Calembour e Giochi di Parole

Grande raccolta di calembour e giochi di parole creati dai migliori autori italiani in questo genere, alcuni famosi come: Alessandro Bergonzoni, Achille Campanile, Mino Maccari, Marcello Marchesi, Gino Patroni ecc., altri meno noti ma non meno abili come Antonio Romano e Massimo Chieli.

giochi di parole cui si fa qui riferimento, non sono ovviamente quei pur avvincenti giochi di società come lo Scarabeo o il Paroliere, o i giochi enigmistici come i cruciverba e simili, ma giochi di parole di tipo letterario. Tra questi, il più noto è certamente il calembour, termine francese di etimo incerto che indica un particolare gioco d parole che consiste in una breve frase, spesso dai risvolti umoristici, caratterizzata dalla contrapposizione o dall'accostamento di parole omografe (cioè parole con la stessa grafia ma con significati diversi) o polisemiche (cioè stessa parola ma con più significati), oppure dalla sostituzione in una frase di una parola con altra di suono simile ma di significato molto diverso. La definizione è forse un po' ostica, ma basterà leggere qualche esempio riportato in questa pagina per comprenderne subito il significato, senza dimenticare, comunque, che "Un gioco di parole è una pistola all'orecchio, non una piuma per solleticare l'intelletto" (Charles Lamb).

Su Aforismario trovi altre divertenti raccolte di giochi di parole fatte su titoli di film e di libri.  [I link sono in fondo alla pagina].
Mi spezzo ma non m'impiego. (Achille Campanile)
Calembour d'Autore
Selezione Aforismario

Una certa età è sempre un'età incerta.
Achille Campanile

Mi spezzo ma non m'impiego.
Achille Campanile

Gerontologia. Odissea nell'ospizio.
Massimo Chieli

Nichilismo. Sotto il destino, niente.
Massimo Chieli

Tutti in forma. L’esprit de fitness.
Massimo Chieli

Bonjour stronzesse!
Ennio Flaiano

Chi mi ama mi preceda.
Ennio Flaiano,

Coraggio, il meglio è passato.
Ennio Flaiano

Sciopero: la massa in scena.
Roberto Gervaso

Malessere o non essere? Questo è il problema.
Carlo Gragnani, A conti (quasi) fatti, 1989

Sono un carciofino sott'odio.
Leo Longanesi

Faiblesse oblige
Mino Maccari

La vita è segno.
Mino Maccari

"Un pugno d'uomini indecisi a tutto".
Mino Maccari

"E lei, professore, mantenga le promosse!".
Mino Maccari

Coito ergo sum.
Dino Risi

Un burocrate senza più pratiche da sbrigare: "Il mio ufficio per un cavillo!". 
Aforismario

Carrieristi in lotta per un posto di comando: assalto alla dirigenza.
Aforismario

