'indole dello scrittore.

L'umorismo, per lo specialissimo contrasto essenziale in esso, inevitabilmente scompone, disordina, discorda.

Il riso è facile quando con burlesca grossolanità si sconci una figura o si faccia comunque ridicola violenza alla realtà.

Lettere
Quando tu riesci a non aver più un ideale, perché osservando la vita sembra un enorme pupazzata, senza nesso, senza spiegazione mai; quando tu non hai più un sentimento, perché sei riuscito a non stimare, a non curare più gli uomini e le cose, e ti manca perciò l'abitudine, che non trovi, e l'occupazione, che sdegni – quando tu, in una parola, vivrai senza la vita, penserai senza un pensiero, sentirai senza cuore – allora tu non saprai che fare: sarai un viandante senza casa, un uccello senza nido. Io sono così. [Alla sorella Lina,  1886].

Frasi attribuite
Per approfondimenti, vedi "Citazioni errate" su Aforismario.

Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti.

Rifiutare di avere delle opinioni è il modo di averle. 

Rifiutare di avere opinioni è un modo per non averle.

Libro di Pirandello consigliato da Aforismario
Il fu Mattia Pascal 
Curatore G. Mazzacurati 
Editore Einaudi, 2005 

Dopo l'ennesimo litigio con la moglie Romilda e con la suocera, Mattia Pascal, annoiato bibliotecario, fugge dal paesino in cui vive, e finisce per caso a Montecarlo, dove vince una grossa somma alla roulette. Ma durante il viaggio di ritorno in treno, apprende dal giornale una notizia sconvolgente: la notizia del proprio suicidio. Agli antipodi dei personaggi dannunziani dalla vita sublime, con Mattia Pascal si annunciano gli antieroi del Novecento, che intrattengono un rapporto volubile con le proprie radici temporali, incalzati come sono da una segreta vocazione a dissolversi in altre forme, contro il ricatto della storia e delle sue istituzioni.

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