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Frasi e citazioni di Giulia Carcasi

Selezione di frasi e citazioni di Giulia Carcasi (Roma, 1984), scrittrice e giornalista italiana. Le seguenti citazioni di Giulia Carcasi sono tratte dai suoi libri: Ma le stelle quante sono (2005), Io sono di legno (2007), Tutto torna (2010), Perché si dice addio (2012).
Se la vita non ti sorride, falle il solletico! (Giulia Carcasi)
Ma le stelle quante sono
© Feltrinelli, 2005

Quando trovi l’amore puoi fare tutto, puoi anche contare le stelle. E quel cielo non è poi tanto distante e tanto nemico…

Nessuno ci ha mai pensato: favole del risveglio, una grande invenzione, una carica di buonumore di prima mattina, altro che le merendine ai cinque cereali… ci sarebbero meno guerre se la gente si svegliasse con una favola.

Alla fine si sopravvive a tutto, al sesso, alle bugie, agli esami… è la filosofia del “Me la cavo”.

Nella vita è meglio avere brutti ricordi che rimpianti.

Penso che sono meglio i rimpianti, perché su quelli ci puoi lavorare, perché puoi immaginarti il finale che più ti fa comodo, mentre i brutti ricordi il loro finale ce l'hanno già.

Domani non è un altro giorno, è sempre lo stesso, riciclato. Perché questo Dio ha tante cose più importanti da fare e non può sprecare la sua fantasia cambiando i tuoi giorni.

A volte, ti serve un passo falso per capire come si cammina e dopo prendi il via... Ti serve un inciampo, poi metti un piede dietro l'altro e non cadi, no, stavolta no, hai trovato equilibrio. Ed è una gran conquista.

Il brutto dei cuori spezzati è questo: che non ci puoi buttare sopra l'acqua ossigenata e soffiare mentre le bollicine camminano sulla ferita, che puoi solo tenerti i cocci. E non ci stanno operazioni e non ci stanno medicine che li possono rimettere insieme, te lo devi tenere così il tuo cuore, rotto.

L'amore è un gioco ad incastro. Devi trovare il pezzo giusto, devi inciampare e continuare a cercare, come il mare che abbraccia la sua spiaggia, perché senza di lei non ci sarebbe lui.

Se ami soffri però almeno ami, se non ami soffri lo stesso e non hai niente in cambio.

È istintivo pensare che se corri avanti ti sarà più facile non voltarti indietro. Perché pensi che più vai lontano e più vedrai piccolo e distante quello che ti sei lasciata alle spalle. Ma le regole della prospettiva non sono valide in amore. Puoi andare lontano mille miglia, mesi, anni, ma basterà girarti un attimo, abbassare per un solo secondo le difese e lasciarti vincere dal ricordo

Il mondo è strano: si allarga, si ristringe e poi si riallarga e tu non puoi mai essere sicuro di riuscire a starci bene dentro. Ma quando riesci a stare dentro, devi rubare tutta la vita che puoi. E metterne un po' da parte.

Ci vuole pazienza. Prima o poi passa il vento e si va. Si va nel verso giusto, che poi, forse, è proprio quello sbagliato, chissà... 

Ogni volta che devo decidere qualcosa, c'è in me una riunione di condominio: cuore, testa, corpo e anima si vedono e si consultano. Di solito è la testa quella a cui do più ascolto: mi sembra abbia idee migliori.

Le guerre migliori sono quelle che si combattono per gli altri, perché c'è la forza di un ideale, puro, e non di un interesse.

È brutto quando gli oggetti durano più delle persone.

Vivere è come scalare le montagne: non devi guardarti alle spalle, altrimenti rischi le vertigini. Devi andare avanti, avanti, avanti... Senza rimpiangere quello che ti sei lasciato dietro, perché, se è rimasto indietro, significa che non voleva accompagnarti nel tuo viaggio. Però ti è servito anche quel pezzo di roccia che non riesci più a vedere, ti ha fatto capire, ti ha dato slancio...

Se la vita non ti sorride, falle il solletico!

Io sono di legno
© Feltrinelli, 2007

Il legno sembra fermo, ma è sottoposto a pressioni interne che lentamente lo spaccano. La ceramica si rompe, fa subito mostra dei suoi cocci rotti. Il legno no, finché può nasconde, si lascia torturare ma non confessa. Io sono di legno.

Si dice che quando due persone si sono amate per davvero, la morte di una trascina l'altra.

Essere pioggia non è facile. Devi concederti solo alle terre che hanno bisogno di te, altrimenti allaghi.

Il destino, te ne accorgi che c'è quando guardi indietro, mai quando guardi avanti.

Non credo ai prìncipi e alle belle addormentate, ai vissero per sempre felici e contenti, credo alle persone che si sopportano, a quelli che ogni tanto si dicono "ti odio" e maledicono il giorno in cui si sono incontrati.

La gente quando sta male è vera come non mai.

Non siamo noi a stabilire le nostre traiettorie, sono i ricordi che tracciano i confini.

Ci sono laghi e fiumi e il Gran Canyon da vedere, ma io voglio esplorare la fossetta che hai ai lati della bocca.

Preferisco la teoria alla pratica, mi sembra che in teoria le cose escano meglio.

Noi donne siamo così, c'illudiamo che tutto dipenda da noi, che bastava spostare una virgola per cambiare il destino.

Io "scordare" è un verbo che non conosco. Scordare è più crudele di dimenticare: chi è dimenticato viene tolto dalla mente, chi è scordato viene tolto dal cuore.

Io non sono capace di perdonare, penso che quando cominci a perdonare è difficile smettere, è un vizio che rischia di farti passare per fesso.

Scrivere è spogliarsi di fronte a qualcuno, lasciarsi spogliare così, nudi e in piedi, pieni di difetti di carne.

Tutto torna
© Feltrinelli, 2010

È difficile coincidere con lo spazio nel quale proviamo a inserirci: solo chi manca può riempire il vuoto che ha lasciato.

La bellezza perde ogni bellezza se non si unisce ad altro, il condimento di per sé stucca: hai mai provato a mangiare un cucchiaio d'olio, un pugno di sale?

Non c'è niente che si sporca più facilmente della bellezza e di continuo la sporca chi la possiede e chi la incontra, per dimostrare che ne può disporre quanto e come vuole, o perché in fondo la bellezza non sa difenderla perché è difficile.

Non esistono cose che non vanno. Le cose tutte, anche quelle che si tengono in pugno, vanno come devono andare, il problema è imparare ad aprire le mani.

Perché si dice addio
© Feltrinelli, 2012

Mentre le ragazze della mia età facevano coi maschi prove di volo, io facevo prove di abbandono. Dopo venti giorni di cinema, pizza, normalità, avvertivo l’urgenza di non vederli più. Ricorrevo all’addio tramite sms: “Non funziona”, come si trattasse di un elettrodomestico.

Maledico i ricordi felici perché fanno più male di quelli feriti.

Penso: ti sto dicendo mille frasi adesso, ma vorrei dirtene solo una e non riesco.

Note
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