Dirigente cui si affibbiano tutte le responsabilità quando le cose vanno male: capo espiatorio.
Aforismario
Pioveva sui nostri corpi spogliati, un vero nudifragio.
(Alessandro Bergonzoni)
Alessandro Bergonzoni
  • È vero che il sindaco di Tortona potrebbe essere una ciliegina?
  • Il guardiano del faro prese un accento e fece la guardia a un bel futuro: il farò.
  • In quest'arco di tempo temo di essere colpito da una freccia. 
  • Io sono per la chirurgia etica: bisogna rifarsi il senno.
  • L'estate era alle porte e mia sorella alla finestra.
  • Uno specchio diceva: «Chi si è visto si è visto, io mi sono rotto».
  • La respirazione abbocca abbocca si fa solo ai pesci.
  • La salma è la virtù dei morti.
  • Mi hanno regalato un paio di mutandem: ci si sta in due e si pedala.
  • Pioveva sui nostri corpi spogliati, un vero nudifragio.
Dio, dammi un assegno della tua presenza. (Marcello Marchesi)
  • Abbiamo un nuovo ordine religioso: i cappuccini Hag.
  • Anche un cretino può scrivere un saggio e non viceversa.
  • Burocrazia: bolli, sempre bolli, fortissimamente bolli.
  • Da giovane avevo una vena umoristica. Adesso ho una vena varicosa.
  • Dio, dammi un assegno della tua presenza.
  • È uno scrittore in stato interessante. Aspetta un romanzo.
  • Intransigente. Sbagliando si spara.
  • L'Italia è una donna di facili consumi.
  • La signora Colgate va a cambiarsi d'alito e torna subito.
  • Ministro senza portafoglio non teme lo scippo.
Mensa popolare. Una zuppa di verdura ed è subito pera. (Gino Patroni)
  • Infarto in trattoria - Verrà la morte e avrà i tuoi gnocchi
  • Lettera dal confino - "Ti scrivo sotto dittatura." 
  • K.O. di pugile dilettante - I dolori del giovane "welter".
  • Mensa popolare - Una zuppa di verdura ed è subito pera.
  • Infermeria - Etere non etere?
  • Sala operatoria - Chi ha lasciato l'aorta aperta?
  • Lettera d'amore di dentista - Mia caria...
  • Favoletta russa - C'era una vodka...
  • Incidente sul lavoro - Piegatore di giornali morsicato da un inserto.
  • Perversione - Impiegato del catasto vende l'anima al Demanio.
  • Le amanti dei farmacisti - Affetti collaterali.
  • Gita scolastica - Viaggio distruzione
  • Mamme - Servizio permanente effettivo
  • Crisi degli ottici - Solo una montatura
  • Visite indesiderate in ufficio - Gli importuni sul lavoro
  • Litigio - Livori in corso
  • Innamoramento platonico - Sedotto e abbottonato
  • Impiegati - La classe sedia
  • Con lei al mare - Una vacanza tra iodio e amore
  • Autopurificazione - Catarsi addosso
Orazio e Paolo
  • Accidenti - Bestemmia odontoiatrica.
  • Aculeo - Persona priva di posteriore.
  • Bancomat - Istituto di credito manicomiale.
  • Cassata - Fesseria siciliana.
  • Dissenteria - Attacco di opposizione.
  • Domenicano - Frate festivo
  • Gravidanza - Ballo di nove mesi.
  • Neonato - Bambino a luce soffusa.
  • Ovazione - Mestruazione di successo.
  • Zingarelli - Vocabolario per nomadi.
Totò (Antonio de Curtis)
Quando si parla di calembour, spesso ci si dimentica di Totò, i cui film sono pieni di battute con giochi di parole. Ecco qualche esempio:
  • Abbiamo vegliato la salma per tutta la notte: è stato un veglione.
  • Diamoci alle orge, facciamocela questa orgiata. Orgiate per due!
  • Donne, non scappate davanti a me; ché, mi avete preso per uno spaventapassere?
  • I giocatori di calcio: i pallonari.
  • Io non faccio il cascamorto, se casco, casco morto per la fame.
  • Io prode? No, a me non mi prode nulla.
  • La donna è mobile e io mi sento un mobiliere.
  • Mal costume, mezzo gaudio.
  • Mia moglie è un tipo apprensivo: sta sempre ad Anzio per me
  • Nella vita non siamo mai soli, abbiamo sempre qualche appendicite.
  • Non mi guardi con quegli occhiacci... Lei con quegli occhi mi spoglia... Spogliatoio!
  • Ogni limite ha la sua pazienza.
  • Parli come badi.
  • Sono finito sul banco degli amputati.
  • Sono un uomo della foresta, un forestiero.
  • Volere è potere, volare è potare.
Note
  1. Se conosci altri giochi di parole, inviali pure ad Aforismario per un'eventuale pubblicazione.
  2. Vedi anche: Aforistica - Il Gioco dei Titoli

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